La notte dell’Aquila. La notte delle rivincite

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

Un successo inatteso, ma meritato. Il day after di Inter-Lazio

Il gol di Felipe Anderson ha dato il là al successo della Lazio di Simone Inzaghi sul campo dell’Inter.

Alzi la mano chi ci avrebbe scommesso qualcosa. Anche solo un semplice centesimo trovato così, per caso, nella propria tasca. Ma, a volte, il bello del calcio è proprio questo: far accadere l’impensabile. La Lazio di mister Inzaghi espugna San Siro e batte l’Inter degli ex Stefano Pioli e Antonio Candreva. Sarà semifinale di Tim Cup e staserà si scoprirà se sarà Roma o Cesena, con l’ipotesi molto probabile di un doppio derby, che già scalda animi ed entusiasmi. Al Meazza è terminata 1-2 e, udite udite, il risultato è anche fin troppo bugiardo. Perché se i nerazzurri ci hanno messo cuore e grinta per tentare la rimonta, fino all’ingenua espulsione di Stefan Radu i biancocelesti hanno messo paura ogni volta che superavano la metà campo, gettando al vento tante occasioni nitide per chiudere il match. Forse è questo l’unico vero neo di una prestazione fatta di abnegazione, concentrazione, interdizione, determinazione e ripartenze. Non si esagera affatto se se si dice che quella di ieri è stata la miglior Lazio della stagione.

È stata la notte della scoperta del talento di Alessandro Murgia, lanciato titolare alla Scala del calcio, ma che non ha sentito alcuna pressione, mettendo in mostra tutte le sue capacità. Vedere il lancio per Immobile in occasione del rigore per credere. È stata la notte di Felipe Anderson e del suo gol di testa da vero rapace d’area di rigore. Se solo fosse più cinico e determinato, il brasiliano potrebbe spaccare da solo le partite. È stata la notte di Lucas Biglia, della sua esultanza e delle sue parole nel post partita, che sanno tanto di dichiarazione d’amore. Il rinnovo sembra essere ormai cosa fatta. Insomma, in poche parole, è stata la notte dell’Aquila, tornata fiera, maestosa e reale. Un plauso va a mister Inzaghi, bravo a motivare la squadra dopo due sconfitte consecutive, che avrebbero potuto gettare nello sconforto in tanti. Ma lui no. Ieri a bordo campo era una sorta di martello pneumatico. Ed ecco che arriva il primo successo con una big. Sembrava una maledizione, ma ieri il tutto è stato rotto. D’altronde, lui di Coppa Italia se ne intende.

E poi, casualmente, ieri era anche l’ultimo giorno di mercato. Forse, in cuor suo, Simoncino (chissà se un giorno riuscirà a scrollarsi di dosso questo nomignolo) si sarebbe aspettato una mano dalla società. Ma niente. In casa Lazio si è sempre e comunque alla solite. Dopo la prestazione di ieri è più che lecito chiedersi dove potrebbe arrivare questa squadra con innesti giusti e intelligenti. Non è successo, ma, in fondo, non è nemmeno tanto una novità. Probabilmente, almeno per oggi, è meglio non pensarci. Godersi l’Aquila è la cosa migliore. Sarà lei, con il suo volo, a punire chi non ha fatto e non farà il suo dovere. Perché la notte di ieri ha reso tutti un po’ più poetici e fantasiosi. Anche questo è il bello del calcio.

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