Difesa a zona sugli angoli: la mossa che ha condannato il Napoli

Pubblicato il autore: Sabato Simone Del Pozzo Segui



Il Napoli abbandona la Champions  League a testa alta come quella, altissima, di Sergio Ramos che ha condannato gli azzurri. Tra le cause la difesa a zona di Sarri. La fisicità nel calcio si paga. Quando l’asticella si alza, il prezzo da pagare diventa carissimo. Ne sa qualcosa il Napoli che ha visto infrangere i propri sogni europei sulla fronte di Ramos che con due zuccate (la seconda fortunosa, l’UEFA assegna infatti autogol a Mertens) rispedisce sulla terra Sarri e i sessantamila del San Paolo. Ci ha pensato poi l’ex Juve Morata a fotocopiare il risultato dell’andata. Il Madrid vola sulle ali del suo numero 4, el sevillano, al suo ennesimo, pesantissimo, gol in stagione, il nono per la precisione.

La difesa a zona e i demeriti del Napoli

Che Sergio Ramos sia un animale d’area di rigore (avversaria) e un difensore che con la fase difensiva ha poco a che fare (con lui in campo il Real subisce più gol) si sapeva. Sarri era a conoscenza dei pericoli che poteva correre la sua retroguardia con un calciatore abile sulle palle inattive come il madrileno, implacabile sui cross e in area di rigore. Nonostante l’annunciato pericolo, il tecnico del Napoli, hombre vertical, stoico, a tratti testardo, non ha cambiato il suo modo di concepire la fase difensiva e ha preferito continuare con quella a zona, calci d’angolo compresi. Pessima scelta. Facile parlare dopo, ma sicuramente il modo di contenere i colossi blancos c’era. La giustificazione della difesa a zona è presto data dallo stesso tecnico dei partenopei nella conferenza stampa subito dopo il match: “Marchiamo a zona perché con la nostra fisicità avremmo perso cinque duelli su sei.” Ed è andata più o meno così. La difesa a zona è stata un fiasco, ha fatto più danni di quanti ne avrebbe evitati soprattutto con un Real apparso sulle gambe, timorato e impacciato come quello della scorsa sera. Gli spagnoli per non affondare dovevano affidarsi alla cavalleria aerea dato che quella terrestre aveva le polveri bagnate, l’unico errore di Sarri durante la gara è stato non capire questo punto. Paradossalmente difendere a zona ha marcato le differenze strutturali sia fisiche che tecniche dei due organici.

La difesa a zona, una pratica diffusa

La difesa a zona non è però un’esclusiva di Sarri, tutt’altro. Nelle ultime stagioni in Italia, nella fattispecie nel campionato in corso, il difendere non più a uomo ma a zona, ha permesso che le regole non scritte del calcio made in italy venissero sovvertite. Difese ballerine e attaccanti prolifici come non mai. Questo recitano le statistiche. Lo scorso anno, Higuain a parte, il miglior marcatore è stato Dybala che ha siglato 19 gol. Durante questa stagione, invece, la media è decisamente più alta con quattordici calciatori già in doppia cifra alla 27^ giornata. Lo spettacolo incrementa così i propri favori, a discapito del marchio di fabbrica della penisola (catenaccio, difese solide). Ma per vincere in Europa basterebbe un ritorno all’antica?

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