Il lento declino della Nazionale Italiana

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
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Con l’avvicinarsi a questo Europeo, i dubbi e le perplessità sulla rosa azzurra sono sempre più evidenti: non convincono alcune scelte del ct Antonio Conte di schierare un pacchetto troppo juventino, lasciando poco spazio alla meritocrazia. Insomma, la Nazionale e la Juventus, diventano sempre più un binomio perfetto.

La squadra bianconera è quella indubbiamente più forte del nostro campionato, e lo testimoniano i 5 scudetti consecutivi conquistati. Di conseguenza, è normale pensare che i calciatori italiani più forti giochino proprio a Torino sponda Juve: Buffon, Chiellini, Barzagli e Bonucci, rappresentano da anni il blocco di difesa più solido, nonché quello più adatto a giocare nella Nazionale. Fin qui nulla da commentare.

A stupirci nelle scelte, almeno per quello che riguarda la parte antijuventina del tifo italiano, sono state le convocazioni di Ogbonna e Sturaro, a discapito di Astori, Acerbi, Bonaventura e Jorginho…
Sinceramente il difensore ex Toro e il centrocampista ex Genoa non ci sembravano all’altezza per questa spedizione: il primo non ha fatto un campionato straordinario con la maglia del West Ham, mentre il secondo ha faticato a trovare spazio nel centrocampo bianconero, chiuso da campioni straordinari come Pogba, Marchisio e Khedira.

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Gli esclusi eccellenti nominati prima sicuramente avrebbero meritato di più rispetto a loro; Astori e Acerbi hanno giocato molto bene con Fiorentina e Sassuolo, Bonaventura ha letteralmente trascinato il Milan più scarso degli ultimi 20 anni, e Jorginho non ha mai sfigurato quando chiamato in causa.

Il concetto di meritocrazia non è mai stato associato alla Nazionale Italiana, eppure eravamo convinti che almeno uno dei quattro citati, venissero convocati. Invece si è preferito puntare su calciatori provenienti dalla Juve, o che ci hanno giocato, come Ogbonna.

Anche in attacco le sorprese non sono mancate: Paloschi non viene nemmeno considerato, mentre si preferisce affidarsi ad attaccanti oriundi come Eder, e lasciare a casa giovani promettenti come Pavoletti.
E’ bene ricordare che gli oriundi, se giocano nella nostra Nazionale, lo fanno perché nella loro non vedrebbero il campo nemmeno con il binocolo ( ve li immaginate Eder e Thiago Motta con la maglia del Brasile?).
Almeno imparassero l’inno…

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Qui da noi invece vengono osannati a più riprese come nel caso di Thiago Motta che ha ricevuto anche la maglia numero 10, considerato il più degno a rappresentare la veste azzurra.  Non ce ne voglia il buon Thiago, ma Rivera, Antognoni e Baggio, ci sembrano di altra categoria, quantomeno italiani…

E’ difficile comunque trovare un calciatore in rosa “degno” della maglia numero 10. Negli ultimi anni sono stati Cassano e Di Natale a portarla, sintomo di una decadimento della squadra azzurra.

Del resto, l’allenatore di questa spedizione azzurra è già certo che l’anno prossimo sarà ad allenare in Inghilterra, con ingaggio ben diverso da quello di adesso… Chissà quanta voglia abbia di fare bene in Francia o quanta ne abbia di godersi le vacanze e poi partire con aereo di sola andata per Londra…

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Una scelta per nulla signorile e di dubbio attaccamento alla Nazionale quella di firmare già con un’altra squadra e lavorare per essa al termine del campionato europeo…

Ci auguriamo che prima o poi la nostra Nazionale possa forgiarsi di nuovi talenti, attaccati alla maglia come è stato fino a poco tempo fa.

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