Inter Wolfsburg, la remuntada è nel DNA dei nerazzurri

Pubblicato il autore: Carlo Perigli Segui

Ancora poco più di 48 ore e le luci torneranno nuovamente ad accendersi a San Siro, per novanta minuti ai quali verrà affidata la narrazione ai posteri dell’intera stagione. Dentro o fuori, emozioni ancora da vivere o annata da cancellare, Inter Wolfsburg non sarà affatto la partita delle mezze misure. Certo, il risultato dell’andata, quel sonoro 3-1 per i tedeschi, suona come una condanna anticipata, ma chi conosce la storia dell’Inter sa bene che la remuntada, lungi dall’essere una questione squisitamente spagnola, è un termine scritto nel DNA dei nerazzurri, spesso stimolati proprio da cocenti sconfitte come quella di giovedì scorso.

INTER-LIVERPOOL, LA REMUNTADA IMPOSSIBILE

E che nella storia dell’Inter tutto è possibile lo dimostra un precedente illustre, avvenuto nel 1965, quando l’Inter si ritrovò ad affrontare al Meazza il Liverpool, dopo aver perso l’andata oltremanica proprio per 3-1. “Impossibile” diceva la stampa nei giorni che anticipavano la partita di ritorno, ma fu presto smentita. Una punizione a “foglia morta” di Corso, un guizzo di Peirò, che “rubò” il pallone al portiere avversario e un destro di Facchetti, improvvisatosi centravanti annichilirono gli inglesi e stupirono il mondo intero. Tre a zero, un match storico, che portò i nerazzurri verso la finale col Benfica, l’ultimo ostacolo prima di alzare la seconda Coppa dei Campioni.

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INTER-STRASBURGO, LA REMUNTADA DELL’IMPEGNO

Altra sconfitta esterna, 2-0 in Francia, altra impresa nerazzurra, che si presentavano al ritorno in una situazione tutto sommato peggiore – non avendo segnato alcun gol fuori casa – di quella attuale. E lo Strasburgo, lungi dall’essere una graziosa provinciale, agli ottavi di finale avevano eliminato il Liverpool. Ebbene, al ritorno l’Inter mise in campo l’unico “giocatore” che poteva trasformare l’eliminazione in trionfo: l’impegno. Ovviamente, non mancò Ronaldo, che segnò il vantaggio nerazzurro, una rete che tuttavia sarebbe stata inutile se l’Inter non avesse lottato con le unghie e con i denti, raddoppiando con Zanetti e sigillando la vittoria con il terzo gol, firmato da Diego Pablo Simeone.

INTER-BAYERN MONACO, L’ULTIMA REMUNTADA TEDESCA

A chiudere questa breve carrellata, la dimostrazione lampante che, anche quando l’avversario è tedesco, la remuntada è possibile. Il 15 marzo 2011, esattamente quattro anni fa, giorno più giorno meno, l’Inter fu protagonista di un’altra impresa. Quella volta la sconfitta all’andata fu meno sonora (1-0, gol di Mario Gomez ), ma avvenne a Milano e contro un’avversaria di tutt’altro spessore, quel Bayern Monaco che, di lì a poco, avrebbe imposto la sua presenza ai vertici della scena calcistica europea. All’Alianz Arena l’Inter giocò una partita interamente votata all’attacco, esibendo un coraggio fuori dal comune e imponendosi per 3-2, con i gol di Eto’o, Snejider e Pandev. Giocatori di altissimo spessore, certamente, ma a vincere quella volta fu senza dubbio la giusta mentalità. Coraggio, impegno e voglia di sfidare l’impossibile, caratteristiche che giovedì l’Inter dovrà assolutamente mettere in campo, per aggiungere un altro precedente alla voce “remuntada”.

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