Eder e l’esultanza con il guanto bianco

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

guanto bianco

Il gol della vittoria del Portogallo lo ha segnato lui, Eder. Maglia numero 9 sulle spalle, subentrato a partita in corso (precisamente al 79°) in sostituzione del baby prodigio Sanches, ha giocato una partita di enorme sacrificio, saltando su ogni pallone scagliato oltre la metà campo dei lusitani, tendando di difenderli con le unghie e con i denti sotto la pressione dell’arcigna difesa francese, per poi siglare una rete storica per se e per la propria nazionale, al sesto minuto del secondo tempo supplementare. Una gioia incontenibile ed un’esultanza un po’ particolare, che ha attirato l’attenzione di molti, con quel guanto bianco tirato fuori dal calzettone ed indossato sulla mano sinistra.
Ma andiamo con ordine. Non era iniziata nei migliori dei modi questa finale per la squadra portoghese. Quel fallaccio di Payet, per altro non visto dal direttore di gara, che ha infortunato Cristiano Ronaldo e che ha costretto il giocatore del Real Madrid ad uscire dal campo dopo qualche minuto (durante i quali ha tentato strenuamente di stringere i denti e di continuare a giocare), versando lacrime amare.
Con l’uscita del suo giocatore più rappresentativo il Portogallo ha dovuto dimostrare di non essere “Ronaldo-dipendente”, e ha disputato una discreta partita difendendosi piuttosto ordinatamente dagli attacchi francesi e creando pure un paio di azioni da gol interessanti.
La partita però è rimasta ancorata sullo zero a zero e, al minuto 34° del secondo tempo regolamentare il tecnico dei lusitani, Santos, decide di buttare nella mischia l’attaccante Eder, attualmente in forza, ironia della sorte, in una squadra francese, e precisamente al Lille.
Éderzito António Macedo Lopes, meglio noto come Éder, nasce nel 1987, di origini guineane ma naturalizzato portoghese. Sono tante le aspettative riposte nei suoi confronti, ma non è mai riuscito a dimostrare tutto il suo valore. In Portogallo ha giocato nell’Oliveira Hospital e nella Tourizense. Successivamente riesce ad approdare all’Academica e poi al Braga. Non ha delle medie gol molto alte, ma il suo gioco è basato sopratutto sulla generosità nel difendere il pallone spalle alla porta. Vittima di un brutto infortunio ai legamenti del ginocchio, decide di concludere la sua avventura calcistica in patria e tenta il grande salto in Premier League e in Ligue 1, dove gioca prima con lo Swansea, senza però segnare neanche una rete, e poi, per l’appunto, con il Lille, che attualmente ne detiene il cartellino, dove è autore di sei marcature.
Dopo aver segnato il gol nella finale di Parigi contro la Francia è stato letteralmente sommerso dall’entusiasmo dei compagni di squadra, ma ha avuto comunque il tempo di tirare fuori dal calzettone un guanto bianco che ha subito indossato e mostrato orgogliosamente.
Il perchè di quel guanto bianco? Lo spiega lo stesso Eder che non è nuovo a questo tipo di festeggiamento: “Mi ricorda tutte le avversità che ho affrontato e superato nella mia vita“.
Quel guanto bianco era già apparso in seguito ai gol segnati con la maglia del Lille.
Una sorta di portafortuna, conservato nei calzettoni per tutto il corso della partita e sfoderato nel momento di massima gioia della squadra portoghese.
Un gol quasi inaspettato, segnato da un giocatore che, fino al giorno della finale, aveva raccimolato appena diciassette minuti nel corso di tutto il torneo e che invece è diventato l’uomo simbolo di questa notte magica per tutto il Portogallo.
Lo stesso Eder, al termine della partita, ha avuto modo di commentare questa serata straordinaria per lui e per la sua nazionale: “Quando stavo per entrare Cristiano Ronaldo mi ha detto che avrei segnato il gol della vittoria. Mi ha trasmesso una grande fiducia. È stato un momento spettacolare, ma tutta la squadra ha lavorato tanto. Abbiamo lottato con una forza incredibile, tutti devono essere ringraziati per il loro lavoro e anche il pubblico che ci ha seguiti. Sono felicissimo, è stata una notte incredibile. Fin dal primo giorno abbiamo avuto questi sogno, il gruppo è forte e i nostri sforzi sono stati ripagati. L’infortunio di Cristiano Ronaldo? La squadra è stata brava a reagire, il gruppo non è mai mancato. Abbiamo cercato di finalizzare fin dal primo minuto. Non so che altro dire, ringrazio tutti i portoghesi. Dedico il gol a Susana, la mia mental coach”.

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Qualificazioni Euro 2021 femminile: oggi le Azzurre sono impegnate in Danimarca