Tutti i precedenti tra Italia e Spagna. In una competizione ufficiale non vinciamo dal ’94

Pubblicato il autore: Federico Libero Prestileo Segui

9 JUL 1994: ROBERTO BAGGIO SLIPS PAST ZUBZARETA ON HIS WAY TO SCORING THE GAME WINNING GOAL AGAINST SPAIN DURING THE1994 WORLD CUP QUARTERFINAL MATCH AT THE FOXBORO STADIUM IN MASSACHUSETTS. ITALY W0N 2-1. Mandatory Credit: Simon Bruty/ALLSPORT
Il primo incontro tra Italia e Spagna avvenne il 2 settembre del 1920 ad Anversa in occasione delle Olimpiadi, ebbero la meglio gli spagnoli con una doppietta del centravanti basco Felix Sesumaga. Per annoverare la prima vittoria azzurra bisogna andare avanti di 4 anni, alle Olimpiadi di Parigi, dove la Nazionale italiana ottenne uno striminzito 1-0 allo scadere grazie ad un autogol. Nel corso di quasi un secolo la partita tra Italia e Spagna è stata disputata 34 volte, e se non teniamo conto delle sfide terminate ai rigori, la Roja è l’unica nazionale con la quale ci troviamo in perfetta parità. 10 vittorie a testa e 14 partite terminate in pareggio, tra Olimpiadi, Mondiali, Europei, Confederations Cup e Amichevoli, di cui l’ultima giocatasi il 24 marzo scorso terminata 1 a 1 con le reti di Lorenzo Insigne e Aritz Aduriz.

Mondiali. Per quanto riguarda la Coppa del Mondo, Italia e Spagna si sono fronteggiate solamente tre volte, due delle quali nella stessa competizione in occasione dei Quarti di finale del Mondiale del 1934, poiché il primo incontro finì in parità (1-1 dopo i tempi supplementari), si giocò una sorta di “replay” che vide l’Italia trionfare sugli iberici per 1-0 con gol del grande Giuseppe Meazza dopo pochi minuti dal calcio d’inizio. Il suddetto Mondiale si giocò in casa nostra e fu il Primo titolo Mondiale degli Azzurri a seguito della vittoria contro la Cecoslovacchia per 2-1 ai tempi supplementari in finale.

Il successivo scontro tra le due compagini è ad oggi l’ultimo in una Competizione Mondiale ed è probabilmente il ricordo più felice che leghiamo a Italia-Spagna, nonché conseguentemente il più triste e sofferto per loro. Si tratta ancora una volta di un Quarto di finale e a Foxborough negli Stati Uniti si trovano di fronte una promettente Spagna e una grande Italia. Siamo nel 1994, e quella (speriamo solo sino a domani) sarà l’ultima vittoria azzurra in una competizione ufficiale contro i “cugini” spagnoli.
Le reti di Dino e Roby Baggio ovviarono all’autogol di Benarrivo, e l’Italia volò in semifinale. Gli spagnoli però non ci perdonarono la gomitata di Tassotti ai danni di Luis Enrique in piena area di rigore durante i minuti di recupero, e per molti anni hanno giurato vendetta.

I loro anni. Per quanto riguarda gli Europei la Spagna non uscì mai vittoriosa nei due precedenti con l’Italia. Agli Europei del 1980 giocati in casa nostra, il match finì 0-0, e nel 1988 a Francoforte la grande Italia di Azeglio Vicini ebbe la meglio sugli spagnoli vincendo per 1-0 con il gol di Gianluca Vialli a un quarto d’ora dalla fine.

euro 2008
(“Italia, questo non si dimentica” è il titolo della prima pagina di Marca il 19 giugno 2008)

Spagnoli dunque a secco contro gli azzurri sino al 2008, quando la sera del 22 giugno a Vienna ci eliminarono ai calci di rigore dopo un non entusiasmante 0-0 ai Quarti di finale, a causa degli errori dal dischetto di Daniele De Rossi e Totò Di Natale. La nazionale di Donadoni fece i bagagli, mentre quella dello scomparso Aragonés alla fine andò a prendersi la Coppa, la seconda della loro storia, grazie a un gol di Fernando Torres in finale contro la Germania.
La vendetta spagnola sembrava dunque un affare concluso.

