Ronaldo: prima fa commuovere poi diverte…

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

ronaldo
Sarebbe dovuta andare diversamente, prima Ronaldo avrebbe dovuto farci divertire con la sua classe e la sua potenza, poi ci avrebbe fatto commuovere alzando quel trofeo così importante per il suo paese, il Portogallo. Ma le cose, come sapete, sono andate invertendosi: dopo venti minuti il nostro si getta a terra in lacrime: lo stadio è ammutolito, gli spettatori alla televisione e nelle piazze anche; il tutto sembra già visto con il primo giocatore a essere definito fenomeno, il “primo” Ronaldo, durante i mondiali 1998, sempre in Francia, contro la Francia. Impossibile non commuoversi per un giocatore eccezionale a cui manca la consacrazione in nazionale e la vittoria per il suo amato paese; riesce a arrivare in finale dopo essere esploso nelle ultime partite e cosa succede, si infortuna su una botta di un avversario. Come da copione, ma forse il destino non aveva previsto che il Portogallo era squadra vera e che Ronaldo sarebbe tornato a bordo campo, in panchina, letteralmente indiavolato nel richiamare i suoi giocatori e nell’esaltare il loro impegno e la loro classe. Uno spettacolo e tutti noi non potevamo tifare che il Portogallo e il suo capitano che non voleva arrendersi e ha guidato i suoi giocatori, gli ha condotti da fuori il campo, gli ha fatto sentire la sua grinta, il suo entusiasmo, la sua convinzione che il Portogallo avrebbe potuto farcela, con lui.
Dispiace per la Francia e tutti i Francesi che meritavano anche loro una gioia così grande, anche per gli anni difficili vissuti recentemente, ma lo spettacolo di Ronaldo forse in fondo lo hanno percepito anche loro. E poi perdere in casa è dura, ma contro il giocatore più forte del mondo lo è meno. Almeno crediamo. Prima che Ronaldo esplodesse durante l’Europeo, già si scriveva e si parlava di come lui e il suo eterno rivale Messi non riuscissero a vincere e a convincere nelle loro rispettive nazionali. E mentre il pur eccezionale Messi lasciava la nazionale dopo la sconfitta in finale di Coppa America con il Cile, Ronaldo si stancava di tutti i discorsi, ricordava che gioca a livelli per così dire buoni da tredici anni, e decideva di incidere alla sua maniera. Colpi di testa marziani, colpi di tacco eleganti e efficaci, assist e via verso la finale. A circa il venticinquesimo minuto quando tutto sembrava non essere servito a niente.
Doveroso celebrare tutto il Portogallo, gli uomini della panchina che hanno dato la svolta alla squadra, non fosse per il grandissimo gol di Eder nei supplementari che ha regalato la coppa al Portogallo. Quaresma si è rivelato a livello internazionale come un giocatore di classe sopraffina, non fine a se stessa. Nani si è confermato come la spalla perfetta di Ronaldo, capace di segnare e difendere. Joao Mario si è rivelato, tanto basta che lo vorranno tutte le migliori squadre per la sua duttilità e la sua capacità universale di pensare e fare gioco. Renato Sanches si è rivelato come il nuovo Davids, e si è detto tutto. Ronaldo non era solo, aveva dietro una squadra, che lui ha saputo esaltare, offrendo spettacolo a tutti noi in tutti i modi in cui lo sport riesce a fare, commuovendoci, facendoci divertire e ancora commuovere. Grazie.

  •   
  •  
  •  
  •