L’editoriale di Ugo Russo – La nazionale perde i pezzi

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

CatturaMeno di due mesi all’inizio dell’Europeo francese e la squadra italiana, già oberata da tanti problemi e poche certezze, deve fare i conti con gli infortuni che hanno colpito giocatori che sicuramente ci avrebbero rappresentato in terra transalpina. Quello di Marchisio (operato con successo per la rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro, previsti sei mesi di stop) é solo l’ultimo incidente che ha colpito calciatori in predicato di andare a giugno in Francia. Poco prima di lui Perin, che non sarebbe stato titolare, é vero, ma in molti, forse anche lo stesso Conte, lo vedevano come secondo dell’eterno Buffon.
E mettiamoci pure Verratti, da tempo fermo con il Paris Saint-Germain per una fastidiosissima pubalgia e se sarà presente, almeno all’inizio, non sarà sicuramente in condizioni ottimali.
Chiellini tarda a rientrare nella Juventus: prima il maledetto polpaccio che lo ha tormentato, ora l’adduttore della coscia, così chissà in quale stato fisico potrà essere disponibile per Conte, che fa molto affidamento sul difensore bianconero. Per la verità é tutta la BBC juventina (Barzagli-Bonucci-Chiellini), che forma la difesa titolare azzurra davanti a Buffon, la principale risorsa azzurra per una manifestazione continentale in cui si spera di prendere pochi gol e con ciò fortificare ambizioni di una buona/buonissima posizione finale. Anche Bonucci e Barzagli sono tornati in campo dopo noie fisiche più o meno fastidiose, ma fortunatamente ora stanno giocando e danno notevole contributo alla causa juventina.

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Non é escluso che Conte voglia convocare anche colui che sta sostituendo attualmente Chiellini, il giovane Rugani, che dopo un inizio balbettante sta sempre più affinando l’intesa con gli altri due compagni di reparto nella Juventus.
Ancora un mese per terminare la stagione, tra serie A e finale di Coppa Italia. Stagione massacrante si dice e non si capisce perché, visto che le compagini indigene sono da tempo fuori dalle Coppe europee per club e all’estero tante squadre stanno giocando sinceramente più delle nostre. Come se i calciatori italiani, con tutto il rispetto per le successive due categorie menzionate, facessero di mestiere i netturbini o i panettieri, e non il lavoro più bello del mondo che li dovrebbe far trovare sempre pronti allo sforzo fisico. La speranza é che anche i giocatori delle nazionali più quotate all’ombra della Torre Eiffel si faranno trovare con la lingua di fuori.
Certo Antonio Conte vorrebbe che fosse già tutto deciso per scudetto, assegnazione dei posti in Europa e financo nell’area retrocessione per far risparmiare un pò di energie ai suoi giocatori.
Infortuni, nefasto argomento del nostro articolo. Il gravissimo stop di Marchisio e le condizioni ancora incerte di Verratti creano un grande problema al selezionatore azzurro. Entrambe pedine insostituibili del nostro centrocampo, la loro assenza potrebbe indurre Conte a modificare l’assetto tattico sul terreno di gioco, con la difesa a quattro e tre nella zona mediana. Ancora tre in avanti con il “responsabile” della fascia destra, che potrebbe essere Candreva, a dare, con frequenza, una mano ai compagni più arretrati.
Ma come sostituire Marchisio cui Conte voleva affidare le chiavi del centrocampo? Si fanno i nomi di Montolivo (già in nazionale ma che viene da una stagione poco felice), Soriano (otto presenze in maglia azzurra ma prendere sulle spalle la squadra sarebbe, probabilmente, un compito improbo per lui), Jorge Luiz Frello Filho, al secolo Jorginho (una sola presenza con pochi minuti con l’Italia, poca intesa con gli altri, se si eccettua Insigne, difficile possa essere colui che saprà risolvere i problemi), il lentissimo Thiago Motta.

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E allora? Rumors dall’America parlano addirittura di un clamoroso ritorno in azzurro di Pirlo ma manca il tempo per poterlo presentare a giugno in condizioni accettabili.
Abbiamo citato la difesa con i nomi su cui puntare, negli altri reparti non sembrano esserci giocatori da farci sognare, perché anche in attacco… Ma proprio nelle situazioni più ingarbugliate la nazionale italiana ha saputo tirar fuori exploit inattesi. Vero é, però, che poteva schierare grandi giocatori che, al momento, non sembrano esserci. Insomma, grattacapi di niente per Conte che, a sua volta, il giorno del ritorno in Italia della nostra comitiva prenderà un aereo con destinazione aeroporto di Heathrow per cominciare la sua avventura sulla panchina del Chelsea. Avrà, dunque, modo per dimenticare in fretta o, invece, come auspichiamo e dato che la speranza é l’ultima a morire, per raccontare la recente bella esperienza dell’Europeo al timone dell’undici azzurro.
In tutte queste incertezze e necessità di arrangiarsi alla meglio un gesto di coesione, di stima e di amicizia: Perin, infortunatosi la settimana prima di Marchisio, ha fatto gli auguri allo juventino e lo ha invitato a guardare gli Europei assieme, davanti alla tv. Se questo sarà lo stesso spirito che saprà unirli fuori e dentro dal campo gli azzurri che andranno in Francia potranno avere qualche possibilità in più. In un calcio di poca sostanza e fatto di momenti e sensazioni, la strada tracciata dal portiere del Genoa é fatta di prerogative che portano comunque risultati.

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