Inter, l’analisi del Southampton e la gestione di Kondogbia e Gabigol

Pubblicato il autore: giammarco bellotti Segui

Inter Lugano Gabigol

Domani alle 19:00 l’Inter sarà impegnata nella terza giornata del girone di Europa League, e presumibilmente alle 21 saprà se poter continuare a sperare nel passaggio del turno o saluterà anzitempo la competizione europea. Ma quali sono le caratteristiche dell’avversario Southampton?

Gli inglesi, soprannominati Saints arrivano da ottime annate in Premier League, dove hanno sempre lottato per accedere alle competizioni europee nonostante i saccheggi estivi delle big inglesi. Una società solida e capace di rinnovarsi quindi. Sulla panchina del Southampton ci sono sempre stati ottimi allenatori, come Koeman e oggi Puel. Nelle ultime stagioni inoltre, il l’ex ct dell’Italia Conte ha dovuto studiarla affondo, visto che tra le fila dei Saints militava Graziano Pellè. La punta ora è sbarcata in Cina.

In Europa League il Southampton guida il girone con 4 punti a pari merito con l’Hapoel, in virtù del pareggio con gli israeliani per 0-0 e la vittoria per 3-0 contro lo Sparta Praga. Nessun gol subito in Europa e ottima difesa anche in Premier, dove viaggia alla media di 0.9 gol subiti a partita. Un dato non esaltante rapportato alla Serie A, ma più che sufficiente nello spettacolare calcio inglese. Un po’ carente in attacco con 1.3 di media a causa del fatto che la stella Long non ha iniziato male la stagione, perdendo il posto in favore di Austin. Ai Saints piace tenere in mano il pallino del gioco, lo dimostra il 57% di media di possesso palla. Altissima anche la percentuale di passaggi riusciti: 83%. Insomma, il Southampton è un avversario ostico e non va sottovalutato, ma vincere è l’unica opportunità disponibile per l’Inter.

Leggi anche:  Inter-Bologna, probabili formazioni: Lukaku e Sanchez dal 1' insieme

L’Inter negli ultimi due anni ha speso e molto. Ha acquistato giocatori giovani per costruire un futuro roseo e diverso dal post triplete. Sono molti i giocatori su cui l’Inter ha investito molti soldi e ora deve cercare di non bruciarli. Da Kondogbia a Gnoukouri, da Miangue a Gabigol: non tutti sono Joao Mario, ci vuole tempo.

L’Inter, prima di tutto, deve cercare di non commettere gli errori compiuti con Benassi, Duncan, Destro e Bonucci, per citare solamente il passato recente. Per questo motivo gli investimenti milionari di Kondogbia e Gabigol devono essere valorizzati e sostenuti. E’ vero, il francese è arrivato già da quasi un anno e mezzo, ma non ha mai convinti. I limiti tecnici vanno di pari passo a quelli di personalità. Il giocatore però, soprattutto a Siviglia e Monaco ha dimostrato di essere quel centrocampista che ogni allenatore vorrebbe, capace di interrompere le azioni avversarie e far ripartire l’azione. Gabigol invece, rappresenta l’oggetto misterioso di questa Inter, arrivato in pompa magna si è subito congedato per un paio di settimane in vacanza. Una volta tornato si è visto per pochi scampoli di partita contro il Bologna, per poi sedersi in panchina e non entrare più in campo. De Boer gli ha preferito Jovetic ed Eder, decisione alquanto discutibile che non ha portato gli effetti sperati dal tecnico olandese.

Leggi anche:  Serie A femminile, questo fine settimana si disputa la nona giornata

La gestione Allegri con i giovani deve essere d’esempio, ha saputo inserire con pazienza i vari Dybala, Pogba e De Sciglio. Magari 15 minuti a partita, una presenza da titolare ogni tre partite, ma non è possibile ad esempio veder giocare Gnoukouri per due partite consecutive e poi lasciarlo in panchina per due mesi. Ci vuole equilibrio, caratteristica che l’Inter di rado ha avuto, ma che piaccia o no, è la chiave per arrivare al successo.

  •   
  •  
  •  
  •