Coppa Italia, Milan-Juventus: uno striscione chiede rispetto per Antonio De Falchi (VIDEO)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

defalchi
Sono piccolezze, per alcuni, ma motivi di rispetto per altri. Esattamente ventisette anni fa, il 4 giugno del 1989, in un’afosa giornata milanese, se ne andava Antonio De Falchi, tifoso romanista vittima di un’aggressione da parte di alcuni supporter rossoneri. La memoria di Antonio non è andata mai perduta. Basterebbe fare un giro a Torre Maura, quartiere dove risiedeva, tante sono le scritte e i murales a lui dedicati. Un angolo di periferia che riflette tutta la popolarità di una Roma a tratti scomparsa, ma ancora ben radicata nella mente dei suoi figli più fedeli. Oppure, a chi ha frequentato lo stadio, non saranno sfuggiti i numerosi striscioni e le coreografie che la Curva Sud, negli anni, ha lui dedicato.

La scelta della Lega Calcio di assegnare la Curva Sud dello stadio Olimpico ai tifosi milanisti, per la Finale di Coppa Italia, non è andata giù agli aficionados giallorossi, che hanno visto questo gesto come una provocazione e una mancanza di rispetto nei loro confronti e, soprattutto, nei riguardi della famiglia De Falchi. Nella notte tra mercoledi e giovedi, in zona Olimpico, sono apparsi degli eloquenti striscioni in merito.

Leggi anche:  Alessandro Budel a SuperNews: “Barella stagione strepitosa. Sorprese della prossima stagione? Sarri alla Lazio un bel colpo. Brescia la piazza più importante della mia carriera”

Ovvio, in un Paese che non ha memoria storica per fatti di cronaca nazionale ed eventi di portata macroscopica, risulta difficile pensare che le istituzioni calcistiche conoscano fatti e accadimenti inerenti ai tifosi. Quei tifosi che spesso, quasi sempre, evitano di tutelare, rimarcandone soltanto gli atteggiamenti negativi. Basterebbe fare un breve focus sui prezzi dei biglietti per la finale, passati in pochi anni dai 15 Euro per le curve ai 30 per gli stessi settori. Ma qua si aprirebbe un altro scenario, meritevole probabilmente di una dissertazione singola.

In un periodo storico delicato per il tifo capitolino, con le due curve in sciopero da inizio stagione, sarebbero serviti sicuramente più tatto e una dose di coscienza. E se questa non la si può pretendere dal misconoscente governo del pallone, la si dovrebbe ottenere da quei famosi tutori dell’ordine pubblico in grado di passare al setaccio tutti quelli che, in questa infausta annata, hanno varcato i cancelli dell’Olimpico. Ma anche ciò forse è impossibile. Da chi ha salutato con giubilo il pericoloso ammassamento di migliaia di tifosi a Roma-Real Madrid, parlando di opera di safety, o chi vuol far credere che l’innalzamento di barriere, pericolose per qualsiasi tipo di deflusso in caso di emergenza, sia necessario a prevenire fenomeni di violenza, come si può pretendere che arrivi una presa di coscienza, umana e dettata dalla sensibilità, su certi argomenti?

Leggi anche:  Moggi: "La Juve non ha mai alterato i risultati, lo hanno fatto le altre squadre. L'Inter senza Conte..."

Sono gli stessi che hanno ridotto lo stadio nelle condizioni in cui mostra il video che riportiamo.

  •   
  •  
  •  
  •