Manchester City, Guardiola non sbaglia un colpo. Sarà la squadra da battere in Europa?

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

guardiola-manchester-city-pep_3408830L’eterna incompiuta che rischia di diventare grande. Il Manchester City targato Guardiola “minaccia” seriamente le big della Champions League, lasciando intendere che la storiella della squadra ricca ma perdente, piena di campioni, ma senza un’anima, acerba, immatura per qualunque traguardo diverso da quelli raggiungibili in patria, sta per terminare. Lo si era già intuito durante il preliminare di agosto, quando i Citizens sono andati a Bucarest, in casa della Steaua, a rifilare ben cinque reti a domicilio allo Steaua, permettendosi persino il lusso di fallire due calci di rigore con Aguero. Si osservò, non a torto, che il modesto valore dell’avversario non poteva rappresentare certo un banco di prova attendibile, e che tutta la curiosità intorno alla nuova sfida accettata da Guardiola, meritasse ben altri test. La stagione ha avuto inizio ed ora, la consapevolezza che il preliminare di agosto sia il primo passo verso un’autentica consacrazione di una squadra rimasta sempre inespressa in questi anni, nonostante i massicci investimenti della proprietà, cresce sensibilmente. Per il Manchester City, Guardiola era forse l’allenatore ideale, l’unico in grado di fargli scrollare di dosso quella patina di immaturità cronica palesata quando in panchina erano seduti i suoi predecessori. Il tecnico catalano ha trasferito in poco tempo, ai suoi giocatori, la sua idea di gioco, fatta non solo di semplice (o peggio ancora sterile) possesso palla, come afferma qualche suo detrattore, ma di dominio totale della partita e dell’avversario, spesso costretto a correre a vuoto, nel palleggio dei citizens. Ne sa qualcosa Josè Mourinho, battuto all’Old Trafford dai cugini nel derby di campionato, ma, più in generale, stretto nella morsa, durante la prima mezz’ora di gioco, di un possesso palla non solo fine a se stesso, ma anche micidiale al momento giusto, con le due reti che hanno messo in cassaforte il risultato, rendendo poi vano il generoso tentativo di rimonta dei red devils nella ripresa.
Guardiola ha una capacità unica di migliorare i suoi giocatori. Basti pensare al rendimento di elementi come De Bruyne, Sterling, Fernandinho, tanto per fare qualche nome, e confrontarlo con quello dell’ultima stagione, quando alla guida del Manchester City c’era Pellegrini. Non solo, il coraggio di rinunciare senza troppi complimenti a colonne portanti della squadra (Yaya Tourè e Hart, roba da rischiare una rivoluzione), senza temere minimamente possibili contraccolpi anche all’interno dello stesso spogliatoio, i cui equilibri, supportati da risultati e da una produzione di gioco impressionante, non sono stati affatto scalfiti. Immaginate cosa sarebbe successo se la squadra non avesse risposto subito (e non sarebbe stato certo uno scandalo) alle sollecitazioni del tecnico? Guardiola non ha avuto paura di nulla, convinto delle sue capacità ed ora si accinge a lanciare la sfida a quell’Europa sempre troppo indigesta per il suo Manchester City. La prima gara della fase a gironi contro un avversario ostico come il Borussia Monchengladbach non lascia spazio a dubbi. La facilità con la quale i tedeschi sono stati letteralmente sbriciolati all’Ethiad Stadium fa capire chiaramente alle solite note che quest’anno, per alzare la Coppa con le orecchie, bisogna fare i conti anche con Guardiola…

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