Euro 2016, la verità sulla follia degli hooligans croati

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

croazia
Gli episodi deplorevoli degli hooligans croati a pochi minuti dal termine del match tra Croazia e Repubblica Ceca (2-2) non sono certamente una novità e, cosa ancor più sconcertante, non saranno nemmeno gli ultimi. Il movente di questa follia ha però un nome e cognome: Zdravko Mamić. Ma andiamo con ordine.

Chi è Zdravko Mamić?

Costui è il padre padrone del calcio croato. Attualmente è il vicepresidente della Federcalcio croata (HNS) e fino a pochi mesi fa ha ricoperto anche la carica di vicepresidente della Dinamo Zagabria. Al momento è un semplice “consulente esterno” della società, ma in realtà la Dinamo (alias la sua creatura, e presto scoprirete perché) è più che mai salda nelle sue mani.
Nel corso della sua lunga e controversa carriera da dirigente la lista dei capi d’imputazione nei suoi confronti è bella nutrita: corruzione, appropriazione indebita, evasione fiscale, falso in bilancio e chi più ne ha più ne metta. Per alcune di queste accuse è stato prosciolto, per altre invece ci sono dei processi in corso. E’ stato diverse volte in carcere nella misura di custodia cautelare assieme al fratello Zoran (attuale tecnico della Dinamo, guarda caso…), uscendone ogni volta su cauzioni milionarie e tornando al suo posto come se nulla fosse.
Per non parlare del fatto che la Dinamo è un po’ il suo bancomat, con qualche milioncino che saltuariamente sparisce misteriosamente dalle casse della società. Senza contare l’evasione fiscale in merito ai trasferimenti dei vari Modrić, Ćorluka, Mandžukić, Lovren, Kovačić, Brozović, Halilović, solo per citarne alcuni.

E la cosa più sconcertante è il fatto che le istituzioni non possono, o peggio ancora, non vogliono fare nulla per fermarlo.

 

Le marionette Šuker e Čačić

Dal 2012 Davor Šuker è il presidente della Federcalcio croata grazie a, manco a dirlo, Mamić, che lo ha fortemente voluto insediare a capo della Federazione. Questo perché Šuker è quello che i croati chiamano “mamićevac“, ossia un fedelissimo di Mamić, il quale può ora tranquillamente perseguire la politica dettata dal suo “datore di lavoro”.

Un altro mamićevac è anche il ct della nazionale 
Ante Čačić. L’ex tecnico della Dinamo ha preso il posto di Niko Kovač nel corso delle qualificazioni all’Europeo di Francia. Ufficialmente Kovač è stato esonerato per gli scarsi risultati (pareggio contro l’Azerbaigian e sconfitta con la Norvegia) che per un attimo hanno fatto traballare la partecipazione della Croazia a Euro 2016. Ufficiosamente invece, il suo esonero è legato al deterioramento dei suoi rapporti con Mamić. L’attuale tecnico dell’Eintracht Francoforte avrebbe infatti deciso di “fare di testa sua” non convocando più giocatori della Dinamo, firmando di fatto la propria condanna. Silurato Kovač, la scelta è ricaduta sul fedelissimo Čačić.

Con Čačić in panchina ora finalmente i “gioielli” della Dinamo sono in bella mostra nella vetrina della nazionale, con i loro prezzi che lievitano per la gioia dell’onnipresente Mamić. Questo spiega perfettamente l’esclusione di
 Alen Halilović, talento di proprietà del Barcellona e protagonista di un’ottima stagione con la maglia dello Sporting Gijon, ai danni dei “fenomeni” della Dinamo Ante Ćorić e Marko Rog.

