Euro 2016, Conte: “DDR? Condizioni discrete, vediamo”

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Ecco la conferenza azzurra prima dei quarti di finale da dentro o fuori contro la Germania Campione del Mondo:

Buffon sulla convinzione. “Quando arrivi a metà di un percorso importante, come un Mondiale o un Europeo, dove nel frattempo hai già battuto Belgio, Svezia e Spagna, è sicuramente maggiore. Lo fai con una consapevolezza diversa, è una chiave di lettura che non deve sfuggire a nessuno. Il presente è sempre diverso, va vissuto, sul momento vanno trovare le soluzioni”.

Buffon sulla vigilia. “Sono tre differenti, nel 2006 è stata accompagnata da maggior ansia, semifinale di un mondiale, eravamo in trasferta cont i padroni di casa. Avevamo in più la responsabilità di un riscatto sociale che volevamo regalare ai nostri emigrati. Ciò aveva influito a rendere ancora più tesa questa gara. Nel 2012 partivamo sfavoriti e sapevamo che c’era bisogno di un qualcosa di speciale per guadagnarci la finale, sicuramente ci sono parecchie analogie con l’ultimo Europeo. Il divario si è accentuato, sulla carta, avendo loro vinto un Mondiale nel frattempo”.

Conte sui cambi. “Il fatto di allenarci in una determinata maniera porta comunque a sapere le situazioni di gioco. Anche se ti trovi a dovere adattare qualcuno a una posizione diversa, sa di ciò che si tratta. Contesto organizzato, con caratteristiche diverse. Gli stessi Thiago e De Rossi hanno valori diversi. Può essere così anche per altri giocatori. Il fatto di lavorarci ed essere organizzati semplifica”.

Buffon sugli attaccanti che giocano in Italia. “Il fatto di conoscere Ibrahimovic, Morata e ora Gomez, certo può aiutare. Però quando il pacchetto offensivo, al di là di una punta o una seconda, oppure ancora trequartista, dipende da troppi giocatori e variabili… qui il valore è eccelso, e anche se gli altri giocatori non hanno mai giocato in Italia li abbiamo già affrontati spesso e volentieri. C’è una certa conoscenza, ma alcune volte non basta solo quello per arginare la bontà del loro talento e delle giocate. Sicuro aiuta, almeno in parte”.

Buffon sull’essere bravi. “Finora lo siamo stati, ora vogliamo esserlo in maniera ancora più convincente. Tocca migliorarsi ancora per avere delle possibilità di andare avanti e continuare a sognare, oddio, vedendo la squadra che incontriamo sappiamo tutti che sarà dura, la fatica e il sudore, lo strapazzo fisico ed emotivo sarà portato all’esasperazione. Lo sappiamo, è già un indice importante per affrontare la gara”.

Conte sui diffidati. “Non è una preoccupazione, non c’è il domani per chi perde. Ci sarà vita solo per chi vince, in questo momento le diffide sono l’ultimo nostro pensiero. Siamo partiti all’inizio che avevamo poca credibilità, non solo da parte della stampa italiana, tutti ci hanno riconosciuto un momento un po’ buio a livello di talento. Però stiamo dimostrando che attraverso il lavoro e l’organizzazione, con ventitré splendidi ragazzi che si sacrificano e si aiutano, stiamo superando ostacoli insormontabili. Ora ne abbiamo uno di fronte molto molto alto, come dissi con la Spagna, perché sarà una sfida probante. Noi viviamo e ci alleniamo duramente per queste partite. Queste ti fanno sentire grande, dovremo cavalcare onda emotiva senza perdere la nostra strada, sapendo quello che ci aspetterà domani.

Conte sul come fermare i tedeschi. “Abbiamo lavorato tanto da questo punto di vista, ci siamo preparati, perché è una squadra che quando attacca fa male. Ha grande qualità, talenti che si mettono al servizio della squadra. Oltre al talento e ai calciatori c’è un’organizzazione cresciuta molto in questi anni. Io penso che sia la squadra più completa di tutti. Si avvicina più a un club che a una nazionale”.

Conte sul gap con la Germania. “Non so se è stato colmato il gap, loro sono cresciuti tanto, ma anche noi da quell’amichevole (di marzo, persa 4-1). Ci ha insegnato molte cose, è stata una sconfitta sonora, affrontammo i campioni del mondo. Li riaffrontiamo, sarà uno stimolo maggiore. Vediamo se la forbice si è allargata o è diminuita”.

Conte su Italia-Germania. “Beh, è una partita da dentro fuori, un quarto di finale, un grande match per noi. Dovessimo tornare indietro e guardare a un mese fa non ci sarebbe stata partita. Oggi siamo qui a giocarcela, meritatamente, vincendo il girone e battendo la Spagna. Sappiamo delle difficoltà, siamo pronti ad affrontarle. La situazione ora è impari, abbiamo lavorato e nessuno parte battuto. Voglia e conoscenza di superare ostacoli che appaiono insormontabili”.

Conte sul possibile appagamento. “Non so se il ct (parlato in terza persona, ndr) avrebbe preferito stare a casa oppure stressare i calciatori… per me ci sono problemi ben più gravi da affrontare. Pensiamo alla Germania come l’avversario più forte in assoluto. Abbiamo cercato in questi giorni di studiare e capire, sarà una partita molto diversa rispetto alla Spagna. Dovremo essere bravi, limitare gli avversari e poi fargli male. È un quarto di finale, se vogliamo andare avanti c’è la situazione offensiva e quella difensiva. Per me è la numero uno al mondo. Cercheremo di giocarci le nostre carte, nel migliore dei modi”.

Buffon su Neuer: “Sì, ho detto che è migliore di me, perché alla fine può essere vero. Non è un qualcosa che mi tocca o svilisce quel che sono io. Penso di sapere benissimo ciò che sono stato, ciò che sono ora e quello che sarò nei prossimi due anni. Mi fa stare molto sereno. Sarebbe offensivo paragonarlo a un portiere di 38 anni, mi sembra normale dare questo tipo di risposta, essere carino nei suoi confronti, sta dimostrando di essere un portiere stupendo sotto tutti i punti di vista”.

Conte su De Rossi: “Le condizioni di Daniele sono discrete. Non ci sbilanciamo su niente, queste sono partite da giocare al 120%, sono gare molto molto fisiche. Bisognerà stare non quasi bene, ma benissimo. Ho molta fiducia in tutto il gruppo. Affrontiamo un altro avversario molto forte, in questo momento migliore rispetto alla Spagna, sono i campioni del mondo. Hanno tutto per una squadra forte, tecnica, talento, fisicità. Hanno organizzazione, credo che sia la squadra più completa al mondo, con giocatori forti e una squadra altrettanto”.

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