E’ un’Italia scarsa, Conte: “Il calcio italiano è in difficoltà”

Pubblicato il autore: Armando Suma Segui
Italia scarsa

Nonostante la nostra passione per la Nazionale di calcio italiana, abbiamo molti dubbi sulle possibilità di far bene agli Europei (Fonte foto: www.telegraph.co.uk)

Quali sono le reali possibilità di successo della Nazionale di calcio italiana ai prossimi Europei che si disputeranno in Francia? Se andassimo a porre questa domanda in giro a dei perfetti sconosciuti, probabilmente riceveremmo ogni tipo di pronostico foriero delle sciagure degli Azzurri, ovviamente accompagnato da una disillusione poco esaltante. Riceveremmo risposte ed affermazioni che ormai siamo abituati ad ascoltare, del tipo: Questa è un Italia scarsa, probabilmente la peggiore che abbia mai visto andare ad un Europeo, non credo che passerà neanche il girone”. Recentemente il pessimismo dei tifosi italiani sui social è stato più che palpabile, tanto che sembrava fosse pronto ad inghiottirci da dietro lo schermo in un vortice nero di negatività. In particolare, il folto numero di aspiranti allenatori del web si è profondamente indignato per la scelta di Antonio Conte di portare agli Europei uno come Stefano Sturaro. Tra le altre scelte criticate ci sono quelle di portare in squadra Thiago Motta, Simone Zaza ed Emanuele Giaccherini. Il problema, però, non è il nostro Commissario Tecnico. Il problema è un altro.

Il fatto è che l’Italia, attualmente, non può contare su giocatori molto più forti rispetto a quelli che porterà agli Europei di quest’anno. Anche se si fossero fatte scelte diverse, la situazione non sarebbe cambiata drasticamente, per cui continueremmo, in un modo o nell’altro, a sentire la frase lapidaria: “Questa è un Italia scarsa, scarsissima“. In fondo, anche quando gli Azzurri vinsero i Mondiali del 2006, nessuno si sarebbe aspettato alla vigilia di quel torneo che l’Italia avrebbe conseguito un risultato di questa portata. Anzi, anche allora molti di noi nutrivano forti dubbi sulle possibilità della squadra allenata da Marcello Lippi. Però, ci sono buone notizie: Antonio Conte ha infatti reso pubbliche le sue idee circa la Nazionale, in maniera piuttosto onesta. In un’intervista rilasciata alla BBC, l’ex allenatore della Juventus ha infatti detto: E’ un momento molto difficile per il calcio italiano. Sappiamo di ciò, ma insieme possiamo superare questi scogli. Sarà un percorso molto difficile, lungo il quale compaiono sacrificio e lavoro duro. Per noi sarà molto importante avere un’identità: quando le altre squadre ci affronteranno, voglio che ci riconoscano”. Un classico per un allenatore come Conte, che alla Juventus ha fatto la sua fortuna inculcando nei suoi giocatori proprio termini come “spirito”, “sacrificio”, “lavoro duro”.

La fiducia dei tifosi azzurri è riposta in Antonio Conte (Fonte foto: www.iltempo.it)

La fiducia dei tifosi azzurri è riposta in Antonio Conte (Fonte foto: www.iltempo.it)

Queste brevi dichiarazioni di Conte significano, per vie trasversali, una cosa molto semplice, condivisa anche dai tifosi: l’Italia manca di giocatori di talento, pertanto se non lavorerà come un gruppo serio e non lotterà su ogni pallone, le possibilità di andare lontano saranno minime. Dunque, quest’ Italia scarsa affronterà nel suo girone squadre decisamente ostiche come Belgio e Svezia. Servirà il massimo per superare il turno, poi si vedrà. Senza ombra di dubbio, comunque, l’assenza di Marco Verratti a centrocampo abbasserà ancora di più le già lievi chance della nostra Nazionale. Anche Conte la pensa così: “Verratti è il miglior giovane della squadra, oltre ad avere una grande esperienza con il Psg”. Il futuro allenatore del Chelsea è piccato anche sulla questione dei giovani calciatori, nel senso che “Gli altri giovani sono forti, però non hanno esperienza internazionale. Per il momento, è molto, molto difficile trovare giovani calciatori davvero forti, per cui stiamo lavorando per diventare una buona squadra”.

Con gli Europei dietro l’angolo, intorno alla Nazionale c’è più pessimismo che altro. Ma nel calcio non si sa mai: magari quest’Italia scarsa ci sorprenderà per l’ennesima volta.

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