Jorginho, il regista che non piace a Ventura ma che fa grande il Napoli di Sarri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Jorginho

Jorginho leader nel Napoli, ma Ventura lo ignora

Jorginho, c’è azzurro e azzurro. Nel Napoli che ha battuto per 2-0 il Nizza al San Paolo c’è chiara l’impronta di Jorge Luiz Frello Filho, per tutti Jorginho. 26 anni da compiere a dicembre dal 2014 gioca all’ombra del Vesuvio. L’italo brasiliano è quasi insostituibile per Sarri. Il tecnico azzurro rinuncia al suo metronomo solo in caso di problemi fisici o squalifiche. Nella passata stagione Jorginho ha vissuto un calo di rendimento che ha spianato la strada a Diawara. Una volta recuperata la migliore condizione fisica, l’ex Verona ha riconquistato il posto da titolare. Lo spettacolare finale di stagione del Napoli ha infatti coinciso con la presenza in campo di Jorginho. Il nativo di Imbituta è il classico regista di centrocampo. I compagni lo cercano, si appoggiano con frequenza altissima alla sua saggezza calcistica. Radja Nainggolan, uno che di centrocampisti se ne intende. ha pubblicamente dichiarato che a Jorginho è quasi impossibile togliere il pallone. Il numero 8 del Napoli contro il Nizza non ha giocato una partita memorabile. La condizione fisica va affinata, ma si è tolto la soddisfazione del gol europeo con la maglia azzurra. Gol che invece manca in campionato. Ecco se Jorginho ha un difetto è quello di segnare poco. Sarri lo sprona a provare di più la conclusione da fuori. La sua vocazione restano le geometrie e gli assist, ma qualche gol ogni tanto non guasterebbe. Magari il gol con il Nizza sbloccherà Jorginho anche psicologicamente in zona gol, Sarri se lo augura di cuore.

Contro i francesi il mattatore è stato ancora una volta Mertens. Il belga sembra non essersi mai fermato. Protagonista in entrambi i gol del Napoli, ormai è lui il punto di riferimento per l’attacco di Sarri. Con buona pace di Milik, apparso ancora in ritardo di condizione nella serata del San Paolo.

Jorginho-Italia, un rapporto difficile

Eppure Jorginho non piace proprio a tutti. Per un giocatore che è titolare di una delle squadre più forti del campionato da quattro stagioni avere 2 presenze in nazionale è un’anomalia. Conte prima e Ventura poi hanno preferito all’italo brasiliano altri tipi di giocatori in mezzo al campo. Entrami i commissari tecnici preferiscono avere giocatori più muscolari davanti alla difesa. Jorginho però è un giocatore ormai maturo, con più di 100 presenze in serie A. L’italo-brasiliano può e deve essere una risorsa per la nazionale azzurra.

Nel 4-2-4 di Ventura magari non sarà il giocatore ideale per il gioco azzurro, ma può essere un’alternativa. Il c.t. dovrà valutare con attenzione se non sia il caso di valutare un cambio di rotta e puntare sul 4-3-3. Questo modulo potrebbe esaltare al massimo le caratteristiche di Jorginho, ma anche di Insigne. Non solo, anche un giocatore come Verratti potrebbe giovarsi di tale cambio. L’ex Pescara infatti gioca più defilato nello scacchiere di Emery. Jorginho-Verratti garantirebbe all’Italia di Ventura tanta qualità. In vista della decisiva sfida del 2 settembre al Santiago Bernabeu contro la Spagna, il c.t. farebbe bene a fare i suoi conti. Jorginho leader azzurro a Napoli, l’augurio è quello di diventarlo anche con l’azzurro della Nazionale, sarebbe ora.

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