L’editoriale di Ugo Russo – Euro 2016 é finito: finalmente!

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui


Il Portogallo ha vinto la più brutta edizione degli Europei di calcio di sempre. Non dal punto di vista organizzativo, con stadi pieni e “colorati” in ogni occasione e con un restyling perfetto per l’evento (anche se con qualche sceneggiata: vedi l’erba dell’impianto di Lille, addirittura verniciata!) e con la sicurezza (a parte i primi giorni di scontri tra energumeni di certe tifoserie) tutto sommato garantita, ma dal punto di vista dello spettacolo (per l’argomento questa é diventata davvero una parola grossa) clamorosamente mancato, anzi miserrimo e indisponente. Bisogna continuare ad esaltare campioni (dove sono?) e grandi partite per vendere abbonamenti o assicurarsi pagamenti di canoni o quant’altro e tutto va bene. No, ora basta; é vero che si può “lavorare” su un certo numero di persone che ancora oggi hanno gli occhi foderati di prosciutto quando si parla di pallone (e già aspettano impazienti i prossimi campionati…), ma la maggior parte della gente non ha l’anello al naso e non la si può prendere in giro.
Per quelli che sono i costi e i ricavi attuali del calcio non si può più permettere tale scempio: nazionali come Islanda, Galles, Albania, che una volta avrebbero perso 10-0 con le potenze più titolate e che ancora oggi hanno nelle loro fila giocatori da 20 mila euro l’anno non possono “rischiare” di pareggiare o addirittura di vincere contro compagini che vedono scendere in campo giocatori da 8-10 milioni di ingaggio a stagione… Bisogna calmierare i guadagni: a quei due, tre grandissimi arriviamo a dare un milione di euro l’anno, agli altri da 3-400 mila euro in giù, pregandoli di andarsi a studiare i fondamentali del calcio perché non sanno neanche stoppare una palla. Con queste nuove cifre allora potremmo anche perdonare se tu, portiere, hai fatto una papera; se tu, difensore, hai lisciato un pallone ed hai così provocato un gol contro la tua squadra; se tu, attaccante, il gol, facile facile da fare, lo hai sbagliato. Ma con i guadagni di oggi non ti permettiamo più nulla, non puoi sbagliare niente, altrimenti cambi mestiere.
Si dirà: la squadretta batte la grande (oggi solo per il nome che si porta dietro) perché c’é stato un livellamento, sì ma in basso, molto in basso.

Torniamo al Portogallo vincitore. Ha passato il turno, dopo la prima fase, come 3a terza ripescata, e ha vinto al novantesimo soltanto una partita, quella con il Galles. Vero é che é stato l’undici a non avere mai perso ma il suo gioco soporifero é bastato per arrivare addirittura al successo finale.
E Cristiano Ronaldo meriterebbe, forse, il pallone d’oro non certo per quello che ha fatto vedere in Francia.
Le 51 reti in stagione, l’affermazione in Champions League, quelle sì, potrebbero bastare ma non certo come ha giocato l’Europeo, come si é sentito spesso e a sproposito dire in questi ultimi giorni. Grandi giocate (che per uno come lui dovrebbero essere la norma) solo con l’Ungheria e con quello stratosferico colpo di testa con il Galles (qualcuno ha voluto pure dire che aveva fatto l’assist nel raddoppio a Nani, quando si era trattato di un tiro sbagliato); per il resto palloni ciccati come un principiante, tanti passaggi sbagliati e altri errori imperdonabili. Nella finale, poi, é stato sfortunato, uscendo per infortunio dopo pochi minuti.
Avesse risolto l’ultimo atto, e comunque fosse stato decisivo in tal senso, forse sarebbe stato Griezmann quello più meritevole di assicurarsi il prestigioso premio di fine anno.
Cala, dunque, il sipario su un obbrobrio durato troppo a lungo; 24 squadre sono veramente troppe per una manifestazione del genere e in ogni caso, se continua così, tra quattro anni anche il Liechtenstein o San Marino avranno ottime possibilità di vittoria.
In questo contesto abbiano esaltato l’Italia per il suo carattere, il suo coraggio non certo per il gioco. E questo due anni dopo il fallimento al mondiale. Quello che preoccupa é che mancano talenti, ancora non si é tornati a lavorare come si dovrebbe sui vivai. Ed ora la squadra azzurra cambia guida tecnica. Chissà

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