Euro 2016, Rooney, Austria e San Marino. Storie di record, lacrime e cuore

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

rooney

EURO 201650. 14. 22. No, non stiamo impazzendo né il vostro pc è da rottamare. Non è matematica, anche se cosa non lo è? Certo sono numeri, e su questo non ci si può sbagliare. Sono numeri pesanti, sono numeri che segnano la storia del calcio. Il caso ha voluto che li ritrovassimo tutti in una sola serata, quella di ieri, durante le partite di qualificazione ad Euro 2016, che si disputerà in Francia il prossimo giugno. Partiamo dal 50. Il calcio inglese ha un nuovo best striker. Wayne Rooney da ieri sera è il giocatore più prolifico di sempre con la maglia della nazionale dei tre leoni. Con il rigore messo a segno nel finale di gara contro la Svizzera, l’attaccante del Manchester United ha staccato Bobby Charlton, fermo a 49 reti con l’Inghilterra, e si è preso lo scettro di miglior marcatore di tutti i tempi. Tutto con la fascia da capitano al braccio. Serata che di certo non potrà dimenticare il ragazzo di Liverpool.

L’avventura di Rooney con la nazionale inglese comincia nel febbraio 2003, quando esordisce poco più che 17enne. Dimostra subito di essere legato ai record personali, tanto che il 6 settembre dello stesso anno non solo mette a segno il primo gol in assoluto con la sua nazionale, ma entrerà nella storia come giocatore più giovane ad aver segnato con la nazionale maggiore. Settembre è di sicuro il mese a cui più è legato il 30enne dello United.

A lui è legato anche un aneddoto davvero curioso, e la nazionale ne è parte integrante. Suo zio, il signor John Morrey, nel lontano 1998 scommise sul nipote. Si sa, in Inghilterra si può scommettere anche sul colore della borsa della Regina, ma il sig. Morrey volle investire 200 sterline sul nipote tredicenne. Era convinto che Rooney avrebbe giocato i mondiali del 2006 in Germania. Quotazione: 300 a 1. Ebbene, Rooney nel 2006 era in Germania, da dove ne venne fuori ai quarti di finale con un’espulsione per il calcio rifilato a Ricardo Carvalho e la lite con l’allora compagno di squadra allo United Cristiano Ronaldo, ma comunque il Mondiale lo ha giocato. Per la sua gioia, ma crediamo soprattutto per quella di zio John, che ha ritirato ben 50.000 sterline per una scommessa giocata otto anni prima.

Veniamo al 14. Questo numero è interamente dedicato alla nazionale di San Marino. Sono 14 infatti gli anni passati dall’ultimo gol in trasferta, 2 dall’ultimo in assoluto. Una nazionale che, si sa, è considerata la squadra materasso di tutti i gironi di qualificazione in cui viene sorteggiata. Una squadra che detiene il record di sconfitte consecutive, 60, dal 4 settembre 2004 al 14 ottobre 2014, il record di partite senza vittorie, 68, dal 1990 al 2004, e il record di partite consecutive senza segnare un gol, 20. Non vogliamo denigrare San Marino, anzi. Queste parole vogliono solo essere un elogio alla bellezza. La bellezza di vedere esultare dei ragazzi che vengono presi a schiaffi puntualmente da mezza Europa. Esultare per un gol. Non un punto. Non una qualificazione. Un gol. Un’esultanza da gol in finale mondiale, una scena meravigliosa. Di quelle che fanno bene all’anima. Vilnius e il gol alla Lituania di Matteo Vitaioli resteranno due fotografie memorabili. E il 14 si può stracciare.

Alla fine il 22. Non sono nient’altro che i punti ottenuti in questo girone di qualificazione ad Euro 2016 dall’Austria, che ieri sera grazie al 4-1 in casa della Svezia di Ibrahimovic si è qualificata come prima indiscussa del gruppo. Pensate che la Russia è seconda a 14 punti. La notizia è che è la prima volta in assoluto che la nazionale austriaca si qualifica alla fase finale di un Europeo. Nel 2008 era presente certo, ma solo in qualità di organizzatrice della competizione assieme alla Svizzera.

Su otto partite giocate l’Austria del tecnico Marcel Koller ne ha vinte 7 e pareggiata una. Nessuna sconfitta sul cammino verso Euro 2016. Una squadra tecnica, molto tecnica, con un attacco che fa invidia a molte grandi. Ma questo non è un pezzo sui tecnicismi e sulle cose noiose del calcio. Questo è un pezzo sul cuore, sull’anima di questo sport. Sui sogni e le emozioni che regala, molteplici e varie. Si perché si può esultare per una qualificazione storica, per un record di cui tutti si ricorderanno, ma anche per un gol, un semplice gol. Quella parolina che muove tutto questo gioco. Motivazioni diverse, ambizioni diverse, storie diverse. Una sola la passione, una sola l’anima.

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