Milan, Montella: “Niang un fallimento personale? Non mi sono posto il problema. Domani non sarà convocato”

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui


Ecco la conferenza stampa di Vincenzo Montella alla vigilia di Juventus – Milan di Coppa Italia. I temi principali sono sicuramente la possibile cessione di Niang (il calciatore infatti non verrà convocato), il nuovo acquisto Deulofeu e la gara di domani sera. Ecco dunque le parole del tecnico rossonero di fronte la stampa:

Sulla crescita delle prestazioni del Milan: “Credo che la partita di sabato ci abbia lasciato un po’ di amarezza proprio per la prestazione che abbiamo offerto contro una squadra forte. Abbiamo giocato quanto meno alla pari, abbiamo avuto un maggior possesso palla del Napoli, una supremazia territoriale netta e un baricentro più alto. Abbiamo giocato con sfrontatezza e con una grande mentalità e questa mentalità dobbiamo migliorarla nella gestione delle partite ma dobbiamo portarcela dietro. Vogliamo giocarci le nostre chance, la Coppa Italia è un obiettivo importante anche per la società“.

Su De Sciglio: “Non si è ancora allenato con il gruppo. Non penso sia a disposizione a meno che oggi sia successo il miracolo“.

Su Suso: “Ieri ha riposato, oggi dovrebbe allenarsi“.

Sui margini di miglioramento della squadra: “Credo ci siano ampi margini di miglioramento, nella malizia, nella scaltrezza. Per fare un esempio, Calabria è uscito fuori dal campo lasciandoci in 10 e nessuno ha preso posizione lasciando scoperta la fascia sinistra“.

Se le difficoltà di Niang possono essere state accentuate da San Siro: “Sì, può essere anche quello“.

Se la partita di domani è più vicina a quella del campionato o a quella di Doha: “Non lo so se cambi qualcosa. La Juventus ha dimostrato che in casa ha qualcosa in più. Se vogliamo è una partita più vicina a Doha perchè è un dentro o fuori“.

Se la partita di domani può essere una sfida spartiacque dal punto di vista mentale: “Ci andiamo a giocare una competizione contro un avversario forte per cui non la vedo come un crocevia la partita di domani“.

Su Deulofeu prima punta: “Non lo so, devo conoscerlo bene ma non è una cattiva idea“.

Se fosse favorevole a una riduzione del numero di squadre: “Non faccio politica sportiva, ma credo che ormai nel calcio moderno il campionato a 18 squadre aumenterebbe il livello. Dispiace, perchè ci sono state delle belle storie di squadre che negli ultimi anni hanno raggiunto la Serie A per la prima volta. Io credo ne vedremo delle belle, perchè certe squadre che avrebbero giocato per il pareggio magari ora rischieranno di più“.

Sugli ultimi 5 punti in 5 partite: “Ci sono anche gli avversari (sorride, ndr) di un grande livello. Son numerosi impietosi che partono un po’ da lontano. Se noi dovessimo vincere a Udine avremmo un punto in più delle stesse partite del girone di andata con quelle squadre. Questo può dimostrare quanto sia competitivo verso l’alto il campionato italiano. Abbiamo battuto il Cagliari 1-0 così come la Roma, molto spesso le partite si vincono anche di misura“.

Su Bonaventura in mezzo al campo con l’arrivo di Deulofeu: “Deulofeu si è allenato per la prima volta ieri, non pensavo di trovarlo così. Lo monitoriamo nei prossimi giorni. E’ un calciatore che va monitorato giorno per giorno sia sul piano fisico che sul piano dell’affinità con gli altri calciatori. Per quanto riguarda Bonaventura è una possibilità, ma anche gli altri centrocampisti credo stiano facendo molto bene. Abbiamo tante soluzioni“.

