Tottenham Fiorentina 1-1: Basanta risponde a Soldado e fa sperare i viola per il ritorno

Pubblicato il autore: Nicola Iuzzolino Segui

Fiorentina

Message from London. È Soldado da White Hart Lane. C’è scritto 1-0 dopo 5 minuti. La viola riceve, cestina e risponde con Basanta. 1-1 al 36′ e qualificazione rimandata a giovedì prossimo. Quando la bolgia del Franchi accoglierà la Fiorentina. E la lotta agli ottavi farà meno paura.

Finisce 1-1 l’andata dei sedicesimi di E.L. tra Tottenham e Fiorentina. Una sfida dai mille volti, dalle mille sfaccettature, con un andamento irregolare per tutti i 90 minuti. Avvio da incubo per gli uomini di Montella, già schiacciati dopo pochi istanti dal pressing avversario. Chadli trova il piede di Tatarusanu, ostacolo insormontabile, ma alla rovega di Soldado si piega anche il romeno. Pasqual lo perde, lui gioca d’astuzia sul blocco dei compagni. Inizia subito male. Il vantaggio non sprona i gigliati, ancor più spaesati dopo lo schiaffo iniziale. Palloni persi senza logica, reparti sfilacciati e paura, tanta, delle ripartenze londinesi. Gli Spurs giocano bene, soprattuto d’anticipo, e per un pelo in quattro occasioni non trovano il raddoppio. Ai viola serve tempo, carburano come un diesel. Non a caso il pareggio arriva tardi, a 10′ dallo scadere, nel momento di ripresa dallo sbando iniziale. Mati Fernandez batte una punizione da posizione defilata, al limite dell’area sul lato sinistro. Cerca la porta, trova i guanti di Lloris, ma in tap in ravvicinato c’è Basanta ad insaccare. Parità ristabilita e punteggio che ora sorride alla squadra di Montella.

Nella ripresa il Tottenham cala, prende le redini il centrocampo viola, e le azioni più pericolose vengono costruite dai gigliati. Nessuna occasione lampante, sia chiaro. Ma un paio di spunti buoni che avrebbero potuto risolversi in ben altra maniera. Salah è l’uomo più cercato, quello a cui capitano proprio quel paio di spunti e che non riesce ad incidere come saprebbe. Corre e spazia, si allarga e stringe, ma nel momento culminante non azzecca la giocata. Gomez lavora di fisico, ma in area si sente poco. Joaquin si sacrifica come suo solito e disegna un’infilata al bacio per il connazionale Alonso. Di là entrano Kane e Lamela, gente che fa paura (e non poco) al settore ospiti, ma all’incisività in campionato non corrisponde un eguale efficacia in Europa League. Movimenti tra le linee, appoggi per i compagni e nulla in più. Il finale ha poco da raccontare, se non i sorrisi dei viola e i mugugni degli Spurs. Il pareggio favorisce Montella e i suoi, davanti, nelle percentuali, agli uomini di Pochettino, ora costretti dalle contingenze a macchiare le porte di Firenze. Ma al Franchi sarà una bolgia, si ripartirà come se oggi non si fosse mai giocato ed è lì che la Fiorentina dovrà fare la partita. Perché la rete di Basanta regala speranze ai gigliati, ma c’è bisogno di un ulteriore sforzo per materializzare questo sogno. Verso quella finale di Varsavia che da stasera è lontana un paio di kilometri in meno.

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