Italia e rigori: (poche) gioie e (tanti) dolori

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

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I rigori sbagliati da Zaza, Pellè, Bonucci e Darmian, che hanno condannato l’ Italia al ko contro la Germania nei quarti di Euro 2016 sono solo gli ultimi di una serie che storicamente ha regalato pochi sorrisi. Certo, dagli undici metri è arrivato il trionfo mondiale di dieci anni fa contro la Francia, ma quante volte ai tiri dal dischetto sono seguite le lacrime? Beh, abbastanza. Il bilancio è tra Mondiali ed Europei è di tre sole vittorie e ben sei sconfitte in nove sfide. Poche eccezioni in una “pratica” in cui gli italiani sono poco pratici, volendo usare un gioco di parole.

I rigori ci vedono per la prima volta protagonisti negli Europei giocati in casa nostra nel 1980. In realtà in quell’occasione in palio non c’è molto. Nella finale di Roma si qualificano Germania Ovest e Belgio, così noi da padroni di casa bisogna accontentarsi della finale per il terzo posto (che oggi negli Europei non si gioca neanche più, ndr). Sfidiamo la Cecoslovacchia campione in carica a Napoli. Juremik illude i cecoslovacchi, Graziani pareggia e per la prima volta la conoscenza con i rigori. Sfida interminabile. Ne servono addirittura nove ciascuno per decretare una vincitrice e pesa l’errore di Collovati, che regala il bronzo ai nostri avversari.

Passano dieci anni e una delle nazionali azzurre più forti, quella di Italia ’90, si gioca l’accesso in finale dei Mondiali contro l’Argentina di Maradona, campione in carica. Ancora Napoli il teatro di una sfida che finisce ancora 1-1, a Schillaci risponde Caniggia. Ai rigori tutto bene nei primi tre tiri, poi Goycoechea ipnotizza prima Donadoni e poi Serena e dobbiamo accontentarci della finalina. Quattro anni dopo però in finale dei Mondiali gli azzurri ci arrivano e a Pasadena sfidano il Brasile. La Seleçao sbaglia solo una volta con Marcio Santos, ma la squadra di Sacchi fallisce con BaresiMassaro e Baggio e i rigori ancora una volta sono solo fonte di disperazione.

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Altri quattro anni, altro giro, altro Mondiale. Nei quarti l’ Italia sfida la Francia padrona di casa a Saint-Denis. Gara equilibrata che termina 0-0, si va ancora ai rigori. Equilibrio fino all’ultimo tiro, dove all’errore francese di Lizarazu risponde quello azzurro di Albertini. Decisiva, ovviamente in negativo, è la traversa colpita da Di Biagio, che manda la squadra di Cesare Maldini a casa. Ma dopo tante lacrime, sembra finalmente cambiare la musica. Negli Europei del 2000 si gioca la semifinale contro l’Olanda padrona di casa ad Amsterdam. Durante la gara è 0-0 con ben due rigori sbagliati dagli Oranje e qualcuno pensa “vuoi vedere che abbiamo trovato chi è più scarso di noi dagli undici metri?”. E in effetti è così. Gli azzurri un errore lo commettono con Maldini, ma dall’altra parte sbagliano Frank de Boer, Stam e Bosvelt e stavolta gli azzurri vanno in finale. Lì perderanno, ma questa è un’altra storia. Di anni ne passano sei e in finale dei Mondiali a Berlino c’è la grande rivincita storica contro la Francia. Nei 120′ Materazzi risponde a Zidane. Ai rigori un solo errore, ma stavolta non è azzurro, bensì di Trezeguet. La squadra di Lippi li butta dentro tutti, una volta tanto, ed è Campione del Mondo.

Final Italy v France - World Cup 2006

Tendenza invertita? Incubo finito? Neanche per sogno. Due anni dopo nei quarti di Euro 2008 l’Italia sfida la Spagna, nel pieno del suo ciclo. Si gioca a Vienna e finisce 0-0 dopo una battaglia di 120′. I rigori, però, tornano a essere amari. Inutile l’errore iberico di Guiza; De Rossi e Di Natale sbagliano e condannano gli azzurri all’eliminazione. Una nuova gioia però arriva quattro anni dopo nei quarti di Euro 2012 contro l’Inghilterra a Kiev. Errore azzurro di Montolivo, ma Young e Cole fanno altrettanto e portano l’Italia in semifinale. Il resto è storia recente. Alla gioia contro l’Inghilterra fa seguito una nuova delusione, contro l’odiata Germania a Bordeaux.

Se dietro a questi ko, che sono la maggioranza, ci sia solo sfortuna o una cattiva gestione della tensione non lo può dire nessuno se non i diretti interessati. Il dato di fatto è, però, che poche volte dagli undici metri si riesce ad avere la freddezza necessaria per vincere. Italia e rigori. Una storia di poche gioie e di tanti, troppi dolori.

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