Ekdal, parole di fuoco: “Chiellini? Un maiale, un simulatore come tutti gli italiani”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

chiellini
La partita tra Italia e Svezia sta per cominciare, ancora qualche minuto e suoneranno gli inni nazionali, poi il calcio d’inizio. Italia e Svezia si sono già incontrate all’Europeo di dodici anni fa, celebre fu il pareggio combinato tra Ibra e i danesi: un biscottone che permise alle due nazionali di andare a braccetto ai quarti di finale. Oggi si ripropone questa sfida e a far rumore sono le dichiarazioni di Albin Ekdal, ex Cagliari e Juve.
Ekdal spara a zero sulla nazionale azzurra e in particolar modo sul suo vecchio compagno di squadra Giorgio Chiellini“Giorgio è una persona eccezionale, lo considero un amico – queste le parole dello svedese -, ma in campo si trasforma, diventa un altro, è come se sul terreno verde vedessimo un’altra persona. Si comporta come un ‘maiale’, gli piace fare scena e influenzare gli arbitri. Io in Italia mi sono trovato sempre bene ma questo modo di fare è classico di voi italiani, Chiellini è un cascatore, uno che  vuole ingannare.
Ekdal ha continuato il discorso, provando a incentrare la questione sulla sfida di oggi pomeriggio.
“Ancora mi ricordo che quando arrivai alla Juve, Chiellini mi trattava benissimo, quasi come un fratellino. E’ una persona magnifica, io non avevo ancora preso la patente e lui mi scorrazzava in giro per Torino. Io non critico la persona, ma il calciatore, Giorgio è un uomo eccezionale, ma in campo si trasforma. Gli piace fare scena e influenzare gli arbitri, gli piace usare ogni mezzo per portare a casa il risultato. Noi, continua il centrocampista svedese, dovremo fare altrettanto e provare a comportarci di conseguenza. Forse dobbiamo provare a farlo innervosire ma non sarà facile, lui non è uno sprovveduto.
Parole che fanno rumore, perchè anche se Ekdal non mette in dubbio la moralità del Chiellini uomo, critica pesantemente l’atteggiamento del Chiellini giocatore e anche di tutta la cultura italiana. E’ vero che spesso la nostra indole ci porta a cercare scappatoie e vie secondarie per ottenere la vittoria, ma ormai fare distinzioni di questo tipo pare fuori moda. Tutto il mondo è paese, la furbizia spinta all’eccesso non è consona solamente al temperamento italico, è cosa comune. L’Europeo del 2004 ci ha insegnato tante cose.
Ma ora si comincia, basta chiacchiere!

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