Coppa Italia, il trofeo nazionale più ingiusto al mondo

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla

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Entra nel vivo oggi con i sedicesimi di finale l’edizione 2015/2016 della Coppa Italia. Tre gli incontri infatti in programma : Spezia-Salernitana alle 15.00, Torino-Cesena alle 18.00 e Milan-Crotone alle 21.00. Si tratterà di una gara secca ad eliminazione diretta, ma come mai Spezia , Torino e Milan giocheranno in casa con grande vantaggio ? C’è stato un sorteggio ? Assolutamente no, perchè stiamo parlando della Coppa Italia, il trofeo calcistico nazionale più ingiusto che ci sia.

Nella più becera logica che il calcio, soprattutto quello nostrano, sia completamente asservito alle volontà delle televisioni, il target della Coppa Italia è ritagliato su misura per fare andare avanti le squadre più blasonate, che rendono poi naturalmente ascolti televisivi più alti. Ecco quindi che vengono dimenticate le logiche anche più minime che una competizione organizzata dalla Federazione, in primis il fatto che nemmeno tutte le squadre professionistiche vi partecipano. Oltre a tutte le società di Serie A e Serie B ne prendono parte infatti 27 squadre di Lega Pro ( la metà del totale ) e 9 di Serie D.

Dai sedicisemi di finale in poi, quando iniziano a scendere in campo le dodici di Serie A peggio piazzate nello scorso campionato, queste giocano in casa senza sorteggio risultando così nettamente avvantaggiate rispetto alle altre. Milan-Crotone è una partita che probabilmente sarà senza storia, ma se ci fosse stata la possibilità di invertire il fattore campo magari i calabresi avrebbero potuto avere qualche chance in più. Negli ottavi di finale poi la stessa storia, entrano in gioco le otto teste di serie che giocheranno il loro turno in casa quindi anche qui con grosso vantaggio. Se il Crotone riuscisse nel miracolo di vincere a Milano poi dovrebbe fare un’altra impresa in trasferta in un cammino nettamente più svantaggiato rispetto ai più blasonati avversari. Il sorteggio poi c’è nei quarti di finale mentre le semifinali sono ad andata e ritorno e la finale è in campo neutro all’Olimpico di Roma.

Tutto ciò rende la Coppa Italia estremamente ingiusta. Spesso si guarda al modello inglese ma solo per gli stadi, non per tutte le altre cose che forse potrebbero rendere il calcio italiano più bello e avvincente. Da quando c’è questo nuovo format arrivano in fondo sempre le solite note, che così hanno più possibilità di vincere il trofeo che garantisce, oltre al prestigio della manifestazione, anche la partecipazione alla Coppa Euro. L’ultima finalista outsider della Coppa Italia è stata l’Ancona nel ’94, demolita poi in finale dalla Samp. Con questa formula è impossibile vivere favole come accade negli altri paesi dove squadre a volte anche dilettanti arrivano ad un passo dal sogno. Se si pensa poi al tanto decantato modello inglese, dove le due Coppe Nazionali sono a pannaggio una di tutte le squadre fino alla quarta serie e l’altra addirittura per tutte quelle iscritte alla federazione Inglese, la differenza è abissale. C’è una differenza culturale alla base mostruosa, oltre al fatto che facendo partecipare tutte le squadre con ogni turno sorteggiato le due Coppe non perdono assolutamente fascino e seguito.  Ma questo è il calcio italiano, dove gli unici mali sono i tifosi violenti e gli stadi non di proprietà.

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