Euro 2016 e la riscossa del calcio britannico

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

Euro 2012 - Irlanda vs. Croazia
Forse gli unici a non sorridere di questo saranno gli scozzesi, ma Euro 2016 può già essere ricordato come la rassegna della riscossa del calcio britannico. Non considerando, infatti, solo la Scozia, unica a non qualificarsi, in Francia già in partenza c’erano praticamente tutte: l’Inghilterra, e fin qui poche sorprese, ma anche il Galles e l’Irlanda del Nord e, uscendo dal Regno Unito ma rimanendo nell’area, l’Irlanda. E tutte hanno superato la prima fase.

Se l’Inghilterra ha mostrato tanta corsa e una buona qualità di gioco, che però spesso non viene concretizzata con reti, le altre (soprattutto le due irlandesi) si sono invece contraddistinte per un gioco senza fronzoli e molto essenziale, che, però, sembra aver portato dei risultati. E’ un traguardo storico e lo è ancor di più se si considera che un ottavo di finale sarà un derby, quello tra Galles e Irlanda del Nord e quindi almeno una britannica sarà ancora in gioco anche nei quarti. Ma analizziamole una alla volta, soprattutto dal punto di vista storico.

Obbligatorio partire dalla più forte, che comunque non ha vinto il suo girone, l’Inghilterra. E’ certamente la squadra che gioca meglio delle quattro, quella con più storia e che, volendo, ha più chance di andare fino in fondo. Contro la Russia tanto bel calcio, ma il vantaggio è arrivato solo su punizione nel finale e non è stato neanche mantenuto. Contro il Galles si rischiava di perdere, salvo poi recuperare tutto nel finale e vincere la gara. Contro la Slovacchia non male ma alla fine solo 0-0. Rooney arretrato fa bene, ma è sprecato. Kane, Vardy e Sturridge non incidono per come dovrebbe una vera punta. L’attacco ne risente e può essere questo il vero limite dei ‘Tre Leoni’, che però contro la piccola Islanda negli ottavi sulla carta partono favoriti. La storia dice che l’Inghilterra al massimo si è spinta fino alle semifinali e che l’unico trofeo degli anglosassoni risale a quel Mondiale tanto contestato nel 1966. Insomma, presenza fissa, ma trofei pochi. Non è tra le favorite quest’anno, ma prova a farsi strada a luci spente.

Il Galles, e qui veniamo alle vere sorprese di Euro 2016. Due stelle: Ramsey a centrocampo e Bale in attacco. Poi il nulla. O forse no. In effetti i gallesi hanno fatto davvero bene, vincendo con merito le sfide contro Slovacchia e Russia, perdendo solo nel recupero contro l’Inghilterra e meritandosi il primato nel gruppo B. Ora la sfida contro l’Irlanda del Nord, dove partono favoriti e si candidano per un posto nei quarti. Proprio ai quarti arrivarono i britannici nella loro, prima di questa, unica partecipazione in una fase finale di una grande competizione, il Mondiale del 1958. All’epoca fu un diciottenne di nome Pelè e che giocava nel Brasile a cacciare il Galles, che da allora non ha più messo piede in un grande torneo, fino a questo esordio assoluto negli Europei. Occupare la parte meno “intasata di big” del tabellone può dare una mano a spingersi dove nessuno penserebbe mai.

L’Irlanda del Nord è un’altra grande sorpresa. A differenza del Galles ha qualche presenza in più in grandi tornei, ma solo ai Mondiali. Nel 1958 si spinse fino ai quarti, nel 1982 e 1986 uscì di scena subito. Mai, però, era arrivata agli Europei. L’allargamento a 24 squadre ha sicuramente dato una grossa mano. Il girone con Germania e Polonia sembrava proibitivo e così per avere speranze l’unica era vincere contro l’Ucraina, che sulla carta era comunque più forte. Detto fatto. Un bel 2-0, che unito alle sconfitte annunciate ma moderate contro le altre due, ha permesso ai nordirlandesi di rientrare nella cerchia delle ripescate grazie a una differenza reti migliore rispetto ad altre. L’ottavo contro il Galles sarà sicuramente uno spettacolo sugli spalti.

E infine, l’Irlanda. Politicamente è distaccata dalle altre, essendo repubblica a parte, distaccata dal Regno Unito. Geograficamente e calcisticamente, invece, è accomunata alle nazionali di cui si è appena detto. Se guardiamo ai Mondiali, l’Irlanda ha un po’ di storia in più con tre presenze nel 1990, 1994 e 2002 e nei primi due casi addirittura con passaggio del turno. Negli Europei solo due qualificazioni prima d’ora, nel 1988 e nel 2012, sempre fuori al primo turno. Sembrava essere questo il destino anche stavolta, dopo il pareggio sfortunato contro la Svezia e la debacle contro il Belgio, ma il successo contro una spenta Italia ha regalato la gioia del ripescaggio, addirittura come seconda nella graduatoria delle migliori terze (meglio solo la Slovacchia). La sfida contro la Francia sembra proibitiva, ma sognare fa bene a tutti.

Il calcio britannico si prende Euro 2016. Forse non vincerà nessuna di queste, ma la goliardia tipiche di questi popoli ancora per un paio di turni ci terranno compagnia.

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