Euro 2016: “Conte sei pazzo a non aver chiamato Giovinco”, te lo dice Tornaghi

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

 

Spettacolo Giovinco
Paolo Tornaghi è un portiere italiano, gioca nella Mls degli Stati Uniti ma milita in una franchigia canadese. Riprendiamo la sua intervista. Paolo è l’estremo difensore dei Vancouver Whitecaps: un passato nella Primavera dell’Inter con Bonucci e Balotelli e un presente in Canada.

Parafrasando la canzone di Tonino Carosone, nel 2012 Tornaghi ha “voluto fare l’americano”, accettando l’offerta dei Chicago Fire prima di trovare la sua dimensione ideale a Vancouver, dove gioca da due stagioni.


Paolo, partiamo dall’attualità. Il Ct dell’Italia Antonio Conte ha giustificato la mancata convocazione di Pirlo e Giovinco con il basso livello, a suo dire, del calcio americano. Una frase a cui il patron della Mls Simon Borg ha risposto duramente, parlando di “frasi da provinciale”. Chi ha ragione?

«Qui in America si gioca un calcio non di prima fascia come quello europeo, ma sicuramente di buon livello. Quest’anno Giovinco ha fatto una stagione da assoluto protagonista. Forse andava convocato, non lo so: sarà il risultato dell’Italia agli Europei a dire se Conte ha fatto bene a lasciarlo a casa

A proposito di Europei, l’Italia li ha cominciati alla grande. Cosa ti aspetti adesso dagli Azzurri?

«Anche se le nostre qualità tecniche sono inferiori rispetto a qualche anno fa, la Nazionale sembra avere grande compattezza e la partita con il Belgio l’ha dimostrato. L’unità del gruppo sarà la nostra arma in più

A quasi 40 anni, Buffon è ancora lì a difendere i pali dell’Italia. In ottica futura, chi potrebbe essere il suo erede?

«Il più pronto a prenderne il posto è Sirigu. Gioca in un grande club e ha già disputato partite di altissimo livello con il Paris Saint Germain. Con Sirigu titolare, Donnarumma avrà il tempo di maturare completamente per difendere la porta della Nazionale negli anni a venire.»

Proviamo a tracciare insieme un parallelo tra calcio italiano e americano. Cominciamo dai portieri: quali sono i pregi e i difetti degli estremi difensori statunitensi rispetto a quelli del Bel Paese?

«I portieri americani hanno una diversa concezione del ruolo rispetto all’Europa. Sono molto bravi nell’uno contro uno e giocano in modo simile ai portieri di hockey – i cosiddetti “goalie” – che con il corpo riescono a coprire tutto lo specchio della porta. Ma tendono a portarsi dietro un brutto difetto: sono meno preparati nelle uscite e sull’attacco della palla. In ogni caso, parliamo di portieri quasi sempre di ottimo livello.»

C’è qualcosa del calcio americano che dovremmo copiare per migliorarci?

«Ciò che manca in Italia, secondo me, è l’idea di spettacolo che Americani e Canadesi hanno del calcio e dello sport. Anche qui il risultato è la cosa più importante, ma negli Stati Uniti si dà molta più attenzione all’esperienza di divertimento e di spettacolo vissuta nel pre e nel post partita, e non solo nei novanta minuti. Solo così i tifosi possono gustare pienamente lo spettacolo vissuto allo stadio.»

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