L’incontro successivo in una competizione ufficiale tra Italia e Spagna avvenne agli Europei del 2012, poiché si ritrovarono nello stesso girone.
L’Italia era reduce dal Mondiale più brutto della sua storia, forse appagata dalla conquista di quello precedente del 2006, mentre la Spagna si era laureata per la prima volta nella sua storia Campione del Mondo. Il primo match del gruppo C dell’Europeo di Polonia-Ucraina è proprio quello tra Italia e Spagna, l’incontro è equilibrato, e nonostante la superiorità tecnica del centrocampo della Roja, l’Italia non sfigura. Al vantaggio di Totò Di Natale (che quattro anni prima si fece parare da Casillas uno dei calci di rigore), risponde 3 minuti più tardi Cesc Fabregas. La partita si conclude in pareggio. Al turno successivo gli Azzurri di Prandelli faticano con la Croazia (1-1) e la Spagna vince a valanga sull’Irlanda (4-0), il terzo turno risulta decisivo per le sorti degli Azzurri, è obbligatorio battere l’Irlanda, ma se la Spagna “regala” un punto con gol ai croati (servirebbe un 2-2) a giocarsi i quarti ci vanno loro due. In Italia si teme il “biscotto-bis” una sorta di replica di quello che ci fece amaramente uscire ai gironi a Euro 2004 per mano di Danimarca e Svezia proprio con un 2-2 annunciato. In Spagna invece sono sicuri, si gioca per vincere.
I media spagnoli fanno ironia su un ipotetico “biscotto” e qualche giornalista sportivo si lascia andare senza nemmeno troppe remore a un infelice “No somos italianos” a favore della loro onestà e sportività alludendo alla mancanza di questi valori da parte nostra, poiché famigeratamente conosciuti nel mondo come degli imbroglioni. A dar manforte a questa loro trasparenza e sicurezza ci mette la faccia anche Marca, famoso giornale sportivo filomadridista in Spagna, che in copertina mette ancora un Luis Enrique sanguinante, ma stavolta la dicitura del titolo è ben diversa da quella carica di rancore del 2008 pochi giorni prima del match contro l’Italia (vedi immagine sopra)

italia spagna 2012 girone
(Marca titola “Tranquilla Italia, non siamo rancorosi” il 18 giugno 2012 in vista del match contro la Croazia)

Alla fine ad avere ragione sono loro, e mentre Jesus Navas risolve a un minuto dal termine la pratica Croazia, l’Italia batte l’Irlanda 2-0 con le reti di Cassano e Balotelli. Italia e Spagna eliminano ai Quarti e alle Semifinali rispettivamente Inghilterra e Germania noi, e Francia e Portogallo loro. E’ di nuovo Italia-Spagna.
Sono passati poco più di 20 giorni dalla partita del girone, ma Italia e Spagna sono due squadre molto diverse. Noi arriviamo alla finale stremati, le scelte tattiche del mister non sono probabilmente le migliori, non siamo nemmeno fortunati, ma il passivo è pesante, troppo pesante. Quella sera a Kiev si consuma una tragedia calcistica, l’Italia subisce una delle più cocenti sconfitte della sua gloriosa storia. Finisce 4-0, la Spagna è Campione. Il gesto di Casillas che chiede a uno degli arbitri di fischiare la fine della partita anzitempo per rispetto nei confronti dell’Italia, passa alla storia come un grande atto di un campione indiscusso, ma a noi suona come uno sbeffeggiamento. Dopo aver sperato ardentemente nella conquista di questa Coppa, sono gli spagnoli a fare festa sotto le note di “No Hay Dos Sin Tres” (Non c’è due senza tre, poiché Campioni d’Europa nel 2008, del Mondo nel 2010, e di nuovo d’Europa nel 2012).

L’anno successivo in Brasile si gioca la Confederations Cup, noi partecipiamo in vece di Campioni d’Europa, poiché la Spagna è anche Campione del Mondo. Italia e Spagna superano entrambe il girone (noi come secondi dietro al Brasile), e si trovano di nuovo contro in Semifinale a distanza di un anno dal loro ultimo incontro. Stavolta giochiamo nettamente meglio noi, ma il risultato non si sblocca. Dopo i momenti al cardiopalma dei supplementari è ancora 0-0, si va di nuovo ai rigori. Per la seconda volta nella nostra storia mettiamo a segno tutti e 5 i tiri dal dischetto, (merita sicuramente un cenno il cucchiaio di Candreva al primo rigore), accadde solamente nella finale di Berlino nel 2006,  ma lo fanno anche loro. Vanno a segno anche Montolivo e Busquets, poi va Bonucci e la spara alle stelle, Jesus Navas segna e la Spagna va in finale. L’Italia è ancora una volta fuori per mano loro.
Per la cronaca la Confederations la vinse il Brasile (3-0) e lì si chiuse la striscia di competizioni vinte consecutivamente dalla nazionale iberica.
Al Mondiale del 2014 ci si vide solo in aeroporto dopo che entrambe le nazionali non riuscirono a superare la fase a gironi, il resto è storia dei giorni nostri.

Domani 27 giugno 2016 sarà ancora Italia-Spagna, ci troveremo ancora davanti le furie rosse, le quali arrivano al match forti di una qualità tecnica sicuramente maggiore, ma l’Italia sembra avere più fame e una maggior voglia di rivalsa.
Sia Italia che Spagna arrivano alla partita reduci da una sconfitta, indolore la nostra, più importante la loro (poiché gli ha fatto perdere la testa del girone e passare dalla parte “dura” del tabellone), ma domani sarà un’altra partita. Domani potrebbe essere il giorno in cui spostiamo l’ago della bilancia, il giorno in cui ristabiliamo le gerarchie, il giorno in cui consumare la nostra vendetta (sportivamente parlando), perché la gomitata a Luis Enrique non si dimentica, ma quel 4-0 in finale neppure!

Nel frattempo riviviamo quella che ad oggi è l’ultima nostra vittoria ai danni della Spagna, con il gol di Roberto Baggio che sancì il definitivo 2-1 a USA 94, con la radiocronaca del compianto Sandro Ciotti insieme a Bruno Gentili.

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