Champions League, Marchisio: “Domani non so se giocherò. Rimanere concentrati fino alla Supercoppa”.

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

Milan-Conferenza-Montella-640x383-800x500_cClaudio Marchisio, ritornato ormai a pieno regime tra i protagonisti juventini, si è presentato nella sala stampa dello Stadium per presentare la sfida di domani sera tra la Juventus e la Dinamo Zagabria, ultima gara dei gironi di Champions. Ecco l’innervista integrale della conferenza Uefa:

Domani ci sarà la Dinamo, poi il derby, la Roma e il Milan. Vi giocate un trofeo, il primo posto nel girone e il primo posto in campionato. E’ un momento cruciale della stagione bianconera?
“E’ un mese importante, oltre queste quattro partite abbiamo dovuto affrontare l’Atalanta che arrivava da un periodo molto positivo e noi venivamo da un ko importante. Abbiamo reagito molto bene in campo, vincendo un’ottima partita. E ora sappiamo, oltre alla partita di Champions, che sia in campionato che in Coppa dovremo dimostrare tanto: uno perchè abbiamo perso dei punti in campionato e quindi dobbiamo in queste partite molto importanti cercare di mantenere i punti che abbiamo di vantaggio o aumentarli; e poi abbiamo il primo trofeo della stagione che vogliamo assolutamente vincere. Sappiamo che è un mese importante e bisogna rimanere molto concentrati da qui fino alla partita col Milan”.

Visto che sei qui, immaginiamo che domani giocherai. Migliora la tua situazione? Adesso hai la possibilità di giocare ogni tre giorni?
“Anche se sono qui non significa che domani gioco, quindi non lo so. Però al di là di questo sono contento, perchè da quando sono rientrato, al di là delle prestazioni nelle gare, sono felice della continuità che riesco ad avere giorno per giorno negli allenamenti, quello è molto importante. So che devo lavorare perchè la reattività e la condizione ci vuole ancora un pochino per essere al 100%, però sono felice per come sta andando”.

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Tu sei uno dei veterani della Juve, 10 anni dal 2006. Il dg della Roma ha appena detto che la squalifica di Strootman non è un caso. Cosa ne pensi e quante volte hai sentito una frase del genere?
“Le ho sentite tante volte, però ci sono le immagini, ci sono dei giudici che decidono e non spetta  a noi andare a commentare queste cose. Noi dobbiamo pensare a questo periodo che per noi è molto importante, quindi al di là di queste cose sappiamo che non possiamo non concentrarci sui nostri obiettivi e non pensare agli altri”.

Rispetto al suo stato di forma pre-infortunio, quanto si sente lontano da quello stato?
“Devo dire che all’inizio, appena sono tornato con la squadra, la voglia che c’era dentro di me di ritornare, mi ha portato sicuramente a non avere paura nell’inserire la gamba in un contrasto, di potermi muovere con molta più libertà grazie anche alla grande voglia che avevo. E’ normale che poi aumentando i carichi di lavoro e tornando a pieno regime con tutti i compagni, cominciano ad esserci dei momenti un po’ più di stanchezza, perchè è normale che sia così dopo un infortunio del genere. Però non mi sono preoccupato di questo, so per esperienza di altri miei compagni e per quello che ho avuto io, che ci vuole del tempo per lavorarci, ma come ho detto prima sono ben contento di come sta andando, di come ho lavorato quest’estate e di come sto lavorando adesso con la possibilità di potermi allenare ogni giorno, questa è la cosa più importante”.

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Preferiresti un sorteggio molle o non te ne frega?
“Io come tutti i miei compagni preferiamo arrivare primi, quindi domani c’è una partita che vogliamo vincere e arrivare primi. Poi aspetteremo lunedì, aspetteremo le partite che ci sono stasera e domani e vedremo chi passerà per primo e per secondo, e che possibilità ci saranno. Poi da qui a vedere cosa uscirà passerà tanto tempo, per esperienza abbiamo visto che negli anni scorsi, anche l’anno che siamo arrivati in Champions, la partita più difficile, la squadra che ci ha messo più in difficoltà alla fine era la più semplice, quella col Monaco, dove abbiamo fatica sia all’andata che al ritorno. Quindi non vuol dire. Quando si arriva a giocare determinate partite, è vero che ci sono squadre sicuramente più forti di altre, che ti possono mettere più in difficoltà, ma quando arrivi a quei livelli sai che sono tutte squadre molto ben attrezzate che possono metterti in difficoltà. Conterà molto come ci arriverai, con tutta la squadra a disposizione”.

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Negli anni scorsi la Juve prese due belle botte a Firenze e Sassuolo e fece 12 vittorie consecutive e poi una serie ancora più lunga. Dopo Genova hai rivisto qualcosa di simile nello spogliatoio, quel fuoco di quelle occasioni?
“Quando arrivano sconfitte così è normale porsi delle domande, perchè non è stata una sconfitta uguale a quella col Milan a Milano, era proprio l’approccio sbagliato, il carattere, senza voglia, quindi una squadra come la nostra non può permettersi di scendere in campo e giocare una partita del genere, al di là che fosse, Genoa, Milan o qualsiasi altro avversario. In settimana abbiamo lavorato come dovevamo fare e abbiamo risposto subito sul campo. E’ normale che dopo 5 anni che si vince si cerca sempre ogni volta che arriva una sconfitta, di intaccare il gruppo, la squadra, che ci siano dei problema, ma non abbiamo nessun problema e abbiamo risposto sul campo. Abbiamo dei giocatori nuovi, dei giocatori che sono qui da tanti anni, che sono abituati a vincere e la voglia di continuare a vincere c’è sempre”.

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