Su Niang e il comportamento: “Ha avuto un inizio disponibilissimo e sta provando a crescere per gestire al meglio il suo talento. E’ un calciatore che ha avuto degli alti e bassi e deve migliorare qualcosa. Ci ha provato ed è arrivato un punto in cui eravamo strafelici del risultato ottenuto, anche il ragazzo, non parlo di quelli tecnici. E’ arrivato un certo punto e si è fermato, il perchè faccio finta di non saperlo o non ve lo voglio dire. E’ un ragazzo estremamente sensibile, è un ragazzo nelle norma delle cose, non ha mai sforato, pur rimanendo al limite. L’approccio avuto quando è entrato con il Torino non mi è piaciuto e lui l’ha riconosciuto. Ha fatto qualcosa in più, anche a suo dire, rispetto al passato. Se rimarrà qua ci proveremo ancora, se andrà altrove gli auguro di riuscirci“.

Sullo sbilanciamento nei gol subiti contro il Napoli: “Sul secondo gol Calabria era in posizione e sul primo eravamo in superiorità numerica ed eravamo tre contro due. Poi ci sono le capacità tecnico-tattiche degli avversari e questo bisogna saperlo dire. Il Napoli è una squadra che ti fa giocare male e tutto questo a noi non è successo. La partita l’abbiamo persa perchè sono una squadra forte e organizzata. Abbiamo costretto il Napoli a giocare in maniera diversa da come sono abituati“.

Su Ambrosini e le sue parole sul paragone con il Napoli di Sarri: “Non ho sentito quello che ha detto Massimo e credo che per dare un giudizio definitivo uno debba. Conosco Massimo ed è un ragazzo molto intelligente ed equilibrato. Faccio questa premessa. Credo che sia un attimino enfatizzata la cosa, anche da parte sua. Credo che il paragone tra il Milan di Sacchi e il Napoli di Sarri sia al momento lontano“.

Sul ruolo di Deulofeu se a destra o a sinistra: “Secondo me può fare entrambe le fasce con caratteristiche opposte. Ha caratteristiche totalmente diverse rispetto a Suso, questo anche per tranquillizzare il ragazzo“.

Sulla Juventus da incontrare allo J Stadium: “Io avrei scelto diversamente se avessi potuto, però evidentemente stiamo pagando la fortuna avuto l’anno scorso. Io però ho un ricordo anche piacevole, ci ho vinto 2-1 con la Fiorentina. Per la legge dei grandi numeri ci dobbiamo provare“.

Sull’obiettivo stagionale: “C’è una classifica talmente corta che il passaggio tra provare andare in Champions League e non arrivare in Europa è molto sottile. Dipenderà molto dal recupero contro il Bologna e dalle prossime partite. Parlare di Champions mi sembra inutile in questo momento. Il nostro obiettivo è arrivare in Europa“.

Su Ocampos: “Parlo solo dei calciatori a disposizione. Vediamo“.

Su Niang e se si sente sconfitto dopo le parole di stima di inizio stagione: “Non mi sono ancora posto questa domanda. La verità è che la società insieme al ragazzo sta valutando questa opportunità di cambiare squadra. Non verrà convocato per lasciarlo tranquillo di decidere insieme alla società. Lui è sempre stato all’interno del cerchio di cose normali, tante volte è stato al limite ma non è mai uscito. Quindi da parte mia avrà sempre la considerazione che merita un giocatore del Milan, quindi massima. Perso? Ancora non è perso, ha avuto alti e bassi. Per la permanenza di un calciatore molto dipende dalkla volontà del giocatore, oltre che della società e dell’allenatore“.

Sul morale generale: “Erano un po’ dispiaciuti, ieri però hanno fatto un grandissimo allenamento“.

Se non teme che i giovani abbiano un calo nel morale: “Sinceramente è una considerazione giusta al di là dell’età. L’allenatore c’è apposta, è una mia responsabilità lavorare in questo senso per convincerli e motivarli“.

Sulle scelte: “Bisogna valutare tutto per fare le scelte“.

Sulla Juventus: “Possono cambiare modulo, calciatori e cambiare in corsa. E’ importante una crescita di squadra da parte nostra“.

 

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