Juventus, Allegri: “Marchisio è difficile che ci sia. Pjaca è un predestinato”

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

Nella sala stampa del Media Center di Vinovo Massimiliano Allegri presenta il difficile quarto di finale di Tim Cup che vedrà opposta la Juventus al Milan, in programma domani sera allo Stadium. Il Milan è un avversario ostico per i bianconeri; seppur non vince da 5 partite infatti, è l’unica squadra ad averla battuta in due circostanze in questa stagione, l’ultima nella finale di Supercoppa Italiana a Doha. Ecco integralmente le sue dichiarazioni nella conferenza stampa della vigilia.

Rivedremo lo stesso schieramento tattico o ci saranno delle varianti?
Le varianti possono esserci nei giocatori perchè abbiamo giocato domenica una partita che ha avuto un dispendio di energie nervose e fisiche molto alto, domani sera è una finale e poi domenica abbiamo ancora domenica Sassuolo. Tutti gli altri stanno bene, quindi ci saranno dei cambi sicuramente“.

Come sta Marchisio? Pjaca dal primo minuto?
Per quanto riguarda Marchisio, difficilmente sarà della partita perchè fino a ieri non si è allenato con la squadra, ha fatto un lavoro differenziato. Ma è normale, da quando è rientrato le cose sono andate per il meglio, ma era prevedibile che ci potesse essere un momento in cui avesse un pochino più di difficoltà, non tanto per l ginocchio, ma a livello muscolare. Lo stiamo monitorando. Ieri ha fatto un buon lavoro, non con la squadra, oggi vedremo, ma difficilmente sarà della partita. Per quanto riguarda Pjaca, difficilmente partirà dall’inizio. E’ un ragazzo, un giocatore predestinato, perchè negli spezzoni che ha fatto ha sempre avuto e si è sempre creato delle situazioni importanti. A Empoli quando è entrato, domenica stessa, in Champions in casa quando è entrato alla fine. E quando un giocatore negli spezzoni, nei pochi minuti che ha a disposizione, ha sempre una palla gol e fa sempre qualcosa di importante,  è normale che è destinato a crescere e a fare un’ottima carriera“.

Con il Milan quest’anno due sconfitte, anche se una ai rigori. Che gara si aspetta?
E’ una partita secca, da dentro o fuori, quindi ci vorrà grande equilibrio, grande testa, il Milan sta giocando molto bene: sabato ha fatto una grande partita con il Napoli, il risultato non ha rispecchiato quello che hanno dmostrato sul campo, ma il calcio è questo; una volta vinci e non meriti di vincere, una volta perdi e non meriti di perdere. Bisogna prendere la partita sul serio perchè è un quarto di finale, abbiamo l’obiettivo di arrivare in fondo e vincere la terza Coppa Italia, perchè nessuna squadra in Italia è riuscita mai a fare questo. E per noi deve essere uno stimolo importante e un grande obiettivo. Abbiamo di fronte il Milan, che sta facendo una grande stagione. E’ una squadra che a campo aperto ti può fare male, ha giocatori nei singoli che sono molto bravi e bisogna fare una grande partita per arrivare alla semifinale“.

Un commento sulla piccola polemica creata per l’abbraccio tra Buffon e Tagliavento. E’ esagerata?
Come si dice da noi, è una bischerata, non fatemelo dire con una parola diversa. Anche per stemperare tutte queste tensioni che ci sono nei confronti degli arbitri. Poi in Italia invece di parlare del grande gesto tecnico che ha fatto Dybala nel tiro del gol, come il gesto tecnico di Higuain, come il colpo che ha fatto Insigne – che non ha fatto gol – sabato a Milano contro il Milan con un tiro da 40 metri, in Italia si vanno a cercare delle cose… non si apprezza mai quello che i giocatori a livello tecnico fanno in campo. Non riusciamo mai a goderci quello che il calcio ti offre all’interno del campo. Si va sempre alla ricerca di queste cose che poi lasciano il tempo che trovano“.

