Roma, con la cessione di Strootman la rivoluzione di Monchi è completa

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui
ROME, ITALY - APRIL 10: Kevin Strootman of AS Roma during the UEFA Champions League Quarter Final second leg between AS Roma and FC Barcelona at Stadio Olimpico on April 10, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Kevin Strootman – Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Strootman al Marsiglia di Rudi Garcia, che dopo la chiesa riporta anche il predicatore al centro del villaggio. Strootman, uomo immagine della Roma del tecnico francese, la lavatrice di centrocampo. Olandese con i piedi per terra, tecnico e mai lezioso. La squadra giallorossa perde un professionista, grintoso e di sostanza.  Vittima di malaugurato lavoro di chirurgia si è saputo ricostruire una carriera anche se all’apparenza senza la stessa freschezza e forza del suo arrivo nella Capitale.

E con Strootman si completa, sembrerebbe, la rivoluzione fortemente voluta dal direttore sportivo Monchi che in una sessione estiva ha venduto due terzi del centrocampo titolare e il portiere della scorsa stagione. Questa di Strootman sembra la meno giustificabile al tifoso. Nessuna apparente esigenza di bilancio, men che meno una necessità comportamentale visto l’attaccamento del giocatore alla squadra e al gioco. Non si parla più di bandiere anche perché le cifre in ballo sono imponenti ma fino a luglio, fresco di rinnovo, Strootman dichiarava “Non ho mai parlato e pensato di andare via. Ho rinnovato 12 mesi fa per 5 stagioni. Io sono felice qui. Se non mi mandano via, rimango.”

E ora? La Roma almeno numericamente dovrebbe avere degni sostituti. Che siano all’altezza lo dirà il campo. L’ipotesi di un centrocampo tutto italiano con capitan De Rossi, Cristante e Pellegrini Lorenzo ha avuto un primo riscontro insoddisfacente ma una rondine non fa primavera. In una Roma mai così autoctona da anni, la scelta di svecchiare e di privilegiare giocatori italiani è quasi sui generis per la Serie A. Via il combattente Strootman e la certezza della diga a centrocampo e spazio, obbligato, in futuro per i due già citati Cristante e Pellegrini e per Zaniolo e Coric, altra scommessa di Monchi con un riscontro tutto da verificare.

Il primo verdetto del posticipo serale, Roma – Atalanta, è stato un pareggio, pirotecnico ed entusiasmante ma al tempo stesso assurdo per contenuti tattici. Di Francesco dovrà registrare le cose oltre a battere i pugni e fratturarsi le mani perché oltre alla maglia, alla squadra e ai giocatori contano solo i risultati. Le parole volano, i fatti restano.

 

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