I sommersi e i salvati del Milan. Mauri sale, Honda scende in picchiata

Pubblicato il autore: Valerio Nisi

mauri  E’ stato definito il Milan B. Ed effettivamente quello sceso in campo ieri sera contro il Crotone a San Siro nel quarto turno di Coppa Italia è stato un Milan azzardato. Neanche un titolare presente. Degli 11 scesi in campo nella partita contro la Sampdoria di sabato sera, neanche un nome figurava nella lista di coloro che hanno iniziato il match contro i calabresi. Alla fine, ma proprio alla fine, ai supplementari, il Milan l’ha spuntata contro una squadra che è andata a Milano a giocarsela a viso aperto, senza paura. Anzi, di paura ne ha messa al diavolo, che ha rischiato il tracollo nel secondo tempo regolamentare. E che ce l’ha fatta grazie a Bonaventura, Niang e Montolivo,  i tre cambi che Mihajlovic ha effettuato nella ripresa, dopo il pareggio del Crotone. E pensare che in un primo momento Bonaventura e Montolivo non erano rientrati nella lista dei convocati. Probabilmente i malumori dirigenziali, per una tattica un po’ snob del tecnico serbo nei confronti della Coppa Italia, ha fatto ravvedere lo staff rossonero. Per fortuna di Sinisa. Eppure Mihajlovic nella conferenza di presentazione aveva dichiarato che perdere la partita di ieri sera sarebbe stata una tragedia. Beh, il Milan ci è andato vicino e il Crotone non avrebbe demeritato. Il 3-1 finale è decisamente troppo. Un capolavoro su punizione di Bonaventura e il guizzo dell’ormai solito Niang hanno rimesso le cose dove devono stare.

SOMMERSI E SALVATI – Mihajlovic ha schierato le riserve per un motivo fondamentale. Capire chi può essere utile alla causa Milan da qui alla fine dell’anno. Il mercato di riparazione è alle porte e per decidere chi rimane e chi va via la partita di ieri sera poteva essere un banco di prova importante. Una partita che non fosse un’amichevole e che non fosse neanche troppo dura, almeno nelle idee iniziali. Cominciamo dalla difesa. Duole dirlo e ripeterlo, ma ogni volta che Zapata è in possesso palla il tifoso del Milan rivive l’ansia dei retropassaggi al portiere ai tempi di Dida. Impacciato, scala male con Mexes nell’occasione del gol del Crotone. In compenso però è inarrestabile in progressione. Suo il merito di aver sventato il colpo del ko capitato ancora una volta sul mancino di Budimir. Mexes ha cercato di impostare da dietro la manovra, ciò che ormai fa Romagnoli insomma. Una buona gara quella del francese, che fa valere l’esperienza. Non si capisce con Zapata e Budimir segna il temporaneo 1-1. Buona la gara dei due terzini, sopratutto quella di De Sciglio a sinistra. Sulla destra il giovane Calabria, che compirà 19 anni domenica prossima, soffre la fisicità di Torromino e le sovrapposizioni di Balasa e Martella durante tutta la prima frazione di gara. Poi prende le misure, ma soprattutto in copertura c’è da migliorare.

A centrocampo, salvo i primi 20 minuti di inspiegabile immobilismo, buona la prestazione di José Mauri, corteggiato proprio nelle ultime ore dall’Atalanta. Il talento ex Parma gioca in regia, smista palloni, si inserisce e prova il tiro in un paio di occasioni. Anche lui soffre il fisico degli avversari, ma la prestazione è stata positiva. Meglio di Poli, che perde molti palloni e tanti tempi di gioco, in una giornata no. L’ultimo dei tre di centrocampo è Nocerino. Partita composta la sua, senza sbavature e senza grandi acuti. E’ uno dei più esperti in campo e cerca di farlo valere. Rischia un eurogol in sforbiciata, ma Cordaz para in angolo.

In attacco escluderemo il giudizio su Luiz Adriano, che non può essere considerato una riserva. Il brasiliano ha segnato, si è mosso, ha cercato la collaborazione con i compagni. Con quello messo a segno ieri sera i suoi gol in stagione diventano 5. Non male per uno che è quasi sempre subentrato dalla panchina. Suso è stato il solito Suso. Qualità ce n’è tanta e si vede. Il più tecnico in campo per distacco. Ma quel mancino è troppo insistente. Cerca la porta anche quando non dovrebbe e rischia per assurdo di segnare con il destro. Se cercasse di più lo scambio con la punta centrale il Milan avrebbe una valida alternativa a Cerci. Ma sembra ancora acerbo. Il peggiore in campo è stato Honda. Il paradosso è che uno con questo cognome non corre, lento con la palla tra i piedi, non riesce mai a superare l’uomo. Quel 10 sulle spalle fa tenerezza mista a rabbia.

Il passo in più lo hanno dato Montolivo, Bonaventura e Niang quando sono entrati. Non è un caso che due firme su tre reti siano di Jack e Mbaye, e che un assist molto generoso sia di Riccardo. Al Milan è andata bene. Mihajlovic ha preso un rischio, ma almeno adesso ha le idee un po’ più chiare.

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