Juve, in Champions serve un gioco

Pubblicato il autore: valerio vitali Segui
Juventus' Sami Khedira (R) and Lyon's Corentin Tolisso in action during the UEFA Champions League group H soccer match Juventus FC vs Olympique Lyon at the Juventus Stadium in Turin, Italy, 02 November 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

La Juventus pareggia 1-1 col Lione allo Stadium. In Champions una squadra senza idee di gioco non può andare molto lontano e la squadra di Allegri paga proprio questo.

Involuzione di gioco
Se nel match terminato 0-0 contro il Siviglia si poteva recriminare anche molta sfortuna (ad esempio in occasione della traversa colpita da Higuain) questa sera non si può dire lo stesso.
C’è stata una evidente involuzione n termini di gioco e di qualità espressa nella manovra. Troppo spesso Evra e Dani Alves non hanno saputo offendere sulle fasce, facendo notare un calo fisico superiore anche rispetto al resto della squadra, che stasera come non mai sperava di affidarsi alle giocate e alle geometrie di Miralem Pjanic.

Pjanic
Per il bosniaco questo sembra essere un periodo di appannaggio completo. Sempre fuori dalla zona nevralgica del gioco e sempre avulso dalle azioni chiave di quella che dovrebbe essere la “sua” Juve.
E’ solo grazie a lui che Allegri decide di cambiare modulo passando ad un 4-3-1-2 dove proprio Pjanic aveva il compito di agire da trequartista, pronto ad innescare Higuain e Mandzukic. Così però non è stato. troppo molle l’atteggiamento del numero 5, troppo superficiale il suo approccio alla gara, nemmeno si stesse giocando un’amichevole estiva.

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Allegri
A corto di idee è sembrato anche il tecnico della Juventus. Inizia col piede giusto e anche con la voglia di aggredire il campo con un modulo mai visto fino ad ora in questo scorcio iniziale di stagione, ma la squadra dopo l’1-0 sembra volersi proprio accontentare. Perché ridursi solo negli ultimi cinque minuti finali per trovare il secondo gol quando si è avuto 75′ per tentare di “ammazzare” la partita?
Le potenzialità della squadra e la differenza di rosa tra Juve e Lione non possono accontentare i tifosi di Madama, che avrebbero voluto festeggiare in altra maniera il 119esimo compleanno della Vecchia Signora.
All’allenatore toscano si chiede proprio questo: far crescere tecnicamente un gruppo che non può e non deve giocare così male a calcio.

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La situazione nel girone
Girone che adesso si complica per la Juventus, non tanto per il passaggio al turno eliminatorio, quanto piuttosto per il primato. Quando ad agosto ci sono stati i sorteggi a Nyon in molti hanno esultato nel vedere che non c’erano squadre di grande livello, superficialmente non prendendo sul serio Siviglia e Lione che invece sono riuscite a togliere ben quattro punti ai bianconeri.

Il Siviglia grazie alla rotonda vittoria per 4-0 sulla Dinamo Zagabria è sempre più prima, con due lunghezze di distacco proprio sulla Juventus, che ora è costretta a vincere se vuole riottenere quel primo posto tanto prezioso per le sorti della “seconda Champions” per dirla alla Allegri, quella Champions a eliminazione diretta che potrebbe portare sgradite sorprese alla Juventus in caso di secondo posto.

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Non basta quindi avere una rosa formidabile e un attaccante da 30 gol stagionali, serve, soprattutto in Europa creare un’identità di gioco ben chiara ed imprimere la propria impronta su ogni match attraverso un gioco sempre propositivo, senza accontentarsi di 1-0 casalingo contro il modesto Lione. Se si vuole “quella” Coppa, serve ben altro, serve un gioco.

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