Una certezza chiamata Germania

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

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Germania in semifinale di una grande competizione per nazionali. Ancora una volta. Segnale di continuità storica incredibile. Al ricco palmares la squadra teutonica aggiunge anche un incredibile serie di edizioni di Europei e Mondiali in cui è riuscita a inserirsi tra le prime quattro. Poche sono state le occasioni in cui i tedeschi non sono arrivati fino in fondo.

Tra Mondiali ed Europei si contano ben 21 tornei in cui sono arrivati almeno in semifinale e soli 8 in cui la corsa si è fermata prima. Se poi il discorso viene ristretto alla sola sfera continentale, allora il bilancio si fa ancor più importante e vede solo tre edizioni su undici partecipazioni in cui il traguardo della semifinale è stato mancato.

Escludendo i Mondiali del 1930 e 1950, in cui non ha preso parte, e le edizioni degli Europei in cui non ha giocato la fase finale (1960, 1964, 1968), la Germania (da dopo la guerra a prima del 1992 come Germania Ovest) è stata una certezza in queste competizioni. Nella massima competizione per nazioni, ossia la Coppa del Mondo, solo nel 1938, 1962, 1978, 1994 e 1998 non ha raggiunto le semifinali, e solo nella prima di queste è finita anche al di sotto delle prime otto. In tutte le altre circostanze si contano quattro trionfi, altrettante finali perse, altrettanti terzi posti e una sola finalina conclusa con una sconfitta.

Negli Europei, però, è andata addirittura meglio. Nel 1972 in Belgio esordio assoluto nella rassegna continentale e trionfo in finale contro l’Unione Sovietica che dà il via al grande ciclo dell’era Beckenbauer. Quattro anni dopo, in Jugoslavia, i tedeschi da campioni d’Europa e del Mondo si ripresentano in finale, ma ai rigori vengono beffati dalla piccola Cecoslovacchia. Altra finale nel 1980, in Italia, contro il Belgio e si torna sul trono d’Europa.

La prima battuta d’arresto tedesca arriva nel 1984, dove l’avventura dei campioni in carica finisce ben prima delle semifinali, al primo turno. Solo un incidente di percorso. Nel 1988 gli Europei si giocano in casa e l’ostacolo girone è superato agevolmente. Si torna a giocare una semifinale, a cui però stavolta non fa seguito la qualificazione in finale. A vincere è l’Olanda. La finale arriva però quattro anni dopo in Svezia. Delusione, però, contro la sorpresa Danimarca, che vince 2-0. Nel 1996 in Inghilterra la Germania si prende la rivincita e torna in finale. A sfidarla è un’altra sorpresa, la Repubblica Ceca. Qui i tedeschi prima pareggiano lo svantaggio iniziale e poi al golden goal ribaltano tutto diventando Campioni d’Europa dopo 16 anni dall’ultimo trionfo.

Per rivedere la Germania tra le prime quattro stavolta passano 12 anni. Il 2000 e il 2004 regalano infatti solo due clamorose eliminazioni al primo turno. Nel 2008 inizia, invece, l’era Loew. L’attuale commissario tecnico è una sorta di talismano. Con lui sempre almeno in semifinale in ogni torneo. Euro 2008 in Austria e Svizzera vede i tedeschi tornare in finale, dove però si arrendono alla Spagna. Quattro anni dopo ancora semifinale, dove però l’Italia tiene fede alla sua tradizione positiva contro i tedeschi (interrotta solo ieri sera) e li elimina. Sfatato il tabù azzurro nella notte di Bordeaux, la squadra teutonica è di nuovo tra le migliori quattro d’Europa e stavolta porta con sé un biglietto da visita importante: sono i campioni del mondo in carica.

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