Euro 2016: Roma ama la Nazionale

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

UEFA-Euro-2016

L’Italia di Antonio Conte esordisce a Euro 2016 e la capitale si scopre innamorata della sua nazionale di calcio

Euro 2016 è una manifestazione partita in sordina, costellata più da eventi di cronaca nera che da folgoranti imprese sportive ed ecco allora che in casa Italia il profilo è basso e le aspettative minime.
Nonostante però le previsioni della vigilia, si scopre come Roma ami la nazionale di calcio più di quanto non ci si aspetti. La ama a tal punto che una delle sigle sindacali approfitta della partita per indire uno sciopero di 4 ore dei mezzi pubblici dell’ ATAC, dalle 20 alle 24, ovvero godiamoci la festa preparandola con un po’ di anticipo.
In verità non è che ci si accorga della differenza dato il servizio quanto meno discutibile di questi tempi.
La serata è tranquilla, locali semi vuoti e strade deserte in un giugno atipico per la capitale.
I tifosi in casa, spesso in famiglia, non hanno organizzato le solite rimpatriate per vedere la partite perché l’evento non è di quelli epocali e il clima elettorale ha esacerbato i toni e forse sfiancato quel poco di spirito di aggregazione.
Ti aspetti la debacle annunciata. “La più brutta nazionale di sempre” contro la seconda del ranking mondiale, il Belgio, pieno di campioni fatti o futuri.
E finora nessun pronostico disatteso in questo campionato europeo dove ha sempre vinto la favorita. Ecco che il silenzio domina per la città in ascolto televisivo con volume più basso del solito.
Inizio timido e spartito rispettato fino all’inatteso gol del “nuovo” fenomeno tascabile, il Giaccherini che Conte schiererebbe sempre e comunque. Il gol del fedelissimo e l’Italia degli sporchi e cattivi esplode in un boato.
Un “evvai” che stordisce il timido tifoso in giro per Trastevere.
Ma è solo un attimo, torna la quiete e l’attesa vedendo i muscolari “cinghiali” italici portare a casa il risultato e arrotondare il risultato in pieno recupero.
Partita finita, nessuna sbornia, solo l’allenatore con la guancia graffiata per l’esultanza.
Non ci credeva nessuno, forse neanche lui.
Una vittoria inattesa ha un sapore diverso e meraviglioso. Roma scopre di amare la nazionale perché così dimentica di essere assorbita da una crisi senza precedenti. Innamorata accorta aspetta cauta la prossima partita.
Meglio sorprendersi che rimane delusi.

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