Coppa Italia: le “piccole” fanno paura

Pubblicato il autore: Michele Santoro

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Coppa Italia: le “piccole” fanno paura
– Mai come quest’anno, la Coppa Italia sta regalando spettacolo e colpi di scena. Basta guardare il tabellone della competizione, per accorgersi che, in questa stagione, forse qualcosa non è andato come ci si aspettava. Se nella parte sinistra gli accoppiamenti dei quarti di finale non riservano sorprese, con Napoli-Inter e Juve-Lazio, remake della finale dello scorso anno, la parte destra invece, era difficilmente preventivabile alla vigilia.

Le regole della Coppa Italia, invise alla maggior parte degli addetti ai lavori, che prevedono che la squadra con il ranking migliore usufruisca del fattore campo, avevano creato le premesse per un quarto che vedesse sfidarsi Roma e Genoa, da una parte, e la Fiorentina, contro Milan o Sampdoria, dall’altra. Rispettivamente, Spezia, Alessandria e Carpi, non avrebbero dato a nessuno, neanche al più inguaribili degli ottimisti, speranze di passaggio. E invece il “dio pallone” ne ha fatta un’altra delle sue, permettendo a queste terribili “piccole” di giocarsi direttamente un posto in paradiso.

Battendo il Genoa a Marassi, l’Alessandria ha compiuto un’impresa senza precedenti. I piemontesi infatti, grazie a questa vittoria, hanno rotto un digiuno trentennale, diventando la prima squadra di Lega Pro ad approdare ai quarti di finale. Era dal 1984 che una formazione iscritta alla terza serie del calcio italiano non raggiungeva tale traguardo. L’ultima squadra della vecchia Serie C a farsi largo in Coppa Italia fu il Cittadella, che nella stagione 2005/2006 riuscì ad arrivare solo fino agli ottavi però.

I Grigi, proprio per questo motivo, nel prossimo turno affronteranno l’altra grande sorpresa, lo Spezia. I liguri, attualmente all’undicesimo posto in Serie B, battendo clamorosamente la Roma all’Olimpico ai calci di rigore, hanno raggiunto i quarti per la terza volta nella loro storia. Un obiettivo che mancava addirittura da 75 anni, ma se per questi ultimi le semifinali sarebbero un traguardo mai raggiunto nella loro storia, i piemontesi possono vantare una finale, persa contro il Torino nel lontano 1936. L’ultima squadra del campionato cadetto a raggiungere i quarti di finale fu l’Arezzo che, dopo aver battuto il Livorno nella stagione 2006/2007, fu poi eliminato dal Milan con il risultato di 2-1. Gli spezzini hanno un santo a cui votarsi: il loro allenatore, Mimmo Di Carlo, che nel 97′, con quel magnifico Vicenza guidato da Francesco Guidolin, vinse la Coppa battendo in finale il Napoli.

L’altra rivelazione, specialmente per come le cose stanno andando in campionato, è senza dubbio il Carpi di Fabrizio Castori, che stante il penultimo posto in Serie A, è riuscito ad avere la meglio, con una prestazione senza eguali, sulla Fiorentina al Franchi per 1-0, con rete di Di Gaudio. Questi risultati appaiono ancora più eclatanti se pensiamo che, negli ultimi quindici anni, la Coppa Italia ci aveva abituato, quasi sempre, ai soli match: per esempio, le finali consecutive tra Inter e Roma sono state ben quattro (tra le edizioni 2004-2005 e 2007-2008). Gli exploit delle “piccole”, non sono mai stati, in quello considerato come il minore dei tornei nazionali, all’ordine del giorno;  sprazzi di novità ci sono stati grazie alle semifinali di Catania e Siena, rispettivamente nel 2007/2008 e nel 2011/2012. Se poi si va ad analizzare il dato delle squadre non militanti in Serie A, vincitrici dell Coppa Italia, bisogna, per ovvie ragioni, consultare gli almanacchi di storia: il Vado nel ’22, e il Napoli di Pesaola nel ’62, compirono, dalla cadetteria, l’incredibile impresa. Chissà che, complici accoppiamenti fortunati, e un Milan troppo discontinuo, una di queste tre formazioni non possa aggiornare la statistica.

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