El Shaarawy: “La maglia azzurra è il sogno di tutti. A Roma per dare una svolta alla carriera”

Pubblicato il autore: Saverio Felici Segui

El Shaarawy
Senza esagerazioni, è legittimo affermare che questo sia il momento migliore della (ancora breve) carriera di Stephan El Shaarawy. A soli 23 anni, l’attaccante italiano di origini egiziane può già vantare almeno tre fasi diverse della sua vita di calciatore professionista: da giovanissima promessa del calcio internazionale durante la sua prima, straordinaria stagione al Milan, a oggetto misterioso, probabile ennesima grande promessa non mantenuta del calcio italiano (à la Balotelli, per dire) nei successivi due anni e mezzo, che tra continui infortuni e prestazioni opache lo hanno portato ai margini del suo Milan prima, del Monaco poi; infine, da un paio di mesi a questa parte, la rinascita alla Roma di Luciano Spalletti, dove ha fin da subito ritrovato la voglia e l’entusiasmo, oltre a quel pizzico di fortuna che da quasi tre anni sembrava averlo abbandonato. Ora El Shaarawy è di nuovo sulla cresta dell’onda, come e più di tre anni fa. La sua vera carriera sembra essere iniziata ora, e dal ritiro della Nazionale Italiana di Antonio Conte (che non gli ha certo fatto attendere la convocazione) ha rilasciato una lunga intervista al sito vivoazzurro.it. Parole che qui vi riproponiamo.

La Nazionale Italiana?

E’ sicuramente importante, indossare la maglia azzurra è il sogno di tutti i calciatori. E’ una sensazione stupenda, la Nazionale maggiore è il traguardo più importante di tutti.

La chiave del tuo successo?

Ancora più delle qualità conta la testa, la fame di arrivare e la concentrazione sul proprio lavoro. Si può avere talento, ma senza una vera vita da atleta certi livelli non si raggiungono. La differenza la fa la testa.

Le tue origini?

Ho visitato l’Egitto da piccolo e mi ha molto colpito. E non solo i paesaggi e la storia. Siamo andati a trovare la famiglia di mio padre, e lì ho ricevuto tantissimo affetto. Questo mi ha legato veramente all’Egitto.

L’Europeo Under16?

Avevo il numero 10. Non andò benissimo, ma fu comunque una bella esperienza con un bel gruppo. Eravamo una squadra forte, giocavamo insieme in Primavera, però beccammo la Germania e uscimmo presto. Ho trascorso anni con quei ragazzi, uno di loro gioca nel Savona, la mia città. Eravamo prima di tutto amici, abbiamo passato molto tempo insieme.

Il mondiale in Nigeria?

Bella esperienza, arrivammo in un paese con una cultura del tutto diversa. E’ stato quasi scoprire un altro mondo. In campo arrivammo quasi in fondo, uscimmo mi pare con la Svizzera. Lo Spray lo usavamo per le zanzare più che altro (ride, ndr).

Il compleanno in Nigeria?

Dopo la cena è arrivata anche la torta, mi ha fatto molto piacere. C’era molta sicurezza, eravamo sempre scortati. Tra i 15 e i 17 anni sono stato sempre in Nazionale.

Il ricordo più bello?

La qualificazione per il mondiale. Avevamo vinto una partita ed eravamo mi sembra in Austria. Abbiamo deciso di festeggiare nella piscina dell’albergo, con la musica e tutto. Mi sono divertito molto con quel gruppo.

Il sogno in nazionale?

Il più vicino è giocare l’Europeo. E’ il mio primario obbiettivo. Sono arrivato a Roma per rimettermi in gioco e dare una svolta alla mia carriera. Andare agli Europei sarebbe il traguardo più importante.

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