Euro 2016, ha perso il Calcio

Pubblicato il autore: simone canini Segui

Euro 2016, ha perso il Calcio

Osservate bene la foto qui sopra. Non ritrae solo Gareth Bale, colonna del Galles (sorpresa dell’Europeo) e del Real Madrid, festante con la figlia Alba Violet a seguito della vittoria della “squadra di papà” sul Belgio. Immortala la magnifica dolcezza di un momento familiare, ma non solo. Racchiude al suo interno il significato più profondo del Calcio. Una bambina che corre gioiosa, forse per un gol o semplicemente rincorrendo un pallone. L’euforia di quel momento di libertà. Quel pallone da tanti disprezzato, da altri studiato, da altri ancora sognato, unica possibilità di una vita diversa, migliore. Emozioni. Questo è il calcio. Ma quella foto rischia di rimanere un episodio ricordato con nostalgia. La Uefa ha infatti chiesto alle squadre semifinaliste di Euro2016 di tenere i bambini lontani dai campi, a fine partita.“È un campionato europeo non una festa di famiglia” sono state le parole del direttore di Euro 2016, Martin Kallen. Trasformare una fonte di gioia in una forma di pericolo e violenza. È la resa alla paura. La stessa paura che ha invaso la Francia, ma stavolta il Terrorismo non c’entra nulla. Non sono esplose bombe a Marsiglia, Lille e Parigi, ma l’intero “sistema calcio”, vittima e complice di una violenza scellerata. Le gravi lacune dell’organizzazione francese hanno fatto il resto. Come in quell’edizione del ’98, Marsiglia si trasforma in porto di guerra: inseguimenti, scontri, calci e pugni. Ogni tipo di oggetto lanciato. Russi e inglesi, rappresentanti della crisi calcistica delle proprie nazionali, prendono possesso della città e la prima pagina: “Trecento da una parte e trecento dall’altra” annuncerà poi il prefetto, sognando un ritorno alla calma, che non arriva. Arrivano invece i padroni di casa ad alimentare il clima di terrore. Marsigliesi a caccia di vendetta, memori degli scontri del 16 giugno 1998, giorno in cui Tunisini e sempre (i soliti) Inglesi intaccarono la vita della città. E poi gruppi organizzati del Paris Saint-Germain al fianco dei russi. Follia. Gara al rialzo tra feriti e fermati. Poi il tifoso inglese steso a terra, incosciente sul marciapiede del cours d’Estienne d’Overs. E i calci senza senso di un russo, quando il corpo non si muove più. Gli stessi calci che da piccoli desideriamo dare solo ad un pallone. “Sono libero, passami la palla!”, “Che vinca il migliore!” Sono le uniche urla che vorremmo sentire. Gli scontri fra tifoserie distruggono il senso dello sport. E le colpe le ha lo stesso sistema calcio, incapace e debole. A Euro 2016, ha perso il Calcio.

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