Portogallo, Eder shock: “Mio padre è un omicida”

Pubblicato il autore: Pierluigi Persano Segui

eder
Su Éderzito António Macedo Lopes, meglio noto come Eder, si sapeva davvero poco prima della magica notte della finale degli europei di calcio che lo ha consegnato alla storia come autore del gol che ha permesso al Portogallo di vincere il primo titolo della sua storia.
Ma dal minuto 109 della partita contro la Francia, Eder è ormai sulla bocca di tutti e sono iniziati ad affiorare nuovi particolari sulla sua vita.
Nato nel 1987 in Guinea-Bassau, e naturalizzato portoghese nel 2012, attaccante alto e possente ma dal basso numero di gol, ha giocato in patria nell’Academica e nel Braga, in Premier League nello Swansea e dallo scorso gennaio in Ligue 1 nel Lilla.

FIGLIO DI UN ASSASSINO – In un’intervista alla tv portoghese, Eder ha aggiunto un particolare abbastanza doloroso sulla sua vita prima di diventare un calciatore: “Dopo essere arrivato in Portogallo con mia madre all’età di 8 anni ho vissuto per un periodo con mio padre, prima di finire in collegio a Coimbra: mi sentivo solo, ma è stato un momento importante che mi ha aiutato a diventare quello che sono. Mio padre invece è finito in prigione quando avevo 12 anni, è stato accusato di omicidio dopo la morte della mia matrigna. Andavo spesso a trovarlo in Inghilterra, dove sta scontando la pena, ma presto uscirà di prigione”.

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