L’editoriale di Ugo Russo – Coppe europee: italiane, due sorrisi e poco gioco

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

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Continua il momento poco esaltante del calcio italiano e la recente vittoria della nazionale nella prima partita valida per le qualificazioni ai mondiali 2018 contro Israele non può aver attenuato il disagio che si avverte nel parlare della forza o meno delle nostre squadre di club. In Italia ne esistono solo due di una certa caratura, Juventus e Napoli, dalle altre pochi segnali positivi, anzi, per lo più, é meglio stendere un velo pietoso. Con delle altalenanti eccezioni, come in questo caso il Sassuolo. Così le risultanze del primo turno di Coppe Europee hanno mostrato, nonostante impegni di relativa difficoltà, compagini indigene scadenti, a volte sfortunate, se volete, ma con poche soddisfazioni nei risultati, perché non dico che ci si aspettava l’en plein ma poco ci mancava. Invece….
In Champions League ha vinto in rimonta il Napoli in Ucraina; compitino svolto nel migliore dei modi, successo favorito da disattenzioni della retroguardia della Dinamo Kiev. E comunque tre punti pesantissimi per il prosieguo del cammino partenopeo nel girone. E Milik si dimostra centrattacco con innegabile fiuto del gol e già entrato nei cuori dei tifosi campani dopo la partenza di Higuain.

E’ vero che il Siviglia non ha, in pratica fatto un tiro nello specchio della porta avversaria, ma la Juventus stellare, costruita quest’anno per vincere tutto, non é riuscita ad imporsi allo Stadium. Sfortuna, certo, in questa competizione rivelatasi in gran parte in passato maledetta per la Vecchia Signora: una traversa del Pipita Higuain a portiere battuto, varie occasioni non sfruttate al meglio, una superparata del portiere degli spagnoli, un rigore negato sul finale di incontro per fallo su Pjaca. Molti hanno criticato la mancata vittoria, hanno detto che fuori dai nostri confini é ben diverso che in Italia. Nessuno, però, ha ricordato che il Siviglia ha vinto le ultime tre edizioni dell’Europa League (cinque negli ultimi undici anni), che ormai si é fatto una grande esperienza continentale e sa dire la sua in tutti i reparti. Nello 0-0 di Torino c’é, forse, la conferma che i bianconeri sono ancora (e sempre più?) il nostro undici più forte ma, come ha detto Allegri a fine gara, glissando su critiche ed in particolare sul rigore negato, ci sarà ancora da lavorare moltissimo per cercare di competere con qualche possibilità con Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e Manchester City che ritiene probabilmente e per ora superiori alla Juventus.
Un sorriso pieno e tre delusioni, più o meno complete e cocenti, nei quattro incontri della seconda, per importanza, kermesse continentale. La grande non più sorpresa ma conferma viene dal Sassuolo che, arrivato dai preliminari, si é sbarazzato con un perentorio 3-0 di un avversario niente affatto comodo, non fosse altro perché compagine spagnola: l’Athletic Bilbao. Poco hanno potuto i baschi contro lo strapotere e la voglia di vincere mostrati dalla squadra di Di Francesco.

La Roma ha avuto la conferma che le seconde linee schierate ieri non garantiscono ancora l’ideale copertura dei titolari. Altra prestazione scialba dei giallorossi ed é una bestemmia che in campionato i capitolini debbano essere a soli due punti dalla Juventus e addirittura alla pari del Napoli. Evidentemente anche in Europa deve essere giunta voce che la Roma é particolarmente fortunata con i rigori (due dei quattro in tre partite!!! in campionato sono stati scandalosi) e così ne é arrivato subito un altro in Europa League per un fallo su El Shaarawy in apertura di partita a Plzen. Poteva essere la svolta contro i giocatori della Repubblica Ceca ed invece il quasi subitaneo pareggio dei padroni di casa e molti rischi di troppo. Alla fine Allison ha letteralmente salvato la squadra di Spalletti con un grande intervento. Resta, in termini numerici, l’importanza di questo pareggio esterno contro l’avversaria più difficile del girone (e nel ranking considerata più forte della stessa Roma), per cui il cammino dovrebbe essere in discesa. Però…
Arriviamo alla prestazione vergognosa dell’Inter, sconfitta a San Siro dagli israeliani dell’ Hapoel Beer Sheva. I tre punti conquistati allo scadere a Pescara avevano illuso i tifosi nerazzurri che il balbettante inizio di stagione fosse ormai messo alle spalle ed invece sono riemersi preoccupanti dubbi sulla forza e sulla condizione fisica di certi giocatori nerazzurri. Non c’é alcuna giustificazione ad un simile ko; l’Inter doveva imporsi pur se avesse giocato, e così, tra l’altro, non é stato, con tutte riserve! Resta una delle mortificazioni più grandi di tutta la storia nerazzurra. Chissà, De Boer potrebbe già essere in discussione.
Per la Fiorentina la gara di Salonicco poteva rappresentare l’ennesimo salto di qualità tante volte sfiorato ma mai centrato. Anche qui il discorso di prima: una divisione della posta esterna in un raggruppamento a gironi non é da disprezzare ma i viola hanno brillato veramente poco. Certo, rispetto al modesto antagonista, il Paok, hanno comandato di più il gioco ma non sono arrivate reti, tanto meno quella che bastava per mettere le mani sull’intera posta.

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