Juventus, quando la forza viene dalla difesa

Pubblicato il autore: Ettore Culicetto


Quando durante il calciomercato vengono accostati alla nostra squadra del cuore dei grandi nomi, generalmente la preoccupazione principale è quella di andare a controllare immediatamente quanto questi giocatori abbiano segnato negli ultimi anni. È lecito, è normale. Quando si è bambini e ci si incontra in un campetto per giocare insieme è difficile trovare qualcuno che voglia stare in difesa, si è costantemente attratti dal gol, e non a caso alle proprie ragazze si dedicano delle marcature, non delle parate o dei grandi interventi in tackle.

Di solito le maglie più vendute sono quelle dei bomber o dei giocatori dalla grande abilità nei dribbling, e in questo contesto i difensori sono visti quasi come gli antagonisti, come coloro i quali hanno il compito di bloccare lo “spettacolo”: ecco, è proprio di questo che si parla, perché negli scorsi anni la Juventus sembra davvero aver cambiato il modo di concepire lo spettacolo.

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Nelle ultime stagioni infatti, la Juventus ha dimostrato come effettivamente sia più facile trovare qualcuno che realizzi dei gol piuttosto che giocatori affidabili capaci di evitare che questo avvenga: si sono alternati Vucinic, Matri, Quagliarella, Llorente, Tevez e Morata, sino ad arrivare oggi a Dybala, Mandzukic e Higuain, e tutti questi attaccanti si sono dimostrati essere in grado in un modo o in un altro di saper gonfiare la rete avversaria, ma la costante di questi sei anni di successi sono stati i giocatori dietro, quel blocco italiano composto da Buffon, Bonucci, Barzagli e Chiellini, ai quali può aggiungersi qualcuno per far loro riprendere fiato o per permettere all’allenatore di cambiare modulo.

Che sia una questione di affinità, acquisizione degli schemi, di conoscenza del compagno che si ha vicino, o una combinazione di tutti questi fattori, ad ogni modo l’incredibile volata della Juventus verso Cardiff passa anche, se non soprattutto, da quei meravigliosi 621 minuti consecutivi di imbattibilità in Champions League vantati da capitan Buffon, i quali hanno permesso ai bianconeri di subire solo due gol in undici partite, nonché di tenere la porta inviolata in entrambe le gare contro il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar.

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Per trovare una squadra capace di arrivare in finale di Champions League subendo solo due marcature bisogna tornare indietro sino al 2006, sebbene il precedente non sia molto positivo: fu infatti l’Arsenal di Arsène Wenger a presentarsi a Parigi per l’ultima gara del torneo con questo incredibile score, salvo poi doversi arrendere davanti al Barcellona di Rijkaard.

Ai gunners dunque non andò bene, ma l’impressione è che con una difesa rocciosa e compatta come quella della Juventus ci siano tutti i presupposti affinché la squadra di Allegri possa riuscire a prendersi ciò che gli è sfuggito a Berlino: se poi si hanno anche una rosa affamata di vittorie e un attaccante da quasi cento milioni di euro, è chiaro come il resto venga da sé.

Ad ogni modo per adesso la Juventus dovrà limitarsi a pensare alla sfida di ritorno con il Monaco forte delle proprie grandi potenzialità, magari subendo anche un gol per evitare di presentarsi in finale con solamente due reti al passivo come l’Arsenal del 2006: le ambizioni di quest’anno sono tante, e la squadra di Allegri sembra avere davvero la possibilità di scrivere la storia, nonché di garantirci un grande spettacolo partendo dalla propria incredibile difesa.

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