Champions League: dal 2018 l’Italia avrà quattro squadre, svolta anche sui diritti tv? Tutte le novità

Pubblicato il autore: Salvatore Masiello Segui

Champions League: dalla stagione 2018/2019 molti cambiamenti. Tra i più importanti, sicuramente quello che permette alle prime quattro nazioni nel ranking di avere altrettanti club qualificati direttamente alla fase a gironi.

 champions league 2018/2019

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Mancava solamente l’ufficialità ed è arrivata dal comitato esecutivo Uefa, che ha stabilito finalmente la nuova struttura della Champions League. A partire dalla stagione 2018/2019, infatti, le prime quattro nazioni del ranking, ovvero Spagna, Germania, Inghilterra e Italia, avranno ben quattro squadre direttamente qualificate alla fase a gironi della massima competizione europea, senza dover passare nemmeno ai preliminari. Notizia che fa certamente piacere alla Serie A, la quale attualmente può contare solo (si fa per dire) su tre club, due in maniera diretta e una attraverso i play off, formula che negli ultimi anni ha penalizzato molto il nostro campionato, visto che quest’anno è stata subito eliminata la Roma, mentre la scorsa stagione la stessa sorte è toccata alla Lazio. Un’altra novità significativa riguarderà gli orari, visto che dal 2018 non ci saranno più partite alle 20,45, bensì due alle 19 e sei alle ore 21, un sistema praticamente identico a quello già usato per l’Europa League.

Champions League: ecco tutti i cambiamenti

  • La vincitrice della UEFA Europa League si qualificherà direttamente alla fase a gironi di UEFA Champions League (oggi può eventualmente partecipare agli spareggi).
  • Le prime quattro squadre delle quattro nazioni con il ranking più alto andranno direttamente alla fase a gironi di UEFA Champions League.
  • Tutti i dettagli della lista di accesso per entrambe le competizioni verranno finalizzati entro la fine dell’anno.
  • Nuovo sistema di coefficienti per club: le squadre saranno giudicate individualmente (viene a cadere la quota di rappresentanza nazionale per il coeffiente dei singoli club, a meno che il coefficiente sia inferiore al 20% del coefficiente della federazione).
  • Per calcolare il coefficiente verranno considerati anche i successi nella storia della competizione (assegnati punti per i precedenti titoli europei con un sistema ponderato per la UEFA Champions League e la UEFA Europa League)
  • La distribuzione finanziaria ai club sarà aumentata significativamente per entrambe le competizioni.
  • Il nuovo sistema di distribuzione finanziaria, composto da quattro pilastri (quota di partenza, risultati nella competizione, coefficienti per singoli club e market pool), vedrà premiate maggiormente le prestazioni sportive, mentre diminuirà la quota relativa al market pool.

Diritti tv Champions League: tra Sky e Mediaset rispunta la Rai

Il triennio europeo 2018-2021 potrebbe riservare novità anche sul fronte televisivo. Attualmente, infatti, la Champions League viene trasmessa su Mediaset Premium, che ha pagato complessivamente 660 milioni di euro ed avrà ancora l’esclusiva per la stagione in corso e per la prossima. A febbraio, però, si terrà la nuova asta proprio per il diritto del prossimo triennio e sono in molti a sostenere come stavolta possa tornare in corsa anche l’azienda di Rupert Murdoch, che nonostante abbia perso la competizione europea più importante, sembra non abbia risentito più di tanto sul fronte abbonamenti. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da Repubblica, però, nella corsa potrebbe entrare anche la Rai, la quale sta valutando attentamente la possibilità di abbandonare la Formula 1 per avere una gara di Champions League in chiaro, pagando circa 40 milioni di euro.

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