Quanto le piace Asamoah terzino? Si aspettavamo un ambientamento così rapido nella linea a quattro?
Asamoah è un giocatore straordinario perchè innanzitutto ha una tecnica importante e i terzini nel calcio di oggi sono molto importanti perchè è lì che si avvia l’azione, è lì che si rifinisce l’azione, giocava già da quinto nella prima Juventus, cambia poco da quinto a quarto, poi credo che in quella posizione tragga giovamento proprio a livello fisico“.

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Col Milan quest’anno è andata male due volte su due. Visto che il Milan gioca col 4-3-3, c’è qualcosa che soffrite? Giocate di nuovo come domenica?
Non lo so ancora perchè devo vedere chi ha recuperato bene, c’è qualcuno che è un po’ più stanco, c’è la partita di domenica, ma non è il modulo che deve cambiare l’atteggiamento, domenica ho tolto un centrocampista e ho messo un attaccante in più, Mandzukic poi può fare l’attaccante, può fare il centrocampista, è uno che ha qualità oltre che tecniche perchè ha gocato una buona partita a livello tecnico, ma può fare tutto a metà campo. Oltretutto ci ha dato la possibilità di poter alzare la palla visto che noi con la palla alta davanti avevamo un pochino più di difficoltà. Non abbiamo fatto niente di straordinario, le qualità diverse dei giocatori che sono entrati in campo. Questo non vuol dire che si deve giocare sempre con quel sistema di gioco o con quegli uomini. E’ l’atteggiamento quello che conta, i ragazzi hanno dato una grande risposta, hanno giocato di squadra e il nostro obiettivo in questo momento è continuare così, ma la fame, la cattiveria che dobbiamo avere, come si suol dire nel calcio, la dobbiamo avere sia nella fase difensiva, ma fa parte anche della fase offensiva, e su questo noi dobbiamo lavorare perchè dobbiamo migliorare molto la velocità di passaggio, la qualità del gioco, visto che è una squadra che ha una buona qualità bisogna cercare di metterla in pratica e migliorarla ulteriormente, per cercare di fare questi ultimi quattro mesi della stagione nel migliore dei modi, perchè dobbiamo abbiamo la Coppa Italia da dentro o fuori, poi ci ributtiamo nel campionato e poi abbiamo la Champions dove ci dobbiamo far trovare pronti. Il Milan è una squadra che ha giocatori importanti, perchè Suso è cresciuto molto, sono molto bravi; da una parte lui, da una parte Bonaventura, sono giocatori che hanno tecnica, hanno corsa, hanno tiro, hanno assist; a metà campo è una squadra equilibrata perchè Locatelli sta crescendo molto bene, gioca da veterano, Kucka è un giocatore fisico, non so chi sarà l’altro centrocampista; Paletta è cresciuto molto, Romagnoli è cresciuto molto dall’inizio, hanno giocatori di qualità, ben organizzati, quindi oltre ad essere sempre Juve-Milan, è un quarto di finale da dentro o fuori, quindi bisogna giocarla come se fosse una finale“.

Domani si aspetta una reazione come quella dopo Doha? Può essere il momento di vedere già una Juve da Champions?
Da vedere… bisogna solo fare più che vedere. C’è da giocare. Quando giochi le partite secche da dentro o fuori ci vuole molto equilibrio, le partite si decidono sugli episodi e su questo bisogna essere molto bravi. La Juventus non deve vivere di reazioni, la Juventus deve vivere di equilibrio, non è che dopo Firenze la squadra era tutta da buttare e prima di Firenze non c’era più niente da fare e andava bene così, assolutamente. I valori della squadra non si perdono in una settimana o si acquisiscono in una settimana, il valore della squadra è quello; poi ci sono dei momenti in cui – perchè è umano e fisiologico – ci sta a volte di trovare degli inciamponi, ci sono degli avversari che in quel momento si dimostrano più bravi. Il campionato è lungo e alla lunga vince il più forte. Se alla fine saremo i più forti, saremo sicuramente in testa alla classifica. Non ci sono gli episodi che condannano i campionati, ma la forza di una squadra e l’equilibrio. Non bisogna nè esaltarci quando vinciamo, nè abbattersi quando perdiamo. Fino a prima di domenica la Juve era comunque in testa alla classifica, perchè aveva vinto 15 partite con una partita in meno, quindi non è che la vittoria di domenica abbia tutto questo clamore. E’ stata una bella vittoria, abbiamo giocato bene tecnicamente, di squadra e questo è quello che devono fare i ragazzi“.

