Euro 2016: viaggio nella storia attraverso i “derby” della competizione.

Pubblicato il autore: Federico Libero Prestileo Segui

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Derby europei. In quest’edizione del Campionato Europeo di Calcio, ci è già capitato più volte di vedere a confronto delle nazionali intrinsecamente legate tra loro, che sia da un punto di vista storico, sociale o prettamente geografico.
Andiamo dunque alla scoperta di questi “derby” europei tra le nazionali che si sono ritrovate nello stesso girone.

Gruppo A: il primo “derby” di cui ci troviamo a discutere è probabilmente il più singolare di Euro 2016, si tratta di Albania-Svizzera. Non vi è un diretto legame storico tra le due nazioni, né tantomeno una vicinanza geografica, sarebbe naturale chiedersi a questo punto, che correlazione c’è tra queste due nazionali?
Per quanto riguarda il rapporto tra i due Paesi, tra la Svizzera e l’Albania ci sono delle politiche di cooperazione internazionale e di relazioni di collaborazione bilaterali, ma a livello strettamente calcistico quello che sorprende di più è l’altissimo numero di “stranieri” nella rosa dei 23 convocati di entrambe le squadre. La Svizzera tra questi ha 6 “albanesi”, mentre l’Albania conta 10 “svizzeri” su 23 giocatori. Gli “albanesi” che giocano per la Svizzera sono: Valon Behrami e Blerim Dzemaili (due conoscenze del nostro calcio di etnia albanese, ma di origini kosovare il primo e macedoni il secondo), Shani Tarashaj, Admir Mehmedi (macedone-albanese), l’ex Inter Xherdan Shaqiri e Granit Xhaka. Nell’Albania gli “svizzeri” sono Taulant Xhaka, fratello del sopraccitato Granit, Lorik Cana (cittadino svizzero dopo che si rifugiò durante la guerra del Kosovo), Frédéric Veseli, Naser Aliji, Arlind Ajeti, Mijien Basha, Gashi, Kukeli,Ermir Lenjani e Amir Abrashi. Con tutti questi giocatori di entrambe le nazionalità avrebbero potuto formare un’unica selezione.

Sempre nel  gruppo A possiamo citare anche l’incontro tra Albania e Romania, “derby dell’amicizia” poiché la Romania è stato il primo Paese a riconoscere lo Stato albanese.

Gruppo B: Nel gruppo B si prende tutta la scena lo scontro tra Inghilterra e Galles, che per la cronaca ha visto prevalere i più blasonati inglesi all’ultimo minuto per 2-1. Porsi delle domande sul senso di questa rivalità va oltre il superfluo poiché questo è l’unico derby vero e proprio. Si sono affrontate due delle quattro nazioni del Regno Unito, una sorta di “Home Nations Derby” ,  il primo in una competizione ufficiale, e dopo gli scontri verbali antecedenti al match, ci si doveva proprio aspettare un incontro al cardiopalma. Le aspettative non sono state deluse, complimenti agli inglesi e onore ai Dragons!

Gruppo C: In questo girone troviamo le rivalità più storiche (nel vero senso del termine) e di conseguenza anche le più sanguinose. La partita Germania-Polonia rievoca nell’immaginario collettivo la Campagna di Polonia del 1° settembre del 1939, che diede il via alla Seconda Guerra Mondiale.  Meno nota è invece la Guerra polacco-ucraina  svoltasi dal 1918 al 1919 al fine di ottenere il controllo sulla Galizia Orientale a seguito della dissoluzione dell’Austria-Ungheria, lo scontro si concluse con la vittoria della Polonia.
Per quanto riguarda invece Germania-Ucraina, il riferimento va alla cosiddetta “Partita della morte” che si svolse nell’estate del 1942 tra degli ufficiali tedeschi nazisti della Flakelf e una squadra operaia ucraina, la Start, a seguito di una pesante sconfitta subita dai tedeschi nell’incontro precedente.  L’incontro vide comunque vittoriosi gli ucraini, che secondo alcune fonti inattendibili e per lo più leggendarie, firmarono con quella vittoria la loro condanna a morte e vennero dunque uccisi dai nazisti. La vicenda non è mai stata resa nota nella sua versione reale, e fu fonte d’ispirazione di tre film tra cui “Fuga per la vittoria”.

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L’ultimo “derby” di questi gironi di Euro 2016 lo troviamo nel Gruppo F, è il derby di Mitteleuropa tra Austria e Ungheria, che ha visto gli ungheresi imporsi sui rivali per 2-0, con le reti di Szalai e Stieber. Il legame tra i due Paesi è notorio. Le due nazioni diedero vita all’impero austro-ungarico tramite un accordo tra la nobiltà ungherese e la dinastia asburgica nel 1867  che cessò di esistere solo al termine del Primo conflitto mondiale.

A questo punto noi speriamo in un Europeo avvincente e combattuto, ma senza più scontri in particolar modo fuori dal campo, e a seconda dei passaggi del turno e degli accoppiamenti conseguenti, ci auguriamo di poter assistere ad altri bei “derby”!

Eccovi un estratto del film “Fuga per la vittoria” del 1981 diretto da John Huston, con il grande Pelè come protagonista.

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