Pellè sorride sui social…e i tifosi azzurri lo insultano!

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

 

Nella foto, Graziano Pellè

Nella foto, Graziano Pellè e Marco Parole (Profilo Instagram Pellè)

Da uomo simbolo della Nazionale italiana a oggetto di discordia dei fan azzurri. In sintesi è questa la storia dell’europeo di Graziano Pellé, usato come capro espiatorio per quel gesto di arroganza sfoderato nei confronti di Manuel Neuer poco prima della battuta del rigore, con conseguente errore dal dischetto. Un atto che ha fatto molto più discutere del balletto di Zaza sulla rincorsa per calciare il pallone, tirato poi molto alto. Ma ad infiammare di più i cuori feriti dei tifosi italiani è una foto pubblicata dallo stesso Pellé, che figura in atteggiamento scherzoso insieme al compagno di Nazionale Marco Parolo. Gli insulti si sprecano, tra accuse di sbruffonaggine e pareri poco lusinghieri sul suo livello di calciatore; ma ci sono anche molti commenti che difendono l’attaccante pugliese, che ha espresso le sue scuse il giorno dopo l’uscita azzurra.

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E’ così necessario prendersela con Pellè?

Partiamo dal presupposto che il mimo del “cucchiaio” per irridere Neuer non è stata una mossa intelligente da parte dell’azzurro. I rigori si possono sbagliare, e quello fallito da Pellé si è dimostrato determinante, essendo quello decisivo per vincere la gara. Ma prima di spacciare Pellé come causa della nostra eliminazione e di dubitare sul suo valore come centravanti, bisogna pur sempre ricordarci che è stato il nostro miglior marcatore delle qualificazioni europee, e le reti che ha segnato si sono anche rivelate pesanti per la nostra qualificazione al torneo. E il lavoro fatto in tutte le partite giocate nell’Europeo? Molti pensano che non abbia fatto un granché e che i gol che ha fatto li poteva fare chiunque, affermando che come attaccante è mediocre. E’ vero che non stiamo parlando di un centravanti che è al livello di gente come Higuaìn o Cavani, ma visto quello che ha dimostrato in questa competizione, non si può dire neanche che è così scarso come dicono: l’azzurro ha giocato un europeo molto sostanzioso, sacrificandosi per la squadra correndo a più non posso e ben sfruttando la sua elevata altezza per il gioco di sponda, risultando come un’utilissima boa che è servita a costruire la gran parte delle nostre azioni più pericolose.

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Ci si ricorda solo degli errori

Si sa come vanno le cose, si deve sempre cercare di trovare qualcuno a cui addossare la colpa, e il popolo italiano ha scelto Pellé, soprattutto in virtù del fallito tentativo di sbeffeggiare Neuer (di cui si ribadisce l’inutilità). Chissà cosa sarebbe avvenuto se non avesse compiuto quel maledetto sfotto’, o che magari sarebbe finita bene con quel gol che ci avrebbe permesso di affrontare la Francia. Facile immaginarselo: sperticate lodi per il gesto coraggioso di Pellé; titoloni con scritto “Pellé si prende gioco di Neuer e ci porta in semifinale”; ringraziamenti vari all’attaccante e incoronazione a miglior centravanti italiano di adesso. La verità è che si ricordano sempre i fatti negativi di qualcuno, maggiormente nel caso degli sportivi; il rigore sbagliato di Baggio a Usa ’94 ne è un esempio, come poteva essere quello del gol divorato da Del Piero alla finale di Euro 2000, se non avesse “rimediato” col gol segnato alla semifinale contro la Germania. Quello che si augura a Pellé è di far dimenticare agli italiani quel carissimo errore agli undici metri, ben sperando che potrà farlo nel prossimo mondiale.

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