Europa League Roma Fiorentina, Garcia in conferenza: “A fine stagione si faranno i conti, possiamo ancora vincere”

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Si è da poco conclusa la conferenza stampa di Rudi Garcia e Seydu Keita in vista della gara di ritorno di Europa League che vedrà impegnata, domani sera, la Roma contro la Fiorentina di Montella.

GARCIA

Le sue dichiarazioni dopo la gara con la Sampdoria, in cui ha affermato di non voler essere un peso per la Roma, non sono in contraddizione con quelle precedenti? “Non è una contraddizione essere ambiziosi, io voglio rassicurare e tranquillizzare la piazza. Non sarò mai un peso – continua Garcia –  come già detto. Il giorno in cui sentirò di non essere più la plusvalenza del club per ottenere vittorie e trofei mi farò da parte, ma finchè i giocatori mi seguono sono costretto a restare per realizzare sogno di vincere qui, con questa squadra e in questa piazza che forse è la più difficile del mondo. Io credo sia ancora possibile vincere. A fine anno si faranno i conti”.

In questi giorni si è parlato del faccia a faccia nello spogliatoio dopo la sconfitta di domenica. “Io credo – afferma il tecnico – che lo spogliatoio sia sacrosanto e quello che si dice al suo interno là debba rimanere”.

Una domanda poi sul momento di Gervinho e Iturbe: “Credo siano due casi differenti. In campionato sicuramente devono dare di più, ma in Europa hanno segnato parecchio, soprattutto Gervinho, dato che Iturbe è stato infortiunato. In attacco ci sono anche altri giocatori importanti – sottolinea Garcia – ma va ricordato che Gervinho è lo stesso giocatore che faceva alzare tutto l’Olimpico quando aiutava la squadra a vincere. Deve ritrovare il ritmo dell’Europa, dato che ad esempio la partita di Rotterdam non è stata disputate un anno fa. Per Iturbe è differente, veniva da un infortunio e ha bisogno di migliorare la propria forma fisica, è un giocatore che si basa molto su ciò. Io ho totale fiducia in loro come nel resto della rosa”.

Le sue ultime dichiarazioni sono differenti da quelle di inizio campionato, quando appariva più convinto e audace: “Quando le cose sono andate bene, anche quest’anno, non sono caduto nell’euforia, come non cado nel catastrofismo. Mi ritengo una persona misurata e mi sento tranquillo e sereno, perchè dopo la pioggia viene il sole. E questo sole lo dobbiamo far risorgere noi. Io mi prendo tutte le responsabilità, ma lasciate stare i giocatori. Sembra stiamo lottando per la salvezza e che tutto sia perso. Noi abbiamo la voglia di superare il turno e centrare il quarto di finale dell’Europa League. Quindi vogliamo mettercela tutta per onorare la maglia e riconquistare i nostri tifosi”.

Parlando di tattica: “In queste ultime settimana abbiamo cambiato almeno tre moduli di gioco, la differenza però la fa il pallone che entra o meno in rete. Se ritorno sulla gara di due giorni fa, posso dire che abbiamo pareggiato gare giocate molto peggio, il calcio però è così. Finchè la squadra si procura occasioni io mi sento tranquillo, se non accadrà vuol dire che saremo in difficoltà. Il problema della sconfitta di due giorni fa è che arriva dopo tanti pareggi, perchè con 5-6 punti in più sarebbe stata percepita diversamente. Usciremo da questo momento solo appoggiandoci sul gioco e sulla fiducia”.

Gli ultimi allenatori, tranne Zeman, sono sempre andati via per scelta. Questa è davvero una piazza così difficile per gli allenatori? “Non so se Roma sia una piazza difficile solo per gli allenatori, sicuramente lo è anche per i giocatori. Se qualcuno pensa che mi arrenda al primo momento di difficoltà vuol dire che non mi conosce”.

KEITA

E’ il momento più difficile?Sicuramente, anche se abbiamo l’opportunità di vincere domani una partita molto importante per noi. Il calcio è così, ci sono momenti buoni e meno buoni, tuttavia noi abbiamo per la testa solo l’obiettivo di lavorare per cambiare e migliorare la nostra situazione già da domani”.

Quale è il tuo pensiero sulla contestazione dei tifosi? “Per me un club è formato tre elementi: calciatori, dirigenti e tifosi. Questi ultimi sono importantissimi, quindi è normale che in questo momento, in cui non siamo all’altezza, siano arrabiati. Loro sono fondamentali nelle partite in casa e se domani vinciamo saranno soprattutto loro a vincere. Nonostante tutto abbiamo bisogno del sostegno, quindi rivolgo loro l’appello di tifare domani, altrimenti sarà ancora più difficile. Per un calciatore è complicato giocare con i fischi”.

Rispetto alla prima parte di stagione, in cui le gare venivano chiuse nel primo tempo, ora la Roma ha molte difficoltà ad andare in gol ed imporsi “Nel calcio si alternano momenti positivi a quelli negativi – dice l’ivoriano – in questo momento manchiamo di un po’ di fortuna e di efficacia, come nel primo tempo con la Sampdoria. Possiamo migliorare solamente lavorando, ma sono sicuro che le cose cambieranno”.

Una considerazione sulla piazza: “La critica è normale, perchè quando sono positive siamo contenti, quindi dobbiamo accettarle anche quando sono negative. Io sono convinto che dopo il momento più difficile può tornare solo il sereno. Ci sono due tipi di pressione, quella dei tifosi e della stampa. I primi non possono vincere le partite in campo, ma sicuramente ci possono aiutare. La pressione della stampa cambia a seconda del risultato, noi dobbiamo vincere per far cambiare l’ambiente attuale”.

 

 

 

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