Europei 2016: sei storie dalla Francia

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui

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Europei 2016: sei storie dalla Francia

L’idea nasce da lontano, dalla Copa America del 2015. La voglia di scrivere un libro che ripercorresse tutte le partite, attraverso aneddoti, curiosità, storie dei popoli. Poi gli orari proibitivi e partite deludenti mi allontanarono dall’idea. Ma, prepotente, è tornata in questa estate di calcio che si divideva tra USA e Francia, con la Copa America Centenario e il primo Europeo a 24 squadre, il più atteso di sempre. L’idea, tuttavia, moriva dopo pochi giorni. Ma non definitivamente. Un’Italia passionale riaccendeva in me quell’amore incondizionato verso il dannato cuoio, e così mi ritrovavo a vedere partite di cui non me ne fregava nulla. E scoprivo cose che ho fissato nella mente, e poi deciso di liberare. E di regalarvele.

Europei 2016: sei storie dalla Francia.

Sei perché la settimana è di sette giorni e al settimo ci si riposa. Io lavoro e non avrei avuto tempo.
Sei perché è un numero giusto. Così.

Di seguito le sei storie che qualche sfortunato ha già avuto modo di leggere (amici obbligati, e malcapitati avventurieri della parola). Per altri pochi sfortunati, eccone l’occasione. La sfortuna si condivide.

Ma per arricchire il tutto (sotto il titolo di ogni storia) qualche chicca…non ci facciamo mancare nulla!

La presentazione

Le sei storie sono state precedute addirittura da una presentazione. In questo periodo, però, oltre alle sei storie di seguito proposte, ho scritto un articolo. E naturalmente è stato questo articolo ad avere più visualizzazioni.

Xhaka contro Xhaka, fratelli kosovari contro

In questa storia la partita di sfondo è Svizzera e Albania. Vincerà la Svizzera, ma l’Albania si mangerà dei gol clamorosi. Tramezzani, il vice di Gianni de Biasi (sì, sono italiani) danno vita a un simpatico siparietto. Degno della nazionale di nuoto sincronizzato.

Gli ultras e il tiranno, paradossi del tifo croato

  • Il match da cui tutto ha inizio è Repubblica Ceca, Croazia. Il portiere dei cechi è l’infinito Petr Cech, il miglior portiere degli Europei del 2004 che tra qualche storia saranno più che mai cruciali.
  • Vedran Corluka è stato uno dei primi ad andare a placare i propri tifosi. Nel match esibisce un cuffia che sarà usata dalla nazionale croata di pallanuoto alle Olimpiadi di Rio (cazzata, però quel caschetto era veramente inguardabile)
  • Altrettanto poco guardabile sarà il look esibito da Ivan Perisic contro il Portogallo agli Ottavi, ma ci sarà di peggio…

Aneddoti, record e santoni, l’Islanda sul ritmo dell’Haka-Hu

  • Sì, ma perché Haka-hu? È un mix tra la danza tipica Māori portata alla ribalta dagli All Blacks (haka) e un coro di origine scozzese (hu). Alcuni anni fa, il Motherwell, club della Scottish Professional Football League, ha creato un gemellaggio con la squadra islandese Stjarnan, importando alcune particolarità. [fonte foxsports]
  • Molti giocatori islandesi presenti in Francia sono passati agli inizi della loro carriera dal club locale dello Stjarnan, famoso al mondo per esultanze di gruppo alquanto stravaganti.

Dal Bataclan al Brexit, il volo gaelico sulle ali di Rmasey e Bale (parte 1)

Dal Bataclan al Brexit, il volo gaelico sulle ali di Ramsey e Bale (parte 2)

  • Credo che sia la mia storia meno riuscita. Motivo? Ho dovuta dividerla in due parti. Sallustio non sarebbe contento di me. E per me Sallustio è importante. Anche se non sembra.
  • Wayne Rooney è stata una delle delusioni di questo Europeo. Probabilmente il segno di una carriera che ha preso la parabola discendente dopo una carriera già lunga a 30 anni. In quel famoso Europeo del 2004, infatti, veniva inserito nella top 11 nonostante avesse ancora 18 anni. Era l’epoca del Wonder Boy.

La resa di Conte

Penso che sia stata la storia in cui mi sono divertito di più a scriverla

Tratti che si incontrano e chiudono un cerchio

  • Manco a scriverlo, il peggiore in quanto a look di questo Europeo è stato Quaresma. Mi limito a questo giudizio.
  • Eder ha esultato mostrando al mondo un guanto bianco. É la sua classica esultanza, che riprende un’espressione portoghese ‘bofetada de luva branca’ (“schiaffo morale”). Quello con cui rispondeva in patria alle solite critiche. Quello che dà allo Swansea che non ha creduto in lui (13 partite e 0 gol prima di prestarlo al Lille, 6 gol in altrettanto 13 partite). Quello alla vita, dalla Guinea al Portogallo, da Bissau a Coimbra, passando per un collegio e un padre in carcere da 15 anni per aver ucciso la sua matrigna.
  • Il guanto lo nascondeva nei calzettoni.
  • Renato Sanches è stato il vero crack dell’Europeo. Classe 97 ha dato la seconda svolta decisiva di questo Europeo. Dopo il gol alla Polonia ha gli occhi del Continente addosso. L’allenatore francese che ha legato il suo nome alla storia dell’Auxerre, e quella dell’Auxerre al suo, Guy Roux, ha dichiarato che Renato Sanches non avrebbe 18 anni bensì 24. Guy Roux è lo stesso che ha svelato la vera età di Taribo West. 55 quando ne dichiarava la metà (più o meno, solo per esagerare). Scriviamo pure che non lo so, ma di una cosa sono certo. A Dicembre mi sono laureato e sono andato con il mio miglior amico a Lisbona per qualche giorno. In uno di quelli, il Benfica giocava contro l’Academica. Noi eravamo nella curva del Grande Benfica. A dieci minuti dalla fine, arrivava il gol del 3 a 0. E a siglarlo fu proprio Renato Sanches con un gol della madonna! Era la sua seconda partita da titolare, ed era il suo primo gol tra i professionisti. Prima di quella partita valeva 1 milione, dopo quel gol forse 10, il Bayern l’ha comprato per 85 a fine anno. Ma nella mia testa c’è un ricordo vivo. Il mio miglior amico che urla “Portiamolo a Milanooooo!”
  • Il mio viaggio dopo Lisbona con il mio migliore amico è stato Atene. Portogallo e Grecia. E in questa vita è tutto un cerchio. O forse è solo un’ossessione…
  • Nel viaggio di ritorno da Atene sul nostro aereo c’era Esteban Cambiasso che con questa storia non c’entra nulla!
  • Tutte le storie sono stata pianificate alle 21. Ma il mio corpo, preceduto e nel frattempo inseguito dalla fretta di andare a lavoro, non ha retto e il mio dito per sbaglio è caduto su invio alle ore 10.35.

    E con questo gesto dada anche io ho compiuto il mio cerchio.

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