Barcellona, la caduta degli dei: l’Alaves espugna il Camp Nou

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Barcellona

Leo Messi

Dopo tre giornate di campionato il Barcellona campione di Spagna deve già rincorrere gli eterni rivali del Real Madrid, clamorosa a dir poco la sconfitta interna contro il neopromosso Alaves, 2-1 in favore della squadra di Pellegrino. Proprio nel giorno in cui il Real Madrid riabbraccia Cristiano Ronaldo, fermo per infortunio dalla finale degli Europei, il Barcellona ha confermato che quando manca qualcuno del tridente dei sogni Messi-Suarez-Neymar, la musica cambia, eccome. Luis Enrique infatti sceglie solo il brasiliano dal primo minuto, con Paco Alcacer e Arda Turan a completare il reparto offensivo blaugrana. Primo tempo sonnecchioso, é Deyverson a svegliare il Barcellona dal torpore, mandando i suoi al riposo in vantaggio, davvero clamoroso.  Immediata la reazione blaugrana in avvio di ripresa con un perfetto colpo di testa di Mathieu su calcio d’angolo. Il pareggio ha rinvigorito un Barcellona lanciatosi in avanti a testa bassa e nuovamente vicino al gol al 49’ con un sinistro del francese clamorosamente fuori a pochi passi da Pacheco. Ma nel frattempo l’Alaves non ha rinunciato a colpire in contropiede e, dopo un gol annullato a Edgar per fuorigioco (dubbio), è tornato a zittire il pubblico di casa al 63’ con una zampata di Ibai Gomez, pochi istanti dopo l’ingresso in campo di Messi e Iniesta. A quel punto Luis Enrique ha rotto gli indugi, gettando nella mischia anche Suarez al posto di un’impalpabile Alcacer. Ma i catalani non sono andati oltre un assedio confusionario e una grossa occasione fallita da Messi all’ultimo secondo. Alla fine i tre punti vanno all’Alaves, mentre il Barcellona ingoia amaro proprio alla vigilia del primo tour-de-force stagionale con gli impegni in Champions League (Celtic) e Liga (Leganes e Atletico Madrid) nei prossimi dieci giorni.
Impresa dunque del piccolo Alaves di Mauricio Pellegrino, ex vice di Rafa Benitez, uno che sa come si vince in Spagna, in quanto era il difensore centrale del Valencia di Hector Cuper, capace di arrivare due volte in finale di Champions League, nel 2000 e nel 2001.

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