Chiellini, il laureato che tutti vorremmo essere

Pubblicato il autore: Ettore Culicetto Segui

Chiellini
Una settimana caratterizzata dalla laurea magistrale in business administration con centodieci e lode e dall’incornata che ha affondato il Barcellona. Un risultato che che per noi amanti del calcio generalmente è destinato a rimanere un sogno, ma che per Giorgio Chiellini oggi è diventato realtà: e non importa se Mascherano sino all’ultimo ha provato ad aggrapparsi alla sua maglietta,  un po’ come a noi studenti universitari avviene con il famigerato “ultimo esame”, che sia diritto privato, analisi, o il classico esame da due crediti appesantito da cinque libri di testo, Chiellini si è liberato dalla marcatura avversaria e con precisione ha centrato di testa il pallone per il gol valevole per il tre a zero facendo letteralmente impazzire il popolo juventino.

La settimana del difensore bianconero è stata dunque del tutto fuori dall’ordinario, caratterizzata da risultati incredibili sia per i calciatori che per noi studenti, ancor di più se combinati, e poco importa se la sua meravigliosa prestazione odierna ha rischiato di esser macchiata da un presunto fallo di mano all’interno dell’area di rigore, il primo tocco con il petto è stato quello necessario per far desistere l’arbitro dal fischiare e per indirizzare definitivamente la partita verso un punteggio assolutamente strepitoso.

Chiellini non è un giocatore amatissimo al di fuori della tifoseria bianconera, complici la poca tecnica e un’aggressività fuori dal normale che non fanno altro che renderlo ancora più vicino a noi che il calcio non lo viviamo sul campo, ma bensì tra forum, facebook e università. Ad ogni modo le carenze che probabilmente lo rendono un difensore poco aggraziato sono compensate da un sontuoso senso del campo, un’ottima capacità di lettura dell’azione e di gestione di qualunque tipo di avversario, con le buone se possibile, con le cattive se necessario.

Con la Juventus dal 2005, Chiellini è diventato nel corso del tempo un pilastro di una tra le difese più rocciose degli ultimi anni, nonché della nazionale italiana, sempre insieme ai compagni di club Barzagli, Bonucci e ovviamente Buffon. Sebbene ci sia ancora chi è disposto a mettere in dubbio le sue capacità difensive, il numero tre bianconero è la dimostrazione che per fare il difensore centrale non c’è bisogno di avere piedi chissà quanto educati, servono principalmente aggressività, voglia di migliorare, di vincere e la “creatività” necessaria per fermare gli avversari ad ogni costo (si pensi all’intervento di mano di qualche anno fa contro il Monaco): a tutto il resto può benissimo pensare Bonucci.

Dunque dopo cinque Campionati consecutivi, tre Supercoppe italiane, due Coppe Italia e una finale di Champions League persa, la Juventus quest’anno sembra avere tutte le carte in regola per arrivare nuovamente in fondo nella competizione più prestigiosa per club, e chissà che questa volta non riesca a vincere anche l’ultima partita: del resto, Chiellini si è laureato in triennale con 109/100 e in magistrale con 110 e lode, forse il secondo tentativo (per quanto anche il primo sia stato di tutto rispetto, sia con la maglia bianconera che tra i “banchi” universitari) potrebbe essere davvero quello buono per alzare al cielo la Coppa dalle grandi orecchie.

Chissà che a fine anno il difensore non debba aggiungere alla sua tesi sulla Juventus un capitolo in più, per ora però che si pensi solamente alla gara di ritorno: il Barcellona quest’anno si è dimostrato capace di incredibili remontadas già una volta.

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