Lione – Juve: l’analisi dell’avversario dei bianconeri

Pubblicato il autore: valerio vitali Segui

lione
Partita delicatissima quella di questa sera tra Lione e Juventus. In caso di sconfitta per i bianconeri si complicherebbe e non poco la situazione all’interno del girone, dando quasi per scontata la vittoria del Siviglia in terra croata contro la Dinamo Zagabria.

LA DISCONTINUITA’ – I francesi non sono il PSG ma rappresentano un vero e proprio ostacolo verso la corsa al primato del gruppo per la Juventus di Max Allegri, soprattutto questa sera, in quanto si giocherà in Francia e dove il Lione da il meglio di sé.
Squadra molto discontinua e forse, anche troppo giovane quella lionese, che ha tra le proprie fila un numero nutrito di ragazzi provenienti dal proprio settore giovanile.
Non può essere certo un punto a proprio favore questo se si vuole vincere immediatamente qualcosa e non ci si vuole accontentare di arrivare sempre secondi o terzi in Ligue 1.
Non è nemmeno un caso che il Lione perda puntualmente ogni partita antecedente a quella di Champions League; indice di immaturità del gruppo e anche di superficialità del proprio allenatore, che proprio in questi ultimi giorni che hanno seguito la sconfitta contro il Nizza di Balotelli (2-0 il risultato finale) lo ha visto protagonista di numerose critiche, sia da parte della stampa sia da parte dei suoi stessi tifosi.

MODULO TATTICO LIONE – Il Lione gioca con un inconsueto 3-5-2, modulo di base della stessa Juventus, un marchio di fabbrica riconoscibile anche in Europa. Lione e Juve sono forse le uniche due compagini ad utilizzare questo schieramento tattico.
Se a Torino però rappresenta un vero e proprio credo, a Lione è più una necessità dovuta a diversi infortuni e problemi legati a giocatori fuori rosa.
E’ anche giusto sottolineare che i francesi, con questo modulo hanno fatto bene in Champions, vincendo per 3-0 contro la Dinamo Zagabria e perdendo 1-0 a Siviglia, punita anche dalla sfortuna della traversa.
Nei tre difensori dietro, il più forte è l’ex Roma Yanga-Mbiwa, che comunque non può dirsi allo stesso livello di Umtiti, partito in direzione Barcellona la scorsa estate. L’ormai ex difensore centrale ha portato sì 22 milioni nelle casse del presidente Aulas, ma ha lasciato un vuoto che il neo acquisto Nkoulou non ha saputo (fino ad ora) colmare in toto. Le certezze lì davanti sono Fekir e Lacazette, due dei migliori prospetti della nazionale francese e che nelle ultime tre stagioni hanno segnato la differenza.
E’ grazie a loro due che il Lione è in Champions League e può dirsi una squadra di tutto rispetto in Ligue1 e la Juventus dovrà inevitabilmente gettarci un occhio di riguardo.

I PROBLEMI SOCIETARI DEL LIONE – Se l’andamento sul rettangolo verde di gioco è rappresentato dall’altalena di risultati, non va molto meglio in società o all’interno dello spogliatoio.
L’allenatore Ginesio ha messo fuori squadra Valbuena e Grenier e non si può certo affermare che lo spogliatoio sia unito e compatto, tanto meno la dirigenza.
Da qualche settimana a questa parte infatti le due anime della società, Houllier e Lacombe, leggende da quelle parti, si attaccano pubblicamente utilizzando i media e questo non fa che acuire gli strappi all’interno della squadra.

IL FATTORE CASA – Il Lione ha tratto dei benefici enormi dal nuovo stadio. Dalla sua inaugurazione nel gennaio scorso, Lacazette e compagni hanno disputato ben 15 partite, tra coppe e campionato, perdendone una soltanto (1-3 col Bordeaux) e rimarcando il fatto che davanti ai propri tifosi questa squadra si trasforma.
Con la media aritmetica di tre gol segnati e uno subito a partita, il Lione può dirsi uno dei club più temuti quando gioca nel proprio fortino, proprio come accade alla Juventus grazie allo Stadium.

Questa sera sarà importante per la Juve eliminare dalla propria testa tutti questi elementi, taluni positivi e altri negativi che caratterizzano il proprio avversario. La maturità acquisita anche in Europa da parte dei bianconeri deve essere l’arma in più da sfoderare in una partita chiave come questa.

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