Maledetta Francia, maledetti rigori! Italia ancora a casa ai quarti dal dischetto: 7a sconfitta dagli 11 metri

Pubblicato il autore: Mattia Emili Segui

pellèAncora una volta la “lotteria” dei calci di rigore è stata fatale ai nostri azzurri, che dopo aver disputato un ottimo Europeo ed una partita tutta cuore e sacrificio contro la ben più quotata Germania, si è dovuta arrendere ai tedeschi soltanto nella serie ad oltranza dei tiri dal dischetto. La Nazionale italiana conquista così un record ben poco gratificante: per la settima volta in competizioni ufficiali, usciamo da un torneo senza essere stata sconfitti.
BORDEAUX COME PARIGI, 18 ANNI DOPO- La terra francese si conferma “stregata” per noi italiani in ambito calcistico: a qualcuno sarà sicuramente tornato in mente Luigi Di Biagio con le mani sul volto, dopo la traversa colpita nella serie finale di penalty a Francia ’98. Anche in quell’occasione si giocavano i quarti, anche se si trattava di un campionato mondiale, e la Francia padrona di casa rischiò seriamente di capitolare durante i 120 minuti, fino a che gli dei del calcio non ne decretarono la vittoria. I galletti andarono poi a sollevare la Coppa proprio in quello stesso stadio pochi giorni dopo a scapito del Brasile. Nei precedenti europei in territorio gallico del 1984 invece l’Italia nemmeno partecipò alla fase finale, quasi a voler presagire le delusioni future.

L’ITALIA E I RIGORI: GIOIE E DOLORI-L’ultima volta in cui l’Italia si era trovata in questa situazione risale alla Confederation Cup 2013 in Brasile, contro la Spagna: una circostanza che ricorda molto quella di ieri sera, con una serie interminabile di rigori. Fu Bonucci, eroe a metà contro la Germania, a sparacchiare alto e a regalare agli iberici la finale. Più dolce il ricordo che risale al 2012, quando la squadra allenata allora da Prandelli superò l’Inghilterra e conquistò la semifinale all’europeo in Polonia e Ucraina. Quellla partita rimase alla storia per il “cucchiaio” (quello vero) con cui Pirlo beffò l’estremo difensore britannico Hart, poi ci pensò “Alino” Diamanti a chiudere i giochi. Quattro anni prima a Vienna, con Donadoni in panchina, l’Italia si arrese dal dischetto ai quarti (guardacaso) dopo aver giocato alla pari, se non meglio di quella Spagna che da li in poi andò a dominare per un lustro.
Un destino dolceamaro per i nostri colori, che invece 2 anni prima grazie proprio ai rigori avevano interrotto la “maledizione Francia”e riportato a casa la Coppa del Mondo in quel di Berlino. Gli azzurri (Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso) calciarono 5 penalty semplicemente perfetti (forse non è allora proprio tutta fortuna!), arrivando davanti a Barthez con la giusta concentrazione, senza strane rincorse o senza sfottò malauguranti prima di calciare.

Una gioia che pervenne ai nostri cuori anche nella semifinale di Amsterdam nel 2000: Olanda-Italia fu una partita con contorni epici, con gli azzurri in 10 da circa metà del primo tempo per l’espulsione di Zambrotta. Una sofferenza lunga 120 minuti, conditi da ben 2 rigori sbagliati dagli Orange nei tempi regolamentari. Grazie ad un Toldo in versione “Superman”, la squadra di Dino Zoff eliminò i padroni di casa; purtroppo però ancora la Francia e Trezeguet rovinarono la festa. Fino a quel momento per l’Italia i rigori erano stati un autentico tabù. Le scofitte sicuramente più dolorose furono quelle degli anni ’90: prima di Parigi ’98, la nostra selezione pianse altre due volte. Pasadena, USA ’94: il Brasile si laurea campione del mondo davanti ai nostri occhi pieni di lacrime. Il destino volle che furono proprio due pilastri della storia del calcio italiano come Roberto Baggio e Franco Baresi a sbagliare il calcio di rigore e a condannare la Nazionale a quell’atroce sofferenza. Nei mondiali disputati in casa nel ’90, le “notti magiche” si interruppero ad un passo dall’atto conclusivo: al San Paolo di Napoli infatti l’idolo di casa Maradona porta la sua Argentina in finale, dopo i gli errori dal dischetto di Donadoni e Serena. Altra sconfitta, sempre in casa ma meno amara, quella nell’europeo del 1980 nella finale 3-4° posto contro la Cecoslovacchia.

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