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Domani possiamo aspettarci Barzagli terzino destro e Rugani titolare?
Devo vedere come ha recuperato Chiellini dalla partita di domenica. Bonucci ha bisogno di giocare perchè è stato fermo due mesi; devo vedere Lichtsteiner, comunque sia chi scenderà in campo sarà pronto e nelle migliori condizioni, perchè poi la partita può durare anche 120 minuti“.

Ci sono aggiornamenti su Lemina?
Lemina, no, al momento non ci sono aggiornamenti. Sembra non sia niente di particolare, ma è normale che in questo momento sia ancora fuori dalla squadra“.

Cosa pensi che vi siate lasciati definitivamente alle spalle e cosa invece di nuovo è nato da domenica in avanti?
Di nuovo… diciamo che ci sono dei momenti della stagione dove devi giocare delle partite diverse, tutte le partite non sono uguali, non ci sono 38 partite uguali, ci sono momenti in cui devi fare delle cose e dei momenti in cui devi seguire un percorso. Questo non vuol dire che quello che abbiamo fatto domenica lo faremo per tutta la stagione, ma l’obiettivo che dobbiamo avere e dobbiamo metterci dentro noi, è quello che per arrivare a giocarsi le partite in Champions alla pari con gli altri, bisogna migliorare sul piano della qualità del gioco, di essere un pochino più spregiudicati, perchè anche l’anno della prima Champions abbiamo giocato in modo un po’ diverso. Su questo bisogna lavorare. Deve essere un obiettivo nostro non bisogna guardare solo al campionato, che è un errore che magari abbiamo fatto nelle prime partite, pensando che nella gestione della partita potevamo portare a casa la vittoria. La dimostrazione è che finora abbiamo perso 4 partite, tutte in trasferta e questo  ci ha fatto bene, perchè così abbiamo capito che per vincere il campionato bisogna pedalare e soprattutto alzare l’asticella della qualità del gioco per poter arrivare in fondo, perchè altrimenti andiamo a fare una stagione dove ci accontentiamo e rischiamo di fare il minimo per arrivare in fondo. Ma siccome per arrivare in fondo il minimo non esiste e non si può fare, non basta, quindi bisogna sempre fare il massimo, anzi forse qualcosa di più“.

Pjanic è il giocatore a cui hai cambiato più posizioni. Continuerà ad andare così o ne avrà una definitiva? Magari quella di domenica, mediano in un centrocampo a due come gioca in Nazionale…
Quello è il ruolo che predilige, nelle ultime partite ha giocato da trequartista, ma un finto trequartista, perchè si abbassava spesso vicino al mediano, non è che cambiasse posizione. La differenza è che partiva da più avanti e si abbassava. Ma è anche una sua caratteristica quella, quindi che parta da lì o che ci arrivi, la posizione è sempre quella“.

Higuain potremo vederlo dall’inizio? Ti affiderai alla voglia di vendetta di Dybala che non è stato fortunato contro il Milan?
Non c’è… no  parlerei di vendette, parlerei di una partita di calcio importante; dovrò decidere se far gocare Higuain o meno a seconda dell’assetto che schiero. Tenendo in considerazione che c’è una pèossibilità di arrivare anche ai supplementari, che non finisca nei 90 minuti. Per quanto riguarda Dybala ha alternato cose belle, come il gol di domenica, simile al gol che ha fatto con l’Atalanta, a errori. Ma gli errori sotto porta possono capitare prchè è un attaccante, è normale che possa sbagliare. Però sta crescendo dal punto di vista atletico e soprattutto tecnico. Discutere Dybala non ha senso per due tre situazioni“.