Un campionato falsato

La Dinamo ha vinto gli ultimi undici campionati consecutivi e l’ultima volta a non essersi laureata campione di Croazia è stato nella stagione 2004/05 quando a trionfare è stato l’Hajduk Spalato. Fin qui nulla di strano visto che quella di Zagabria è la squadra economicamente e tecnicamente più forte sul suolo croato. Tutto vero, peccato però che la Dinamo inizi ogni campionato con un bel +12 in classifica. Come? E’ semplice. Un’altra società zagabrese, il Lokomotiva, ha da sempre partecipato nelle serie minori ma nel 2006 arriva la svolta con Mamić che decide di stringere un accordo di simbiosi tra le due società. Ecco quindi che il Lokomotiva diventa ufficialmente la sorella minore della Dinamo, dove far crescere i giovani talenti della sorella maggiore. Il conseguente cospicuo afflusso finanziario e il considerevole innalzamento tecnico portano alla promozione nella massima serie al termine della stagione 2008/09.
E quindi il +12? Eccoci. Il campionato croato è composto da 10 squadre che si affrontano in un doppio girone di andata e ritorno per un totale di 36 giornate. Ciò significa che Dinamo e Lokomotiva si affrontano per quattro volte in stagione e stranamente la sorellina minore esce sconfitta da tutti gli scontri diretti. A tal proposito, come non ricordare una sfida di due anni fa quando il Lokomotiva si trovò in vantaggio per 3-1 fino all’83esimo, prima di cedere clamorosamente 3-4. Solo un caso? Come no… Ecco spiegato il +12.

Hooligans vs Federazione

Ed eccoci finalmente giunti ai disordini di venerdì scorso. E’ chiaro che tutto questo ha fatto esplodere la rabbia, a lungo covata, di tanti tifosi nei confronti di questo fantomatico Zdravko Mamić. I più accesi in questo senso sono i membri della “Torcida“, la tifoseria dell’Hajduk: un po’ per la frustrazione dovuta al fatto che la loro squadra, storicamente la rivale principale della Dinamo, non è più in grado di reggere il confronto, un po’ per un sistema marcio e gestito da una sola persona che fa il brutto e il cattivo tempo. E non sono i soli perché anche i tifosi della Dinamo da diversi anni ormai boicottano la propria squadra. L’ultimo scudetto è stato festeggiato davanti a neanche mille persone…
Ecco allora che l’unico modo per vendicarsi di Mamić è quello di minare la nazionale. I disordini di San Siro nel corso della sfida tra Italia e Croazia, la svastica disegnata sul campo di Spalato prima del match sempre con gli azzurri, il lancio di petardi e fumogeni contro la Cechia dell’altro giorno a St. Etienne sono tutto tentativi mirati a sabotare la nazionale croata infliggendo così un duro colpo a Mamić. 

Quello contro la Repubblica Ceca era un pandemonio annunciato. Da giorni infatti girava voce nei media croati relativa a possibili disordini durante il match, con la frangia più estrema degli ultrà del St. Etienne che avrebbe aiutato i membri della Torcida nella loro opera di distruzione.
Poi evidentemente anche la polizia francese ha le sue responsabilità in merito, ma questo è già un’altra questione.
Quello che è successo non è altro che la conseguenza di un campionato e di una nazionale gestiti da una Federazione corrotta, interessata unicamente ai propri interessi e non certo al bene del calcio. Non a caso all’indomani del fattaccio di St. Etienne un giornale croato titolava :”Hooligans sugli spalti, hooligans negli uffici della Federazione”. A questo poi si aggiunge ovviamente anche l’insolenza dello Stato croato e delle sue istituzioni.

E’ chiaro che questo non può in alcun modo giustificare quello che è successo perché la nazionale non può essere ostaggio da parte di un gruppo di pazzi scatenati ma la loro rabbia, almeno in parte, è comprensibile. 
Ammende più o meno pesanti inflitte dalla UEFA, partite a porte chiuse e penalizzazioni in classifica non hanno minimamente scalfito la follia ultrà e, statene certi, ogni futura sanzione non farà altro che alimentare questa gentaglia a continuare la loro personale guerra contro la Federazione, ed episodi simili torneranno a verificarsi anche in futuro. Forse già a partire dalla gara con la Spagna
Il calcio croato è malato. E forse lo è da sempre stato… 
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