Lazio Galatasaray, caso ultras turchi: le responsabilità del prefetto Gabrielli

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli Segui

Tifosi del Galatasaray a Piazza del Popolo davanti Villa Borghese - DA PALESSE


Dopo la vergogna di ieri pomeriggio dei tifosi turchi del Galatasaray
giunti ieri a Roma, per la partita di Europa League contro la Lazio, padroni assoluti del centro città, chiediamo al Prefetto Gabrielli perché possano succedere certe cose? Perché le due tifoserie romane, quella della Lazio e quella della Roma subiscono oramai da un anno problemi, limitazioni, controlli, punizioni al limite della vessazione, mentre ogni volta che una tifoseria straniera arriva ospite nella nostra città, mette a repentaglio, cittadini, altri turisti e i monumenti delle nostre vie o delle nostre piazze, Prefetto gabrielli perché? Forse per l’ordine pubblico in città non sarà del tutta sua la responsabilità ma per l’impegno che ha messo in questi mesi ha distruggere la passione per il calcio di un’intera città, pensiamo oramai che l’idea sia sua e ci chiediamo umilmente il perché? Ieri pomeriggio i “tifosi” turchi hanno letteralmente bloccato l’intero centro storico di Roma, con scorribande continue prima di venir caricati sui mezzi pubblici e portati allo stadio. Centinaia di petardi e fumogeni accesi incuranti dei passanti, autobus bruciati, ubriachi come non mai nonostante il divieto di vendita di alcolici ma soltanto un paio di fermati e un altro paio colpiti dal divieto di assistere ad altre manifestazioni sportive. Quel daspo che invece alle tifoserie capitoline vengono “regalati” al minimo intoppo, per un seggiolino sbagliato, per essersi appoggiati ad una vetrata e via dicendo. Prefetto Gabrielli, perché?
Non è la prima volta che le tifoserie straniere scendono a Roma e come novelli barbari la fanno da padroni. E’ di un anno fa la Barcaccia la celebre fontana di Piazza di Spagna rovinata da simpatizzanti del Fejenoord a Roma per un match di Champions League, anche loro furono premiati con la scorta che li ha portato pure allo stadio a vedere la partita.  e Olanda. Ne nacque un caso internazionale tra le diplomazie di Italia, un processo che portò si alla condanna ma in contumacia quindi al nulla! L’anno prima tocco ai tifosi placchi del Legia Varsavia sfidare per le vie di Roma la nostra Polizia e fin dentro lo stadio, dove assistettero alla partita contro la Lazio a torso nudo sfidando, imbottiti ovviamente di alcool, i rigori dell’inverno ma con dei passamontagna a coprire il volto per tutta la durata della partita stessa! Roba che è semplicemente assurdo anche pensarlo per le nostre partite tra biglietti nominativi, tessere del tifoso nominali e controlli severissimi e ripetuti prima di entrare allo stadio. Poi fu la volta dei tedeschi al seguito del Borussia Moenchengladbach riempire di lattine, bottiglie e qualsiasi altra cosa le nostre fontane. Poi però, all’estero invece trattano noi da animali anche senza motivo. Come dimenticare la vergogna di Varsavia di 3 anni fa. Una vera e propria retata fatta dalla polizia locale contro più di cento tifosi della Lazio, maltrattati, ammanettati, interrogati ed infine incarcerati anche per molte settimane solo per aver addosso una sciarpa colorata da stadio e abbandonati poi al proprio destino anche dalle autorità italiane.  E allora Prefetto Gabrielli? Perché questo giro di vite solo a Roma, solo alle tifoserie di Roma e Lazio? Cosa c’è sotto? Anche nel resto d’Italia non ci sono tutte queste ristrettezze e controlli ma solo a Roma ma allora perché non lo si fa con tutte le tifoserie che vogliono recarsi allo stadio Olimpico? Sono domande legittime alle quali però da mesi non ci sono risposte o meglio le risposte sono evasive o in nome di un fantomatico ritorno alla legalità come quella assurda di restituire la giusta capienza alle due curve dello stadio Olimpico, e il biglietto nominale allora nato proprio per controllare gli ingressi? Poi ti accorgi che a Bologna ad esempio, prima di una partita importante e sentita, dalla curva più calda della tifoseria di casa, viene messo in scena un vero spettacolo pirotecnico di fuochi d’artificio, bengala e fumogeni che a Roma avrebbero regalato daspo a pioggia! O come a Frosinone, dove lo stadio, per adeguare la capienza a degli standard minimi di capienza per l’attuale serie A, le due curve vengono ampliate con delle tribune posticce di tubi innocenti che traballano e oscillano al primo spirare di vento! E allora Prefetto Gabrielli, perché? La domanda è insistente perché tutti siamo d’accordo che la sicurezza della gente che si reca allo stadio è al primo posto ma quando questa rasenta la vessazione è troppo. Controlli doppi, prefiltraggio, a piedi nudi su dei cartoni sotto la pioggia per controllare le scarpe, uomini, donne, bambini e anziani, famigliole intere, perdendo anche spezzoni di partite pur avendo pagato il biglietto anche 80/100 euro, perché le file sono interminabili, poi i teppisti veri, vandali ubriachi pronti a sfasciare tutto vengono pure scortati e portati dentro lo stadio, in quella stessa curva sfigurata da una barriera che ricorda ben altri muri divisori. Prefetto Gabrielli o chi per lei, le chiediamo ancora perché?

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Milan, Pioli è negativo al Covid: può tornare in panchina