Juventus Allegri: così non si vince la Champions League!

Pubblicato il autore: Mattia Emili Segui

Squadra bloccata e poca fantasia, meglio nel finale con i due cambi. Cosa manca alla Juve per essere all’altezza delle grandi?juventus allegri

JUVENTUS ALLEGRI: L’EUROPA NON E’ L’ITALIA-Non è stato un esodio esaltante, quello della Juventus nella Champions League 2016/2017: a Torino, contro un Siviglia venuto allo Juventus Stadium con la palese intenzione di non prenderle, i bianconeri non sono andati oltre lo 0-0. E’ pur vero che la squadra di Allegri, in fin dei conti, avrebbe meritato di vincere, viste le occasioni create (la traversa di Higuain su tutte) e sprecate, ma quello che rimane della serata di mercoledì (e che hanno rimarcato gli stessi tifosi al termine della gara) è stato l’atteggiamento poco propositivo, quasi impaurito, della Juve per quasi un’ora di partita. Troppa pressione? Scelte di formazione sbagliate? Forse un po’ di tutto ciò, ma è un dato di fatto che quando Allegri ha fatto entrare in campo i grandi esclusi, Pjanic ed Alex Sandro, la musica è nettamente cambiata. Non sono bastati, però, 20 minuti finali di forcing per abbattere il muro eretto da Jorge Sampaoli, che si è a più riprese ammaccato, ma non è caduto. Se il colpo di testa di Higuain o le occasioni di Khedira nel primo tempo fossero state tramutate in rete, probabilmente staremmo a parlare di tutta un’altra partita, ma in generale quello che non è piaciuto ai tifosi è stato l’atteggiamento bloccato (dato sicuramente anche dallo schieramento iniziale, con due giocatori difensivi come Evra e Lemina), poco propenso al gioco d’attacco, a dispetto di un’avversario certamente inferiore e per di più nel fortino dello Juventus Stadium.

Juventus Allegri: in Champions vince l’attacco

Se la Juve in campionato domina da cinque anni (e anche in questa stagione parte con tutti i favori del pronostico) puntando su una solida difesa, un gioco equilibrato ma non spettacolare e le invenzioni dei suoi fuoriclasse, in Champions (fatta eccezione per la finale raggiunta nel 2015), la Vecchia Signora non si è ancora affermata stabilmente tra le big d’Europa. Nella scorsa stagione fù il Bayern Monaco dell’ex Vidal a fermare la corsa dei bianconeri, dopo una partita che ha rasentato la perfezione per 70 minuti: proprio quando Allegri, “grazie” a suoi cambi, ha abbassato il baricentro della squadra, schiacciandola davanti alla propria area, il team di Guardiola ha rimontato due reti e vinto ai supplementari. Stesso discorso, se ricordate, nella gara di andata: Juve tutta nella propria metà campo, Bayern in dominio del gioco e 2-0 per i bavaresi dopo un’ora. Poi, quando non c’era più nulla da perdere, la squadra ha cambiato atteggiamento ed ha poi pareggiato. Se togliamo le eccezioni del Chelsea nel 2012 e dello sfortunato Atletico Madrid dell’ultimo triennio, in Coppa alla fine arrivano in fondo le squadre che prediligono il gioco offensivo, che portano molti giocatori sopra la linea della palla, anche a costo di rischiare qualcosina.

Juventus Allegri, e se la difesa tornasse a 4?

Nella stagione 2014-2015 la Juve ha ottenuto l’unico risultato importante in Europa negli ultimi 12 anni, ossia la finale di Berlino, poi persa contro il Barcellona dei marziani. Durante il corso di quella stagione, la prima del tecnico livornese sulla panchina bianconera, la squadra in Champions giocò spesso con la difesa a 4, “europeizzandosi” e, senza eccessivi sforzi, arrivando ad un passo dal bersaglio grosso. Sicuramente non può essere un modulo o un giocatore in più nel reparto arretrato a poter fare la differenza, ma l’atteggiamento deve assolutamente cambiare. Le grandi come Barcellona, Bayern, Manchester City, Real Madrid, mettono in campo tutta la loro “argenteria”, senza preoccuparsi troppo di tatticismi o difensivismi eccessivi. La Juve quest’anno fortunatamente ha abbondanza proprio in quel tipo di giocatori: Pjanic, Cuadrado, Pjaca, sono calciatori che poche squadre possono permettersi il lusso di tenere in panchina; ovvio che non possono giocare tutti, ma Allegri deve necessariamente trovare un modo per non far “marcire” tutto il talento che la società gli ha messo a disposizione. La difesa a 4 potrebbe anche far rendere di più un altro nuovo acquisto della Juventus: Daniel Alves infatti non è sembrato propriamente a suo agio da quinto centrocampista, dopo un’intera carriera da terzino. La stagione è appena cominciata ed i presupposti per fare bene ci sono tutti, Allegri avrà il suo tempo per riordinare le idee, ma la storia è fatta per insegnare.

 

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