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Domanda Marco Spadavecchia –  Tuttojuve.com – Quando ha influito la generosità e la propensione a difendere di Mandzukic nel 4-2-3-1? Pjaca può fare lo stesso ruolo di esterno sinistro?
Può fare lo stesso ruolo, è quel ruolo con caratteristiche diverse. E’ un ragazzo che deve crescere, l’ho detto e lo ripeto. Pjaca è un giocatore  giovane, che ha grandissime qualità ed è un predestinato, perchè uno che entra, tutte le volte ha delle occasioni e si crea delle occasioni per fare gol, per far fare gol o situazioni di rigore, è normale che sia un predestinato. Ma deve crescere, perchè è un ragazzo arrivato dalla Dinamo Zagabria, da un campionato molto più facile, dove era la star e dove si poteva permettere delle pause. Arrivare alla Juventus… c’è un percorso diverso da fare. E’ normale che questo percorso bisogna accelerarlo, ma è un giocatore che è destinato a fare grandissime cose“.

Lei aveva detto che l’allenatore incide quando fa danni. Pensando al sistema nuovo, quanto incide in realtà l’allenatore? Possiamo alzare la percentuale?
Domenica ho messo giù una squadra, ho messo una formazione e i ragazzi sono stati bravi a giocare da squadra. Se non invece non avessero giocato da squadra, l’allenatore avrebbe fatto danni perchè avrebbe sbagliato la formazione, è semplice “.

Dopo Sassuolo l’anno scorso Buffon e Chiellini dissero: non siamo il Real Madrid che vinciamo 6-2. In Europa si rischia di più con questo modo di giocare?
Domenica abbiamo rischiato poco e niente, quindi…. L’atteggiamento… non vorrei che si confonda la fase difensiva, l’atteggiamento di stare lì, di combattere… con la qualità del gioco. La qualità del gioco e l’atteggiamento sono due cose che vanno di pari passo e devono stare insieme, perchè non vinci le partite se giochi solo di qualità e non vinci le partite solo se stai lì a difendere e giochi solo di rabbia; perchè se c’è rabbia, concentrazione, attenzione, è una cosa che hai nella fase difensiva, ma hai anche nella fase offensiva, di costruzione e di finalizzazione del gioco. Quindi sono due cose che vanno messe insieme, non è questione di rischi, è questione di giocare di squadra e difendere tutti insieme. Domenica la squadra ha difeso tutta insieme quando c’era da difendere, poi è normale che ci sono giocatori che hanno un certo tipo di caratteristiche e altri meno, ci sono momenti in cui c’è bisogno di un difensore in più, di un centrocampista in più, o una partita dove si può partire con un difensore in più o un centrocampista in più, ma dipende sempre dai momenti del campionato, dalle esigenze di quella partita, perchè alla fine noi in qualunque modo dobbiamo arrivare a vincere. Ma per arrivare a vincere ci sono due fasi: una fase difensiva, fatta bene, ma anche una fase offensiva e una fase di costruzione, questo è poco ma sicuro. In Champions, dagli ottavi in poi…. ma già nel girone tutti dicevano che il girone era facile ma il Siviglia è secondo nel campionato spagnolo, quindi non era assolutamente facile. Il Lione si sta riprendendo nella Ligue 1, quindi non era assolutamente facile. Ma più vai avanti e più si alza la qualità dei giocatori, più quelli che vai ad incontrare la palla te la fanno passare a 30 centimetri, quindi bisogna che tu sa bravo e la faccia passare in 25, perchè altrimenti le partite non le vinci. Non è un campionato dove ti può ogni tanto gestire la partita, lì le partite non le gestisci“.

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