Lulic nella storia della Lazio, ogni suo gol sempre decisivo…

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

Lulic sempre decisivo per la Lazio

Lulic sempre più nella storia della Lazio
Senad Lulic. Pronunci questo nome e tutta la Roma biancoceleste si esalta e ti corregge: Lulic 71’ è il suo vero nome.
Un numero che valle mille parole per i tifosi della Lazio. Un numero che ricorda il minuto in cui realizzò il gol decisivo per la vittoria della Coppa Italia nel 2013. Un numero che entra nella storia perché la Lazio quel 26 maggio 2013 batte la Roma all’Olimpico e una parte della capitale esplode dalla gioia, l’altra dalla delusione. Poi ecco l’anno che non ti aspetti per la prima squadre della capitale, una stagione da buttare che termina male: senza Coppe e abbondantemente dietro la Roma, che va a disputare la Champions League. Ma poi la storia si diverte e in questa stagione sembra davvero essere in gran forma. La Roma in alto in classifica, a lottare per lo Scudetto contro la Juventus e una Lazio, una squadra rifondata, che vive sulle montagne russe, che fa un bel gioco ma rimane lontano dalle prime. Fino all’inizio del 2015. Poi il giocattolo di Pioli esplode in tutta la sua bellezza. Comincia a recuperare punti ad una Roma in crisi macinando gioco e punti. Fino ad arrivare sabato scorso contro il Cagliari alla settima vittoria di fila in campionato con i ‘cugini’ giallorossi secondi in classifica con solo un punto di vantaggio. E poi la storia diventa fresca. È storia di ieri sera. E per lasciare il segno, ecco che torna Senad Lulic che diventa nuovamente protagonista in Coppa Italia nella semifinale di ritorno della manifestazione italiana. Parte dalla panchina, entra al 67’ e al minuto 79’ realizza il gol che permette alla Lazio di accedere alla finale che disputerà contro la Juventus. Gol significativo perché vuol dire che la Lazio l’anno prossimo prenderà parte, mal che vada, sicuramente all’Europa League e molto probabilmente alla Supercoppa italiana visto che la Juventus difficilmente si lascerà sfuggire lo Scudetto. Ma i numeri e le statistiche di Lulic alla Lazio dicono tante altre cose…

Statistiche Lulic Lazio: il bosniaco è sempre decisivo
Gol decisivo ieri sera contro il Napoli e gol decisivo nella finale di Coppa Italia contro la Roma. Senad Lulic è sicuramente nella storia della Lazio, ma questi sono solo i due gol più noti del poliedrico calciatore. Perché i numeri e le statistiche di Lulic con la maglia della Lazio sono impressionanti. Il bosniaco, che veste la maglia biancoceleste dalla stagione 2011-12, ha disputato con la Lazio un totale di 146 partite, condite da 18 gol e 23 assist. Non male per un giocatore arrivato a Formello per il ruolo di terzino sinistro. Ma quello che rende Lulic un giocatore che fa parte della storia della squadra capitolina è l’importanza di tutti i suoi gol con la Lazio. Solo una volta quando ha segnato, la Lazio è comunque uscita sconfitta dal rettangolo di gioco. Guarda caso era un match contro il Napoli: trentatreesima giornata della Serie A 2013-14, risultato finale 4-2 per i partenopei. Nelle altre 17 partite in cui ha segnato, la Lazio ha vinto 13 volte e pareggiato in 4 occasioni. Insomma un giocatore che ha permesso alla sua squadra di portare a casa la bellezza di 43 punti su 54 disponibili. Un suo gol vale 2,38 punti. Difficile trovare qualcuno che abbia fatto meglio. Ma il suo valore non è solo statistico ma anche pratico…

La duttilità di Lulic cambia la Lazio
La duttilità tattica di Lulic è l’arma in più con la quale ha conquistato tutti gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancoceleste. Il bosniaco nasce terzino sinistro e arriva a Roma con l’arduo compito di non far rimpiangere Kolarov. Gli inizi sono difficili, prende tanti fischi semplicemente perché è un giocatore poco noto, che viene dal campionato svizzero, non di certo un campionato di alto livello. Ma lui va per la sua strada che vuol dire corsa e sacrificio e le sue prestazioni sul campo iniziano a conquistare allenatori e tifosi. Diventa sempre più importante per il suo modo di stare in campo, per il suo essere un ‘soldatino’ perfetto che esegue gli ordini. Poi comincia la sua evoluzione. Gli allenatori che siedono sulla panchina biancocelesti vedono che può ricoprire più ruoli e lui inizia a giocare alto sulla fascia sia a destra che a sinistra. Cambia il ruolo non le prestazioni, quasi sempre perfette. Petkovic lo esalta avanzandolo in un ruolo di esterno puro di centrocampo e in quella posizione arriva il gol storico contro la Roma in Coppa Italia. Arriva Reja che cambia la Lazio, la sistema con il 4-3-3 e Lulic sale ancora più avanti diventando la punta esterna del suo schema tattico. Arrivano gol e assist ma anche lui è inghiottito dalla crisi biancoceleste e gli applausi lasciano il posto ai fischi. Il problema per lui è che esplode Keita, attaccante sinistro perfetto in un tridente, come terzino su quella fascia c’è l’intoccabile Radu e allora ecco l’ultima evoluzione: interno sinistro di un centrocampo a tre. Quest’anno è Anderson a soffiargli il posto e lui trova spazio soprattutto in mezzo al campo anche se spesso gioca più avanzato. Con lui Pioli può trasformare la squadra da più o meno offensiva, con lui la Lazio può cambiare pelle a partita in corso come ieri sera. Entra, segna il gol della vittoria e cinque minuti dopo si fa trovare pronto sulla linea della sua porta ad allontanare in calcio d’angolo un tiro di Insigne che era già praticamente in porta. Questo è il valore di Lulic per la Lazio. Questo è il motivo per cui è nella storia della Lazio, non solo per i numeri ma per quello che dà in campo.

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