Euro2016: E l’Olanda? I motivi del flop

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
olanda

Nel vedere le partite della fase finale dell’ Europeo di calcio che si sta disputando in Francia, in tanti si staranno chiedendo come è stato possibile che non ci fosse la squadra olandese fra le 24 finaliste.

Possibile che i tulipani siano caduti così in basso da lasciare il posto a ungheresi, albanesi, slovacchi, romeni, svedesi, irlandesi del nord e del sud, islandesi etc?

Errori certamente ce ne sono stati: tre cambi di panchina in un anno; le ottime prestazioni delle sue avversarie sicuramente sottovalutate, la scarsa motivazione di alcuni campioni sempre vincenti ovunque a livello di club (Robben su tutti).

L’Olanda però, forte di una tradizione cominciata agli inizi degli  anni ’70 con lo strapotere esercitato in Europa e nel mondo sia a livello di club che a livello di nazionali, sta vivendo un momento di depressione calcistica frutto di un ringiovanimento di tutti i livelli del proprio movimento calcistico.

Gli olandesi hanno investito molto nelle infrastrutture perchè i loro stadi sono fra i più belli e fra i più godibili al mondo; hanno investito nel settore giovanile perchè dai loro vivai escono puntualmente calciatori promettentissimi e venduti ovviamente a caro prezzo; hanno puntato molto a far crescere il calcio già dalle scuole di primo grado e soprattutto è finita la generazione di fenomeni che hanno contraddistinto il calcio olandese negli ultimi quaranta anni.

Non ci sono più i Crujff, Rep, Neeskens degli anni ’70/80; non ci sono più i Gullit, Van Basten, Rijkard degli anni 90; non ci sono più i Cocu, i Bergkamp, i De Boer, i Van Persie, Schneider, Seedorf degli anni 2000/2010.

E se a livello di panchine molti di questi ex calciatori tutto sommato stanno proseguendo la loro carriera con buoni risultati, il caposcuola rimane sempre Guus Hiddink, condottiero di club e nazionali prestigiosi sempre con brillanti risultati seguito del sempre controverso Luis Van Gaal.

Alle loro spalle però non si intravedono CT di alto livello e questo è un gap che gli olandesi dovranno colmare se vorranno tornare ad essere competitivi.

Altra nota dolente è il campionato di calcio poco competitivo e scarso di contenuti tattici.
Alle spalle di Ajax, Psv Eindhoven e Feejenoord c’è il vuoto assoluto: le altre squadre corrispondono ad una serie B di medio livello di altri campionati e il livello tecnico tattico è decisamente scadente: difese arruffone, valanghe di gol, portieri da gag.

Soprattutto il calcio olandese sconta il fatto che – come ha sempre fatto del resto – i propri giovani migliori vengono sempre ceduti alle squadre dei campionati più importanti dietro lauti compensi.
La differenza, però, è che mentre una volta venivano ceduti fior fior di campioni quali quelli citati, oggi nelle prime tre squadre olandesi non ci sono calciatori di tale caratura ma che comunque lo stesso vengono ceduti per vil denaro.

L’ovvia conseguenza è che il campionato si impoverisce sempre di più perchè i giovani talenti vanno all’estero; gli stranieri bravi  non sono allettati dal giocare in un campionato mediocre che dovrà importare stranieri che rappresentano sempre grandi scommesse.

E se la nazionale poi viene eliminata da Turchia e Repubblica Ceca un motivo ci sarà…

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